Roman Abramovich avrà presto in consegna il mitico Eclipse, lo yacht di lusso più grande del pianeta. Il ricco magnate ha atteso tanto questo momento, ma ora riceverà il suo capolavoro negli stessi giorni del panfilo Luna. Questo è uno dei problemi dei miliardari: aspettare secoli per un gioiello nautico e trovarsene due freschi di conio nell’arco di pochi giorni.
Insieme alla nave ammiraglia, infatti, è pronta a salpare le acque anche un’imbarcazione più piccola che, quanto a lunghezza, è comunque la 19ª del mondo. Quest’ultima è già stata sottoposta alle prove in acqua, dopo la fase finale dell’allestimento. Tutto è pronto allo sbagno, ma le attenzioni di tutti sono sull’imbarcazione regina, i cui lavori sembrano ormai conclusi.
Mancano pochi dettagli prima del varo, anche se il portavoce del proprietario del Chelsea non si sbilancia sui tempi. I ritardi nel completamento del prestigioso “albergo galleggiante” avevano turbato l’uomo d’affari russo, spingendolo a minacciare la sospensione del pagamento.
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Roman Abramovich sarebbe così frustrato per i ritardi nel completamento dell’Eclipse da aver minacciato di sospendere il pagamento finale dello yacht di lusso destinato a battere tutti i record. Anche se il panfilo ha fatto il suo viaggio inaugurale a settembre, non sarà completato prima dell’arrivo del nuovo anno. La storia di questo gioiello nautico, destinato a diventare il più grande del mondo, è molto tormentata, al punto di aver stancato il committente.
Dal miliardario russo, propriatario del Chelsea, arrivarano segnali di insofferenza. Il più recente termine per la consegna era fissato per il 22 dicembre, ma adesso c’è un altro slittamento, dovuto alla necessità di completare i lavori di allestimento interno. I rappresentanti dell’oligarca hanno tenuto una serie di incontri con i dirigenti del cantiere tedesco che ne cura la costuzione, per tentare di forzare i tempi, ma il 2009 è fuori portata.
Il mega panfilo sta costando 724 milioni di sterline (circa 800 milioni di euro), il doppio di quanto preventivato al momento dell’ordine. Il suo carnet è da primo della classe. L’Eclipse dispone di due piazzole per elicottero e di altrettante piscine, una delle quali grande quanto una pista da ballo. Poi ci sono 24 cabine degli ospiti con schermi cinematografici e una suite con tetto apribile. Tutto, ovviamente, all’insegna del massimo sfarzo. Uno scuder laser protegge dagli obiettivi dei paparazzi.
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Quando Eclipse (165 metri), lo yacht di lusso più lungo del mondo, è stato testato per la prima volta in acqua, l’attenzione dei media e degli appassionati si è concentrata sull’evento. Per averlo il miliardario russo Roman Abramovich, che già possiede il Pelorus di 115 metri, ha speso 350 milioni di euro.
Nel 2010, quando ne prenderà possesso, il ricco oligarca metterà in ombra il Rising Sun (138 m) di Larry Ellison, amministratore delegato di Oracle, ma anche tutte le altre barche attualmente esistenti, comprese quelle delle grosse compagnie del Medio Oriente. Solo il Dubai, con i suoi 162 metri, reggerà il confronto.
Anche se la crisi non ha risparmiato i paperoni, questi continuano a sfidarsi a suon di rilanci. Dall’inizio del 2008 almeno quattro nuovi yacht oltre i 100 metri piedi sono stati consegnati o risultano in fase di costruzione. Per una triste ironia della sorte, i cantieri che stanno lavorando su questi gioielli da nababbi vivono una fase stagnante o regressiva nei loro affari. Ma dopo l’estate dovrebbero arrivare nuove commesse, anche nelle fasce più basse del mercato.
Tornando al mega-panfilo di Abramovich è davvero difficile pensare che a breve ne possa nascere uno più grande, anche per la difficoltà a trovare spazio nei porti turistici. La gara potrebbe allora spostarsi su altri fronti, come quello dell’originalità. Lo yacht A del banchiere Andrey Melnichenko insegna.
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Fra i tanti nababbi alle isole Eolie c’è pure il banchiere Andrey Melnichenko, che si è concesso una vacanza di lusso in Sicilia con il suo megayacht “A”. Il miliardario russo è stato notato nelle acque più belle dell’arcipelago, a bordo dell’imponente panfilo, costato 150 milioni di euro.
Questo gioiello dell’ingegneria nautica è come un incrocio tra un sottomarino e una navicella spaziale. Sembra abbastanza grande per contenere una dozzina di piccole torpediniere. Nei suoi 119 metri ci sono tre piscine, una master suite, sei suites per gli ospiti ed altre 42 camere.
La nascita è avvenuta nel 2008, presso i cantieri di Blohm & Voss, che hanno tradotto in materia gli slanci creativi di Martin Francis e Philippe Starck. Tutto nell’imbarcazione è di dimensioni titaniche: basti dire che il serbatoio può accogliere 950 mila euro di carburante. Il taglio originale dei volumi ha suscitato un forte interesse nei villeggianti dell’area.
Visto che ancora non siete convinti dallo stile innovativo e fuori dagli schemi del colosso dei mari il gigayacht A di Blohm & Voss vi mostriamo delle splendide ed inedite foto realizzate per noi dal nostro fedele reporter Vittorio Nico.
In queste foto potete ammirare il gigante dei mari di proprietà di Andrey Melnichenko, il 172esimo uomo più ricco del globo secondo Forbes, fiancheggiato dal bellissimo Pelorus dell’amico Abramovich. Potete inoltre vedere lo scenografico sistema di illuminazione di cui A, realizzato dalla superba matita di Philippe Starck, è dotato.
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Questo yacht gigante somiglia a un incrocio tra un sottomarino e una navicella spaziale. Sembra abbastanza grande per contenere una dozzina di piccole torpediniere.
Nei suoi 119 metri ci sono tre piscine, una master suite, sei suites per gli ospiti ed altre 42 camere. Il panfilo è di proprietà del miliardario russo Andrey Melnichenko che, per averlo, ha speso 150 milioni di euro.
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