Torniamo a parlare di Ebay. Se è vero che si possono fare affare di lusso, è recente la notiza secondo la quale Louis Vuitton e Dior, hanno lanciato un’offensiva legale contro eBay.
Due delle principali marche del lusso LVMH, accusano di poca vigilanza nella lotta contro la contraffazione il numero uno mondiale delle aste online e chiedono 37 milioni di euro di danni.
L’accusa riporta inoltre che il 90% dei prodotti Dior e Vuitton venduti su eBay sarebbero contraffatti.
Una percentuale davvero alta, che se anche scendesse della metà, sarebbe comunque preoccupante. Cogliamo perciò l’occasione per invitare i nostri lettori alla massima attenzione quando si accingono ad acquistare qualsiasi oggetto, sia online sia nel mondo “reale”.
Via | Studiocelentano.it
stenom
21 set 2006 - 16:45 - #1solo 37 milioni? mi sembra anche poco per punire chi fornisce il mezzo per arrivare in tutte le case facendo pure credere che i prodotti siano veri
Piro
21 set 2006 - 17:27 - #2ehm.. non per fare il pignolo ma manca un’”h” nel primo paragrafo.. :-)
Ciao a tutti!
gianlkr
21 set 2006 - 17:33 - #3Stenom: non sono del tutto daccordo. Punire “il mezzo” non è mai un buon segnale. Facendo un esempio molto stupido, credi che dovremmo abolire la telefonia solo perchè i deliquenti possono usarla liberamente per i loro loschi traffici? Dal mio punto di vista, Ebay è “solo” un grosso bersaglio, molto più facile da colpire dell’organizzazione criminale che produce i falsi.
Piro: è vero, alcune volte capita che una lettera rimanga nella tastiera. Correggiamo subito l’errore, prima che qualcuno ci denunci!
stenom
21 set 2006 - 18:01 - #4e-bay è nato per vendere oggetti venduti da privati, poi col tempo si è evoluto ed ora vende di tutto. penso che sia però necessario che aumentando gli affari aumentino anche i controlli. ognuno è responsabile del proprio settore e del danno che può fare.
parlando dell’esempio della telefonia: ogni gestore per legge deve tenere i tabulati delle telefonate per anni e fornirli alle autorità nel caso ce fosse bisogno.
come dici tu e-bay non ha tutte le colpe, ma è anche vero che su questa scusa ci ha marciato molto bene e molto a lungo. pensava di farla franca a lungo? pensava che forse le leggi in materia non la riguardassero?
e-bay non conosce ovviamente chi è davvero il venditore della merce che viene venduta e questo è il punto debole del sistema. se e-bay davvero volesse evitare di essere il bersaglio di simili crociate dovrebbe richiedere ad ogni persona/ditta che vende merce delle credenzialità. non importa che questo sia poco realizzabile, i regolamenti aziendali devono tenere conto delle leggi in materia. se no si finisce coll’essere citati in tribunale. e le leggi non vanno pensate sulla realizzabilità ma sulla giustizia.
in italia ci scandalizziamo che ad ogni angolo ci sono extracomunitari (o chi per loro) che vendono borsette contraffatte. si cerca di arginare il problema in due modi: 1- sequestrando la merce ai suddetti; 2- cercando di chiudere i laboratori clandestini o non facendo entrare le merci false dall’estero.
su internet si rifiutano certe regole nel nome della libertà? bene, allora l’unica cosa realizzabile è punire coloro che fanno la parte dell’extracomunitario che vende le borsette e in questo caso e-bay ricopre il ruolo.
ranzyenne
21 set 2006 - 22:40 - #5daccordissimo con stenom……fossi in loro chiederei almeno il doppio.
gianlkr
21 set 2006 - 22:47 - #6Ok, premesso che mi fa piacere che la discussione non stia uscendo dai binari di un normale contradditorio, e non ne avevo dubbi, vi faccio una domanda. La cosa non vale anche per altri mezzi quali Secondamano e similari? Faranno causa a tutti quelli che non possono garantire l’identità del venditore? Non si tratta di un poco velato modo di incanalare la distribuzione su precisi binari? Un saluto a tutti.
stenom
22 set 2006 - 11:38 - #7“Non si tratta di un poco velato modo di incanalare la distribuzione su precisi binari?”
sì, senza dubbio. ed è ragionevole. ogni azienda/marchio decide quanto vendere, come vendere, a chi e con quali garanzie.
il mondo del commercio oggigiorno è questo, se si vuole solo guadagnare si punta solo sulle quantità, se invece si vuole davvero creare qualcosa allora ci sono altri mille fattori fra i quali……………… i canali di vendita.
