
Il milionario austriaco Karl Rebeder ha dichiarato di voler rinunciare al suo patrimonio di 2,7 milioni di sterline e a tutti i beni di lusso di sua proprietà, perchè essi “non l’hanno mai reso felice”.
Il denaro di sua proprietà sarà devoluto in favore di orfanotrofi e di associazioni operanti in America centro-meridionale, per dare un aiuto concreto a chi veramente ne ha bisogno.
Soltanto una delle case di lusso di proprietà di Karl Rebeder (nell’immagine) vale circa 1,3 milioni di sterline; lui però ha dichiarato che insieme alla moglie può vivere serenamente anche in un piccolo appartamento.
Probabilmente il milionario ha pensato che tanta fortuna in mano a un uomo solo sia sprecata, mentre una distribuzione più equa che tenga conto anche di quella grossa fetta di popolazione mondiale ridotta in povertà, potrà forse rendergli quella felicità che non gli hanno mai dato auto e viaggi di lusso.
Via | DailyMail
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La stagione 2010 del collezionismo si apre a Torino con la 28ª edizione di “Automotoretrò“, la rassegna di cultura motoristica che mette in vetrina tante auto sportive e di lusso, facendone un appuntamento immancabile per gli appassionati delle quattro ruote. Quest’anno ci saranno ulteriori motivi di interesse per conquistare l’ammirazione dei visitatori, come la sezione “Automotoracing”, dedicata a chi ama le competizioni.
Ma il fiore all’occhiello della kermesse sarà la la mostra sui 60 anni di Formula 1. La specialità di punta dell’automobilismo da corsa nacque infatti nel 1950 e vide, al suo esordio, la vittoria del torinese Nino Farina al volante di un’Alfa Romeo 158. Sarà proprio questa monoposto del Museo del Biscione a fare da simbolica apripista ad una ventina di modelli, di vari costruttori, visibili negli stand. L’appuntamento è dal 12 al 14 febbraio nei padiglioni di Lingotto Fiere.
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New York in fatto di auto sportive e di lusso non scherza. Nella città simbolo degli Stati Uniti la quantità di gioielli a quattro ruote custoditi nei garage dei più facoltosi abitanti è davvero elevata.
Solo la grande estensione della pianta cittadina ne diluisce la presenza sul territorio, impedendo di assistere a uno spettacolo concentrato come quello di Montecarlo e Dubai. Ma per strada non è raro imbattersi in Ferrari, Maserati, Porsche, Lamborghini, Rolls Royce, Aston Martin, Bentley, Lotus e simili. I più fortunati potranno incrociare la 612 P4/5 di James Glickenhaus.
Mentre Alberto Giacometti guadagna il primato fra le sculture statiche, Ferrari si conferma al vertice tra quelle dinamiche, ponendosi al top nei valori di vendita delle auto all’asta. Anche nel 2009 le opere del “cavallino rampante” hanno dettato legge nel mercato del collezionismo di lusso, segnando le tre cifre di aggiudicazione più alte e occupando 31 posti nella top 100.
Lo rivela, nell’ultimo numero, il mensile Ruoteclassiche, prendendo spunto dal libro “Classic Car Auction”. Scorrendo la classifica si nota come molti esemplari sono passati di mano a cifre astronomiche, consegnando alla storia le loro sessioni di vendita. La cifra più alta è stata pagata per una Ferrari 250 Testa Rossa, battuta all’incanto per 9.020.000 euro dagli esperti di RM Auctions durante la kermesse “Leggenda e Passione“.
L’importo supera quello speso nel 2008 per la 250 GT California Spider di James Coburn, comprata per 7.040.000 euro dall’inglese Chris Evans. Un modello identico a questo, costruito nel 1960, occupa la seconda piazza: è stato battuto da Gooding a Scottsdale per 3.816.900 euro. Poco meno per un’altra California del 1961, venduta a Monterey dalla stessa organizzazione per 3.564.640.
