Logo Blogo

Green Teckell, biliardino by Adriano Design for Blab Italia

Pubblicato: 18 apr 2009 da Rosario Scelsi

Commenti dei lettori

teckell

Vi avevamo già parlato dei biliardini Teckell, prova tangibile del modo in cui Adriano Design e B.Lab Italia hanno ripensato il calcio balilla. Da questa collaborazione nasce ora Green Teckell, un modello che amplia la collezione di famiglia con uno stile tutto nuovo.

Presentato in anteprima al Salone del Mobile 2009, questo nuovo gioiello in edizione limitata (ne saranno prodotti solo 1000 pezzi) aggiorna i temi salienti del modello che aveva guadagnato i galloni di bestseller nella precedente edizione della kermesse dedicata all’arredamento.

Green Teckell propone un nuovo utilizzo dei materiali, che sovrappone all’alluminio e al cristallo le migliori selezioni di legno, utilizzate per gambe, manopole, segnapunti ed omini. Così diventa evergreen nella forma e nel design: alluminio, cristallo e legno, lavorati artigianalmente e con le più moderne tecnologie, si fondono per creare un prodotto longevo, pensato per non invecchiare.

Il gioco del calcio balilla, pur essendo antico, continua ad appassionare ogni generazione, in una foggia che gli autori hanno voluto a impatto ambientale zero: alluminio, vetro e legno sono infatti materiali totalmente riciclabili. Ma il Green Teckell propone anche un’eco-compatibilità tutta nuova, grazie all’affezione al prodotto che cancella, anche in tempi lunghissimi, l’esigenza di smaltimento, rendendolo davvero immortale. Un oggetto che può, perché no, essere tramandato.

Sentiamo cosa ne pensano gli ideatori

Perché Teckell diventa Green?

E’ un prodotto “verde”, è più naturale del classico teckell: ha vetro, legno ed alluminio. Non c’è verniciatura. E’ destinato a durare “per sempre”…è longevo. E più invecchia più diventa bello. Ha zero impatto ambientale…è quasi un “ever” green Teckell. Versione limitata…1000 pezzi. Qualità in ogni singolo componente per poter avere una vita infinita. Amore eterno fra l’oggetto ed il suo utente. Fusione fra industrializzazione, nuove tecnologie ed artigianato. E’ la Ferrari dei calcio balilla. Teckell non è un semplice calcetto, Teckell ha qualcosa in più; è un calcetto rivisitato, ripensato. Teckell è il calcetto che abbandona il bar (o l’oratorio) dove l’abbiamo conosciuto quando eravamo ragazzini per diventare oggetto di valore estetico: a caratterizzarlo, non solo il suo valore ludico, quindi, ma anche un design ricercato, che sdogana l’amato calcio balilla dalla sua condizione di passatempo povero ed infantile rendendolo minimale, sofisticato, addirittura “eccessivo” nello sfarzo dei materiali con cui è costruito. E se non ha senso interrogarsi sui valori ergonomici di un gioco come il calcetto, ha senso interrogarsi sugli inviti (le affordances, per usare un termine caro ai cognitivisti) che Teckell, nel suo essere una nuova forma di calcetto, propone ai suoi utenti.

Insomma, quanto Teckell si lascia giocare?

Come un gioiello, si fa osservare, guardare da lontano, si lascia percorrere dallo sguardo ed intimorisce il tocco, un tocco che segna con le proprie impronte la lucentezza del cristallo, lucentezza che è l’elemento più evidente del discorso che Teckell fa al proprio fruitore, un discorso che fa dell’apparire la base della desiderabilità dell’oggetto.

Quanto, quindi, del calcetto con cui “rullavamo”, che sbattevamo per sbloccare la pallina, c’è ancora? Quanto Teckell invece rappresenta un oggetto che adorna un ambiente con le sue linee essenziali ed il suo invito a guardare, invito che relega a sfondo tutto l’intorno del campo da gioco, ma che vincola l’utente a non sfiorare l’oggetto?

La domanda è interessante, in quanto le due possibili fruizioni previste (il gioco e lo sguardo) sembrerebbero in contraddizione: perché il calcetto è un gioco che pare “violentare” lo strumento (e dimostrazione ne siano le molle e tutti gli altri escamotage tecnici pensati per “attenuare” i colpi dati al calcetto), mentre Teckell invita ad essere “accarezzato”: cristallo e finiture in metalli ricchi ci conducono a “trattenere” il colpo, a “controllare” il tiro in porta, che ora non deve essere più potente e scoordinato (come all’oratorio, ricordate?), ma delicato e preciso. Una carezza. E proprio fra questi “inviti” contrastanti si definisce -se non “l’ergonomia” di Teckell- almeno il suo significato ai nostri occhi: Teckell è il calcetto dei grandi, il gioco che non ha più l’impulsività della giovinezza, ma la consapevolezza di chi è finalmente adulto, di chi sa controllare se stesso. Pur continuando ad amare il gioco. Il gioco della sua infanzia.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • CIPPALIPPA

    20 dic 2009 - 10:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    SI MA QUANTO COSTA?

    TANTE BELLE PAROLE MA ……. “LI SOLDI” QUANTE CE NE VOGLIONO PER COMPRA’ STA MERAVIGLIA?