Cina inebriata dal super lusso e crescono i personal shopper

Il Paese della Grande Muraglia è uno sbocco di primaria importanza per i prodotti del comparto luxury, che la clientela locale compra in quantità industriale. Ecco la nuova tendenza.

CHINA-POLITICS-CORRUPTION-LUXURY

La Cina ha una forte propensione al lusso, che alimenta nuovi trend, come gli acquisti effettuati avvalendosi dell’ausilio di particolari personal shopper. Questi soggetti comprano i prodotti al miglior prezzo, anche sui mercati esteri, per rivenderli online.

Il risparmio può diventare molto importante quando vengono elusi i dazi cinesi, con tagli di spesa nell’ordine del 50%, ma qui si entra nel territorio dell’illegalità, che il governo cerca giustamente di contrastare. Gli autori di questo commercio “furbo” si recano ad Hong Kong, Parigi, Londra e New York, per fare le loro operazioni, con l’intento di mettere a frutto i viaggi, cercando di evitare i pesanti dazi doganali. Ogni tanto vengono pizzicati dalle forze dell’ordine, che li arrestano.

Ci sono alcuni studenti che passando il loro tempo libero facendo acquisti su internet o all’estero, per spuntare prezzi più bassi di quelli praticati nel Paese della Grande Muraglia, dove il listino degli articoli cresce in modo spaventoso, per il forte sistema impositivo. Evitando questi “passaggi”, riescono a fornire gli oggetti sfiziosi a prezzi molto più bassi, al lordo di quanto da loro trattenuto. Il business è da cifre importanti, con fatturati in rapida crescita, anche quando l’attività viene svolta in modo legale, con acquisti intelligenti, magari basati su un’attenta ricerca o sui volumi.

I cinesi sono i più grandi acquirenti di beni di lusso su scala mondiale, coprendo il 29% del mercato del settore. Ora si apprestano a guadagnare il primato anche nel commercio elettronico, spinto dai vantaggi che questa pratica offre, anche grazie alla strategia posta in essere dai personal shopper di cui ci stiamo occupando.

Nessuno sembra in grado di resistere al piacere di un acquisto a prezzo scontato ed anche fra i VIP c’è chi segue la pratica. Il governo cerca di contrastare la pratica, nella variante illegale, ma la sua diffusione non aiuta a mettere i paletti al contrabbando, molto fruttuoso per chi lo gestisce.

Nel Paese della Grande Muraglia i personal shopper si chiamano daigou. Secondo uno studio del China e-Commerce Research Centre, ripreso dal Financial Times, l’anno scorso il volume d’affari generato attraverso questo canale è stato di circa 9 miliardi di euro, con un incremento di 19 volte rispetto ai numeri registrati nel 2009. Il 60% delle operazioni riguarda i beni di lusso. L’esplosione è avvenuta insieme a quella del commercio elettronico.

Via | CNN.com

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