Al quarto posto la prima vettura di marchio diverso, una Bugatti Type 57S Atlante del 1937, ceduta per 3.417.500 euro da Bonhams a Parigi. Appena fuori dal podio un’altra italiana, l’Alfa Romeo 8C 2300 del 1933, venduta a 2.913.040 euro. Le premesse perché simili valori si ripetano nel 2010 ci sono tutte, anche perché molti miliardari vogliono diversificare i loro investimenti, dirottandoli su settori meno legati al mercato finanziario.
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A Scottsdale, in Arizona, sorge una villa di lusso che conquista al primo sguardo. Le sue alchimie architettoniche rapiscono gli occhi, stimolando le pupille, che fungono da ricettori per le emozioni del cuore. Scorrendo le immagini si comprende la sua forza seduttiva. Ogni altra parola sarebbe superflua, se non per sottolineare alcuni aspetti costruttivi.
La casa nasce da una filosofia rispettosa dei principi energetici più evoluti, per pesare meno sull’ambiente. Dentro ci sono un ricco bar, la sala cinematografica, una bella palestra e tanti spazi sociali, circondati dal calore dei corpi d’arredo, sapientemente inseriti nel contesto. La grande armonia dialettica è il perno della sua bellezza.
Il garage consente di accogliere fino a 5 auto, meglio se sportive e di alta gamma, per non stonare in un contesto da favola, che non accetta la mediocrità. Splendida la vista sulle montagne e sulla città, godibile anche dalla piscina. Il prezzo è rimesso alla trattativa dei contraenti.
Il video di una delle prime prove della Bentley Continental Supersports, pubblicato da Autoblog, ci consente di tornare sul tema delle auto sportive, con una fuoriserie di lusso dal grande carattere. Anche se il suo marchio è uno dei preferiti dall’alta aristocrazia, questo vanta una tradizione agonistica di tutto rispetto, che il sodalizio con Rolls Royce aveva fatto sbiadire.
Per fortuna, sotto la nuova gestione, l’istinto atletico è tornato a galla, dentro forme di gusto fortemente british. La Continental Supersports è la prova migliore del recupero genetico, elevandosi al rango di versione più veloce e divertente della serie, grazie ai 630 cavalli erogati dal propulsore FlexFuel, una tecnologia estesa entro il 2012 al resto della gamma.
La vettura può essere usata solo a benzina o a biocarburante, ma si può optare per una serie infinita di combinazioni intermedie, con un vasto range di modalità di esercizio. Così si tagliano fino al 70% le emissioni del 12 cilindri biturbo da 6 litri, mettendo a tacere le coscienze ecologiche. I rilievi prestazionali non ne risentono. Anzi, l’ultima nata è la più veloce della famiglia.
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Uno dei fortunati proprietari della Lamborghini Murciélago LP650-4 Roadster ha deciso di rendere ancora più esclusiva la sua auto sportiva, cambiando la combinazione di colori opachi della versione ufficiale. Ricordiamo che i 50 esemplari della serie limitata esibivano l’abbinamento cromatico tra il “grigio telesto” e l’arancio brillante dello spoiler anteriore, dei brancardi e del logo laterale. Nella stessa tinta anche le pinze dei freni.
Questo gioco di tonalità non ha convinto l’acquirente dell’esemplare numero 2, che ha deciso di soddisfare meglio i suoi gusti di lusso con una radicale revisione della tinta. Appena ricevute le chiavi del bolide, il ricco uomo di Beverly Hills ha fatto rimettere a nudo la carrozzeria, per applicare una verniciatura nero opaco. L’effetto finale è convincente. Anzi, sembra più raffinato dell’allestimento standard.
