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Senza prezzo: Ferrari 125 S, sogno impossibile

Pubblicato: 01 mag 2010 da Rosario Scelsi

ferrari 125s

Tutti vorrebbero averla, ma resta un sogno impossibile, un lusso fuori mercato anche per gli uomini più ricchi del mondo, perché l’unico esemplare è gelosamente custodito dalla casa madre. La Ferrari 125 S è la prima vettura a fregiarsi storicamente del nome del mitico costruttore modenese. La sua nascita segue quella della 815 del 1940 che, per i noti vincoli contrattuali connessi al divorzio del Commendatore dall’Alfa, venne battezzata col marchio Auto Avio Costruzioni.

Il completamento del primo telaio risale alla fine del 1946 e le lamiere della carrozzeria, destinate a fasciarlo, vengono curiosamente plasmate a sembianza di barchetta rovesciata. La caratteristica peculiare del modello è l’adozione di un motore innovativo, voluto e progettato da due ingegneri con significativi trascorsi all’Alfa: Luigi Bazzi e Gioacchino Colombo, già autore della formidabile 158.

L’esperienza milanese concorre a influenzare il lavoro creativo dei due tecnici indirizzandoli, per il nuovo bolide targato Ferrari, su soluzioni affidabili già sperimentate con successo nelle produzioni corsaiole della Casa del Biscione. Le affinità concettuali con le auto meneghine sono idealmente riscontrabili nella scelta dell’orditura del telaio, costituto da due robusti longheroni congiunti al centro da traverse ad “x”, e nell’impostazione delle sospensioni, con schema a ruote indipendenti all’avantreno e ponte rigido sull’asse posteriore.

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Assai marcate, invece, le differenze a livello motoristico dove, per contrastare i corposi 8 cilindri dell’Alfa e soddisfare le specifiche simpatie di Ferrari, viene adottata un’ardita architettura a 12 cilindri. Il propulsore della 125 S, studiato e costruito con cura certosina, ha una cilindrata di 1497 cc ed è un “superquadro” con angolo di 60° fra le bancate, dotato di basamento, testa e carter in lega leggera, con guarnizioni circolari di tenuta in lega di rame e amianto.

La distribuzione è monoalbero a camme in testa per ogni fila di cilindri e l’alimentazione è affidata a tre carburatori doppio corpo invertiti della Weber, con pompa di benzina di tipo avio, quindi centrifuga. Le molle delle valvole sono a spillo, di derivazione motociclistica, per ridurre le masse alterne nella parte alta della distribuzione. Il cuore pulsante esprime la sua potenza in un ampio campo di utilizzazione, sfoggiando un’erogazione fluida e lineare. La corsa ridotta del V 12 permette la costruzione di un blocco di limitato sviluppo verticale, che testimonia la volontà dei progettisti di abbassare il baricentro della vettura.

Degna di lode l’attenzione prestata alla termodinamica interna, per garantire il massimo rendimento, secondo una filosofia ancor oggi cara alla Casa di Maranello. La prima uscita ufficiale della “barchetta” Ferrari è datata marzo 1947 e il suo esordio in gara avviene sul circuito di Piacenza, in data 11 maggio, con alla guida un regolare Franco Cortese, costretto però al ritiro da noie tecniche.

Ma la riscossa non tarda ad arrivare e già il 25 dello stesso mese il pilota toscano porta alla vittoria il bolide del “cavallino rampante” al Gran Premio di Roma, che si disputa sul circuito di Caracalla. E’ la tappa iniziale di una lunga e inimitabile serie di successi che nel tempo renderanno mitica la piccola azienda fondata da Ferrari. Della 125 viene anche realizzata una versione Competizione, che si caratterizza per i parafanghi di stampo motociclistico, separati e prominenti rispetto al corpo vettura. Alla guida di questo esemplare “evoluzione” il sublime Tazio Nuvolari si aggiudica la gara del 13 luglio 1947, che si disputa sul Circuito di Parma.

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