I cugini di Autoblog ci informano che a Lipsia la Porsche ha prodotto la Panamera numero 25.000, dieci mesi dopo il lancio commerciale del modello. Il traguardo è stato raggiunto da una versione ‘base’ con motore sei cilindri, comprata da un cliente americano, che ha scelto la verniciatura ‘ruby Red’ per la carrozzeria.
Da quando è stata presentata la Cayenne, accolta molto bene dal mercato, la casa di Stoccarda può permettersi di infrangere diversi tabù, anche se i puristi soffrono la situazione. Ma i manager guardano alle opportunità, correndo il rischio di deludere i fedelissimi, che mal digeriscono le “eresie” filosofiche.
La Panamera è l’ultima digressione dai canoni storici. Si tratta di una berlina a quattro porte che solo pochi anni fa avrebbe fatto gridare allo scandalo. Le cose sono però cambiate e i cultori della “cavallina” riescono a metabolizzare anche le novità più radicali. Ecco perché solo in pochi storcono il naso alla vista dell’opera, il cui impatto iniziale è segnato dalle notevoli dimensioni.
I tratti somatici sono invece quelli tipici della famiglia, con chiari riferimenti alla 911. Nella vettura si legge il futuro di una gamma sempre più diversificata e talvolta lontana dai valori delle origini. Un segno dei tempi, che spingono ad anteporre le logiche del marketing a quelle del cuore. Il design, non certo entusiasmate, consente un CX di 0.29: un dato che la dice lunga sulla qualità dello studio aerodinamico.
L’auto, lunga 4.97 metri e larga 1.93, ha un bagagliaio di 450 litri. Un valore più che sufficiente per viaggi di lunga gittata. Nell’abitacolo si respirano le emozioni di un lusso sportivo pregno di qualità. Il merito è dei progettisti e degli operai di Leipzig, che danno forma a questa creatura, curata con grande attenzione.
Via | Autoblog.it
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