Alla Fiera di Padova torna a riproporsi il più importante salone italiano dedicato alle auto e moto storiche. L’appuntamento è dal 21 al 24 ottobre. Previste molte novità, per accrescere ulteriormente il fascino di una rassegna entrata con la forza dei numeri nel ristrettissimo novero degli eventi internazionali del settore.
Molti i capolavori in vetrina, perché il collezionismo di qualità non ha risentito della crisi economica planetaria. Le opere più esclusive dell’universo a due e quattro ruote sono considerate beni rifugio privilegiati, che interessano fasce sempre più estese di pubblico, in Italia ed in Europa, ma anche nel Vicino Oriente, nell’Estremo Oriente e in Africa.
Nelle due ultime edizioni, ai numerosissimi partecipanti di area tedesca e nordica si sono aggiunti agenti di grandi collector di paesi come Russia, India, Corea, Cina ed Emirati Arabi Uniti che, con grande competenza, hanno scelto a Padova pezzi di particolare pregio.
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Si svolgerà dal 23 al 25 aprile il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, una delle più quotate rassegne dedicate al collezionismo di lusso, le cui origini risalgono al 1929.
Oggi, come allora, sulle rive del lago di Como si potranno ammirare cinquanta gioielli dell’universo automobilistico, scelti in una rosa di modelli nati tra gli anni Venti e Settanta. L’appuntamento è a Cernobbio, dove si radunerà la giuria presieduta da Lorenzo Ramaciotti, per valutare lo splendore dei capolavori in vetrina.
La Fiera di Roma si appresta ad aprire i battenti per Fuoriserie, che andrà in scena il 17 e 18 aprile. In vetrina molte auto sportive e di lusso, per un week-end dove scoprire e rivedere i grandi classici, modelli introvabili, gioielli dei più grandi marchi nazionali ed esteri ma anche vetture per tutte le tasche. Una rassegna che permetterà di vivere a 360° la passione dei motori.
Un viaggio tra le icone a quattro ruote del ’900, dalle macchine che hanno fatto la fortuna dell’industria motoristica ai capolavori che hanno segnato l’immaginario collettivo, come interpreti dei desideri di intere generazioni. In mostra le protagoniste indiscusse di grandi successi cinematografici ed anche le compagne della storia comune.
Tanti i motivi di interesse, in grado di catturare appassionati, storici e neofiti per quello che è ormai considerato un bene rifugio, migliore rispetto ad altri investimenti, azioni ed oro compresi. Tra i modelli esposti la Jaguar MK VII del 1952 protagonista del film Milk con Sean Penn e la XK 150 appartenuta a Grace Kelly.
Via | Fierafuoriserie.it
La stagione 2010 del collezionismo si apre a Torino con la 28ª edizione di “Automotoretrò“, la rassegna di cultura motoristica che mette in vetrina tante auto sportive e di lusso, facendone un appuntamento immancabile per gli appassionati delle quattro ruote. Quest’anno ci saranno ulteriori motivi di interesse per conquistare l’ammirazione dei visitatori, come la sezione “Automotoracing”, dedicata a chi ama le competizioni.
Ma il fiore all’occhiello della kermesse sarà la la mostra sui 60 anni di Formula 1. La specialità di punta dell’automobilismo da corsa nacque infatti nel 1950 e vide, al suo esordio, la vittoria del torinese Nino Farina al volante di un’Alfa Romeo 158. Sarà proprio questa monoposto del Museo del Biscione a fare da simbolica apripista ad una ventina di modelli, di vari costruttori, visibili negli stand. L’appuntamento è dal 12 al 14 febbraio nei padiglioni di Lingotto Fiere.
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Mentre Alberto Giacometti guadagna il primato fra le sculture statiche, Ferrari si conferma al vertice tra quelle dinamiche, ponendosi al top nei valori di vendita delle auto all’asta. Anche nel 2009 le opere del “cavallino rampante” hanno dettato legge nel mercato del collezionismo di lusso, segnando le tre cifre di aggiudicazione più alte e occupando 31 posti nella top 100.
Lo rivela, nell’ultimo numero, il mensile Ruoteclassiche, prendendo spunto dal libro “Classic Car Auction”. Scorrendo la classifica si nota come molti esemplari sono passati di mano a cifre astronomiche, consegnando alla storia le loro sessioni di vendita. La cifra più alta è stata pagata per una Ferrari 250 Testa Rossa, battuta all’incanto per 9.020.000 euro dagli esperti di RM Auctions durante la kermesse “Leggenda e Passione“.
L’importo supera quello speso nel 2008 per la 250 GT California Spider di James Coburn, comprata per 7.040.000 euro dall’inglese Chris Evans. Un modello identico a questo, costruito nel 1960, occupa la seconda piazza: è stato battuto da Gooding a Scottsdale per 3.816.900 euro. Poco meno per un’altra California del 1961, venduta a Monterey dalla stessa organizzazione per 3.564.640.
Al quarto posto la prima vettura di marchio diverso, una Bugatti Type 57S Atlante del 1937, ceduta per 3.417.500 euro da Bonhams a Parigi. Appena fuori dal podio un’altra italiana, l’Alfa Romeo 8C 2300 del 1933, venduta a 2.913.040 euro. Le premesse perché simili valori si ripetano nel 2010 ci sono tutte, anche perché molti miliardari vogliono diversificare i loro investimenti, dirottandoli su settori meno legati al mercato finanziario.
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La Maserati MC12 è un’auto sportiva che non può mancare in una collezione di lusso dedicata ai capolavori della modernità. Diversi miliardari ne hanno una in garage. Oggi, per comprarla, è nessario trovare qualcuno disposto a liberarsene. Non accade spesso.
Bassa e filante, con evidenti appendici aerodinamiche, ha una linea simile a quella di un prototipo uscito dall’autodromo di Sebring, ma può essere utilizzata anche nel tragitto casa-ufficio. E’ un gioiello in tiratura limitata che fa risplendere il marchio Maserati nell’Olimpo automobilistico, in un segmento di mercato riservato alle opere d’arte più esclusive. Per arrivare a tanto, non nasconde la sua nobile parentela con la “Enzo”, meravigliosa creatura tecnologica prodotta in casa Ferrari.
La carrozzeria a due posti secchi è di tipo Roadster, con tettuccio rigido asportabile e trazione posteriore. Considerevoli le dimensioni esterne, con una lunghezza di 5143 mm e una larghezza di 2096 mm. Il tutto per un peso a secco di 1335 kg, distribuito per il 59% al retrotreno e per il 41% all’avantreno. L’architettura del robusto telaio è a scocca portante in carbonio e honeycomb di nomex, con strutture anteriori e posteriori in alluminio.