Lusso in Italia: il trend al 7° Luxury Summit del Sole 24 Ore

Il mercato del lusso patisce poco gli effetti della crisi economica. I segnali per il futuro sono incoraggianti.

Around Milan

Il Luxury Summit del Sole 24 Ore, ospitato nella cornice strategica di Milano, disegna un quadro del mercato di fascia alta in Italia. Gli interventi dei principali player del lusso e della moda lasciano immaginare un trend interessante per il futuro, anche se con un ritmo di crescita più lento rispetto agli anni passati.

Ecco la linea tracciata da Antonio Achille, partner e managing director di Boston Consulting Group, partendo dai dati di una ricerca condotta in collaborazione con Altagamma: “Nei prossimi decenni il lusso crescerà a un tasso attorno al 4%, ma l'espansione sarà diversa: se fino a oggi i grandi gruppi hanno aperto negozi e spazi, conquistando nuovi mercati come quello asiatico, ora la crescita sarà più moderata. Particolare attenzione per la crescita organica, ossia a parità di perimetro”. 

Il lavoro condotto mette in evidenza come il 60% dei consumatori nella fase di acquisto sia influenzato dal digitale. Il 45% degli acquirenti cerca online il prodotto, ma finalizza in negozio l’acquisto. L’80% dei consumatori di brand di lusso si sentono talmente coinvolti dalla marca, al punto da “essere disposti a diventare brand ambassador della stessa”. Infine, il passaparola si conferma il primo canale di influenza, sempre secondo l’indagine presentata da Boston Consulting Group.

Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo, parla di boom di vendite a doppia cifra per i negozi italiani del marchio, con un ulteriore aumento nel corso degli ultimi 60 giorni, forse anche per merito dell'EXPO. Felici i risultati commerciali in Giappone, grazie agli acquirenti cinesi.

Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato di Versace, si esprime in questi termini: “Nel 2015 raggiungeremo 650 milioni di fatturato. Crescite a tassi del 20-21% l'anno. L’obiettivo è la quotazione”.

Anche Scervino si dice pronto alla quotazione del marchio, ma per adesso non ci sono progetti di ipo. Ecco le parole dell'AD Toni Scervino: “Credo che ogni azienda italiana debba prepararsi allo sbarco in borsa, indipendentemente dal fatto che lo faccia o meno. Per il momento continuiamo a divertirci. Siamo riusciti da soli nei primi anni a crescere, poi mai dire mai”.

Giuseppe Santoni, manager del marchio con il suo cognome, parla di un fatturato donna al 30% circa: “Questo apre scenari interessanti”. Il brand registra un tasso di crescita del 10-15% all'anno.

Via | Il Sole 24 Ore Press Office

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