Quale che sia il giudizio, il fascino della Murciélago resta contagioso, anche nei confronti di chi si professa immune alla passione motoristica. Le sue linee sensuali e feroci consegnano allo sguardo un’irresistibile poesia estetica, capace di banalizzare altre opere motoristiche. La sagoma bassa e larga è come una calamita, dove aleggia la migliore tradizione della casa. Nel suo Dna si leggono le tracce della discendenza da icone come la Miura, la Countach e la Diablo, che hanno fatto sognare intere generazioni di appassionati.
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Ieri il museo Porsche ha compiuto un anno. Ce lo ricordano i cugini di Autoblog, che snocciolano alcune cifre. Nei primi dodici mesi di vita la struttura è stata esplorata da oltre 530 mila visitatori, superando le aspettative più ambiziose del management. Per la ricorrenza è stata offerta al pubblico la possibilità di accedere al reparto interno dove vengono ripristinate le vetture esposte.
Nel complesso di Zuffenhausen viene celebrata la storia della casa tedesca, ricca di modelli che hanno segnato delle tappe importanti nell’evoluzione delle auto sportive e da corsa. L’impianto, concepito con lusso e stile avveniristico, è degno dei fasti che rievoca. Gli esemplari in vetrina ruotano nel tempo, per offrire una fisionomia sempre diversa agli spazi e regalare una panoramica in continuo aggiornamento sulle vicende culturali del mito di Stoccarda.
Nel futuristico edificio, firmato dall’architetto austriaco Delugan Meissl, si coglie il dinamismo dei bolidi più performanti, per sottolineare il rapporto con i gioielli in esso custoditi. All’interno è possibile ammirare 80 vetture di periodi diversi, che tracciano l’identità del costruttore. Lo sviluppo dei 5600 mq riserva adeguate superfici ai corner divulgativi, ai negozi e alle sale conferenze. C’è pure un ristorante, con un assortito menu di squisite pietanze. Ma dopo l’abbuffata motoristica sarà difficile avere ancora fame.
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Eric Clapton è un grande appassionato di auto sportive e di lusso, specialmente Ferrari. Nel suo garage si sono alternate diverse creature del “cavallino rampante”. Non poteva essere diversamente, vista la passione per le “rosse”: “Fin da bambino mi piacevano le gare automobilistiche, ma c’è un solo costruttore che ho sempre seguito, la Ferrari“.
L’artista britannico, considerato una delle più grandi icone della musica moderna, si è concesso una visita agli stabilimenti di Maranello, dopo sei anni di assenza. Ha trovato un mondo diverso, ma la stessa anima di un tempo. Un fatto che gli è piaciuto, perché la tecnologia e l’evoluzione non hanno intaccato lo spirito del mito.
Per Clapton nelle creaure emiliane c’è storia, passione, bellezza e cura maniacale per i dettagli, ma anche cuore ed emozioni. Le stesse che gli procura il sound delle sue granturismo: “Amo il suono delle Ferrari e, come musicista, posso confermare che i loro motori emettono vera e propria musica. Devo dire che ho un debole per la sinfonia dei 12 cilindri“. Forse per questo ha una Enzo, la prima importata nel Regno Unito.
Via | Ferrari.com
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Dubai continua a splendere di lusso, nonostante la crisi degli ultimi mesi. Il suo sfarzo si coglie anche nell’illuminazione dei grattacieli, che regalano un bel colpo d’occhio, specie di sera. Il video di Philip Bloom ne fornisce un valido spaccato.
Lo splendore dell’insieme trova conferma nelle singole espressioni di magia che giungono dall’emirato. Basta guardare gli hotel, come il Burj Al Arab e il Rose Rayhaan, per rendersene conto. Poi si sono le boutique da nababbi e le auto sportive che circolano per strada.
Alcuni nomi? Ferrari, Lamborghini, Maserati, Bugatti, Porsche, Rolls Royce, Bentley e Aston Martin. Infine il nuovo ippodromo, che guadagna il primato mondiale, come il Burj Khalifa tra le torri. Difficoltà finanziarie? Certo, ma anche fiducia per il futuro e un grande desiderio di distinguersi in fatto di esclusività.
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