L’Alfa Romeo 8C Spider è un’auto in serie limitata che farebbe la gioia di ogni collezionista. Oggi è possibile comprarla solo usata, ma se un proprietario decidesse di venderla, troverebbe subito un acquirente. Senza troppi problemi per il prezzo, perché i sogni di lusso aiutano a vivere meglio.
Ecco perché quando qualcuno riesce a tradurli in materia si alimentano le fantasie dei tanti che ne subiscono il trasporto. Una sensazione piacevole e travolgente, vissuta da tutti gli appassionati (e non solo da loro) alla vista del gioiello più sportivo dell’era moderna della casa del Biscione.
Bastano le forme scultoree della carrozzeria, finemente scolpite nei volumi in carbonio, per determinare un caleidoscopio di emozioni in grado di far schizzare in alto i battiti cardiaci. La 8C Spider è un’opera d’arte che, già da ferma, esprime una carica dinamica degna di una casa cresciuta nei piani nobili dell’universo agonistico.
Lo slancio delle sue linee è un esempio encomiabile di eleganza e dinamismo, ulteriormente esaltato rispetto alla versione Competizione da cui deriva. Non era facile cogliere l’obiettivo, ma qui si parla delle alte sfere del Made in Italy, quindi l’impresa non poteva fallire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Impossibile resistere al richiamo di quell’ampio cofano che morde l’asfalto con un piglio felino. Il suo taglio pungente viene messo in risalto dal compatto abitacolo e dalla coda tronca, molto efficace nell’evacuazione dei flussi d’aria, ma anche nel determinare un certo livello di deportanza, in una cornice di bellezza estetica davvero sublime.
La Spider è la dimostrazione tangibile di quel credo aeronautico secondo cui ciò che è piacevole alla vista è pure efficiente. Questa granturismo del quadrifoglio sfoggia finiture curate, grazie a un trattamento dei dettagli che fa onore ai creatori. Una delle sue caratteristiche distintive è la capote a scomparsa, disponibile in più colori e dotata di un impianto elettroidraulico che si attiva premendo un pulsante sulla plancia.
Il tettuccio è composto da un tessuto tecnico che sfrutta due teli sovrapposti: quello esterno è multi-strato per resistere agli agenti atmosferici, mentre quello interno ha un’alta capacità insonorizzante per garantire un totale comfort acustico agli occupanti. Notevole il risultato finale, sia in termini stilistici che funzionali.
La qualità degli accoppiamenti è alta, ma anche i materiali sono fra i più pregiati. Già nell’abitacolo si scorge la presenza dell’esotica fibra di carbonio, che avvolge il ponte di comando e i pannelli, come pure i sedili, rivestiti in lussuosa pelle Poltrona Frau. I paddle dietro il volante tradiscono la presenza di un sofisticato cambio robotizzato a sei rapporti, con una dinamica operativa molto rapida.
Anche questo aiuta a capire l’indole del gioiello del “Quadrifoglio”, spinto da un corposo propulsore a 8 cilindri di 4.7 litri, con angolo di 90° fra le bancate, che vanta una potenza massima di 450 cavalli a 7000 giri e un picco di coppia di 480 Nm a 4750 giri. Quanto basta per garantire prestazioni di grande lignaggio, sintetizzate da due dati: 290 km/h di velocità di punta e un tempo di 4”4 nel passaggio da 0 a 100 Km/h.
Ma i numeri non dicono tutto. Per esempio non raccontano del timbro di voce che accompagna l’azione del modello, simile a quello dei bolidi da corsa degli anni Sessanta; senza parlare del perfetto bilanciamento che assicura un handling di alto profilo. Il merito nasce dall’architettura Transaxle, con motore anteriore arretrato e cambio disposto al retrotreno in blocco col differenziale.
Ottimo il contributo dato al comportamento dalle sospensioni che, con il loro schema a quadrilateri, regalano una grande precisione di guida. Esse lavorano in simbiosi con il telaio in acciaio, che assicura una notevole solidità strutturale. Il modello propone l’ultima edizione del VDC Alfa Romeo, un sistema evoluto di controllo di stabilità e trazione, per garantire il massimo “feeling” dinamico.
La vettura è dotata di serie di freni carboceramici Brembo da 380 mm di diametro sulle ruote anteriori e 360 mm su quelle posteriori, ben visibili dagli imponenti cerchi in alluminio da 20 pollici. Grazie ad essi occorrono solo 33 metri per fermare la corsa da 100 km/h, con una resistenza al fading praticamente infinita.
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la 8C Spider non è comunque un’auto da gara: la sua missione non è quella di infrangere i record dei circuiti, ma di elargire le massime emozioni in uno sfondo prestazionale di grande livello. Con questa creatura italiana il godimento è già elevato ad andatura da passeggio. Anche questo fa parte del suo fascino. Ma il sogno è solo per 500 fortunati. Chi vuole entrare nel club deve tirare fuori una montagna di soldi.