Quella di Paolo Fazioli più che una fabbrica è un atelier. Ha sede a Sacile, conta quaranta dipendenti e produce centodieci strumenti all’anno, richiesti in tutto il mondo.
Il segreto del successo? L’impiego dell’abete rosso della Val di Fiemme che Stradivari usava per i suoi violini. Fazioli era convinto che tale materia prima andasse bene anche per i pianoforti. Aveva ragione.
Oggi i compratori arrivano da Giappone, Canada e Stati Uniti. Un “gran coda” costa 100 mila euro, il nuovo modello “da crociera” (destinato alle maggiori compagnie di navigazione) arriva a 135 mila, ma la richiesta del mercato lo ha già fatto schizzare a 150 mila.
La pianista Angela Hewitt ha scritto che “questi strumenti hanno più colori, più sfumature. Sono meno in bianco e nero degli altri”. Herbie Hancock, musicista jazz, li trova “adatti all’improvvisazione, molto duttili”.
Via | Lastampa.it
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