LVMH ha deciso di vendere le proprie borsette e altri prodotti solo in negozi di proprietà o selezionati. si può avere qualcosa da dire al riguardo? penso di no dato che ognuno a casa propria fa le scelte che vuole.
perchè mai un commerciante dovrebbe senza autorizzazione vendere un prodotto? Wal-Mart ha il 90% dei prodotti in vendita di produzione cinese, pensi che sia giusto affiancargli accessori di alta moda francesi da 1.000 dollari al pezzo? mi sembra assolutamente fuori dalla realtà. certo se glielo avesse chiesto espressamente LVMH allora le cose cambiavano, ma così non è stato.
Stesso identico discorso per e-bay. io non voglio che quel sito venda la mia merce? be’, finchè si tratta del singolo oggetto usato non posso farci nulla, ma quando diventa una specie di spaccio di merce nuova e soprattutto falsa… allora faccio causa e il mio obiettivo è che questo non sia solo una singola vittoria, ma anche un esempio per chiunque altro ci volesse provare.
Paul
22 set 2006 - 21:38 - #8Hanno fatto bene a chiedere i danni, e-bay prende una percentuale sulle vendite e quindi prende una percentale anche sul materiale illegale venduto. Inoltre non fa nulla per contrastare la cosa, anzi, semplicemente perchè non gli conviene: più vende e più guadagna.
gianlkr
22 set 2006 - 22:42 - #9Faccio l’avvocato del diavolo…
Stenom: “perchè mai un commerciante dovrebbe senza autorizzazione vendere un prodotto?”… semplicemente perchè non sono un “commerciante”: mi disfo solamente delle cose che non mi servono più. “perchè mai un commerciante dovrebbe senza autorizzazione vendere un prodotto?”: perchè nel momento in cui compro qualcosa (anche allo scopo di rivenderla) questa cosa mi appartiene al 100%, oppure l’ex propritario può vantare qualche titolo?
Paul: a questo punto potresti far causa a Telecom, chiedendo una percentuale sulle telefonate fatte dai delinquenti…
Un saluto a tutti. :)
ugo
22 set 2006 - 23:34 - #10bah!
mi sembra come la questione di McDonald’s: ahi mi sono tagliato con il coltello affilato ! sono troppo taglienti facciamo causa a McDonald’s! ehi ma la forchetta è troppo appuntita mi sono punto, facciamo causa a McDonald’s.
Sono scivolato xchè avevano passato lo straccio e il cartello che indicava bagnato non lo indicava nella mia lingua il bugundi, facciamo causa a McDonald’s.
Ora che è iniziato il filone con gli articoli delle 2 case litigiose non resta che aspettare che anche le migliaia di ditte che vedono passare i loro prodotti per un sito d’aste facciano altrettanto.
Oppure leggersi bene i regolamenti che ci sono su eBay E NON SPARARE SENTENZE.
marco
04 ott 2006 - 20:49 - #11#9…la differenza sta nell’occasionalità della vendita (mi disfo di 1 borsa, rivendo 1 borsa che non mi piace) mentre su ebay ci sono veri e propri utenti registrati come non commercianti che vendono articoli come queste borse con una continuità che sta alla base dell’attività d’azienda…
in ogni caso se entrambi i marchi lo volessero potrebbero proibire ad ebay la vendita dei loro prodotti…come fatto da “la martina” o da “evisu”!
concordo inoltre sul fatto che ebay è responsabile per gli articoli che vengono venduti tramite il servizio che offre… non basta che il venditore dichiari l’originalità della merce, occorrerebbero controlli + severi sulle aste e non solo le segnalazioni degli utenti…
simone
23 dic 2006 - 15:52 - #12so di alcuni account di negozianti che sono stati chiusi solo per far vedere che si stanno muovendo… e sono negozianti che hanno anche un negozio vero, non solo online… questo è un po un sopruso,visto che molti si son fatti una buona reputazione e si vedono chiudere così dall oggi al domani. per i restanti ragazzini che importano pacchi dalla cina perfettamente copiati, capisco l’attacco legale.. ma farci andare di mezzo account di gente onesta no
Domenico Dibello
06 mag 2008 - 20:58 - #13I grandi colossi possono permettersi di “far finta di non vedere” che sul loro gigantesco portare il 90% della merce è contraffatta se nel frattempo intascano la percentuale sulle vendite illegali, mentre se due ragazzi fanno un piccolo solo un piccolo link ad un sito cinese, dicendo che questo sito trasmette partite (legalmente in Cina, vedi caso Coolstreaming), Sky gli scaglia contro i suoi avvocati e lo chiudono!!! Questa è la situazione attuale della rete, vince chi può permettersi avvocati e legali più preparati.
Vedi caso coolstreaming: http://www.itbazar.org/2008/04/22/linkare-siti-con-video-protetto-da-copyright-e-illegali-il-caso-fate-skyfo/