La scorsa notte a New York si è tenuta una prestigiosa asta d’arte seguita dalla casa Phillips de Pury & Co; in sala erano presenti personaggi di spicco, tra cui il noto collezionista miliardario Eli Broad, il fashion designer Tommy Hilfiger o il manager di Michael Dell, Glenn Fuhrman.
La vendita, che ha visto protagonisti lotti di arte contemporanea, ha totalizzato ben 71,3 milioni di dollari, rimanendo così nelle previsioni di stima. La tela astratta nell’immagine, di Cy Twombly e senza titolo (2006), ha fruttato 9 milioni di dollari.
Il miliardario Tommy Hilfiger si è esposto acquistando una tela di Damien Hirst intitolata “Disintegration — The Crown of Life”, del 2006, per 1,4 milioni di dollari; il mercante d’arte David Nahmad ha invece acquistato una scultura di Alexander Calder intitolata “Trepied”, del 1972, per 5,7 milioni di dollari.
Durante la serata si è tenuta anche una sezione dedicata alla beneficenza: per la Solomon R. Guggenheim Foundation sono stati raccolti 2,7 milioni di dollari vendendo 22 lotti, superando le aspettative che parlavano di 2,2 milioni di dollari. In tutta la serata soltanto 7 lotti sono rimasti invenduti.
Via | Businessweek
Che Eli Broad stesse costruendo un grande museo a Los Angeles, per ospitare ed esporre al pubblico gran parte della sua collezione privata di opere d’arte, non era più un segreto da diverso tempo ormai; ma che l’approvazione della Community Redevelopment Agency di Los Angeles arrivasse a tanto, non era così scontato.
Se infatti l’anno scorso il CRA aveva concesso al miliardario l’utilizzo di un intero isolato della città per la costruzione del museo, al costo simbolico di un dollaro l’anno, stupisce ancora di più quest’anno l’intenzione dello stesso CRA di sostenere attivamente la costruzione del museo con un contributo di ben 52 milioni di dollari.
Tale cifra sarà spesa per la realizzazione di un grande parcheggio, destinato appunto agli ipotetici visitatori del nuovo museo di Broad.
Le polemiche per la decisione del Los Angeles City Council non si sono certo fatte attendere, tanto più se si pensa che l’edificio in costruzione sarà aperto al pubblico solo per una sua piccola parte (la restante sarà occupata dalla fondazione privata del miliardario); ma il consiglio si difende sostenendo che si tratta di un investimento per riqualificare la città soprattutto a livello culturale.
Via | Laweekly
Il miliardario Eli Broad, di cui si è parlato molto negli ultimi mesi a causa del suo progetto per un museo d’arte a Los Angeles, ha venduto un suo appartamento di lusso a New York per 8 milioni di dollari, nonostante lo stesso fosse sul mercato da ben due anni, inizialmente a 15 milioni di dollari, poi a 10 milioni di dollari e infine a 8.
L’appartamento si trova sulla Fifth Avenue di Manhattan e offre una splendida vista a 360° su Central Park, occupando un intero piano del palazzo in cui è ubicato.
Nonostante l’ampia metratura, l’appartamento ha una suddivisione tendente all’open space, con sole due camere da letto, tre bagni, una biblioteca, una sala da pranzo e uno spazio living; un pianerottolo privato collega l’appartamento all’ascensore.
I nuovi proprietari dell’appartamento potranno anche usufruire dei servizi dell’hotel The Sherry, compresi nelle spese di mantenimento mensili, che superano 17.000 dollari.
Via | Bloomberg
Da mesi ormai sentiamo parlare del museo d’arte che il miliardario e collezionista Eli Broad sta progettando da tempo a Los Angeles. Finora si è trattato per lo più di indiscrezioni e congetture, ma questa volta è lo stesso Broad a svelare dei dettagli ufficiali.
Il design del nuovo edificio, che ospiterà oltre 2000 pezzi della vastissima collezione del miliardario, è stato infatti mostrato al mondo tramite i rendering realizzati dagli architetti e dai progettisti dello studio incaricato, il Diller Scofidio and Renfro di New York.
Il museo, dall’aspetto profondamente contemporaneo, si estenderà per oltre 3700 metri quadri e costerà complessivamente 130 milioni di dollari.
L’inizio dei lavori è previsto per la fine dell’estate, mentre i primi visitatori avranno l’onore di varcarne la soglia nei primi mesi del 2013.
Via | NPR
Da mesi Eli Broad sta progettando il suo nuovo museo a Los Angeles, ma trova anche il tempo per accorgersi dei problemi della città e per confermare il suo spirito filantropico: insieme ad altri due personaggi, Richard Riordan, ex sindaco di Los Angeles, e Frank Baxter, filantropo, Broad ha donato alla ICEF Public Schools un totale di 700.000 dollari.
L’ICEF è uno dei gruppi di scuole pubbliche più grandi dello stato e raccoglie soprattutti studenti provenienti da situazioni disagiate: da qualche anno l’ICEF versa in difficili condizioni economiche, con oltre 2 milioni di dollari di debiti.
Eli Broad ha contribuito alla donazione con 500.000 dollari, mentre Riordan e Baxter ne hanno donati 100.000 a testa. I soldi non basteranno comunque per il momento a risanare completamente le sorti della scuola e quindi di tutti i dipendenti e gli studenti che vi gravitano intorno.
Via | LaTimes
Paul Allen ha raccolto la sfida dell’amico Bill Gates e di Warren Buffett e ha dichiarato che lascerà in eredità la maggior parte del suo patrimonio in beneficienza e a favore della ricerca scientifica.
Allen sostiene che ancora prima della sfida lanciata dagli amici miliardari, il suo pensiero era lo stesso, quello di favorire fondazioni non a scopo di lucro con il suo patrimonio, stimato a 13,5 miliardi di dollari.
Paul Allen è sempre stato filantropo: il miliardario ha fondato e sostenuto diverse associazioni, tra cui l’Experience Music Project, un museo musicale di Seattle, l’Istituto Allen for Brain Science, per la ricerca sulle funzioni celebrali, e il Paul G. Allen Family Foundation.
Allen non è il primo paperone a rispondere a Gates e Buffett: il filantropo Eli Broad, l’ex presidente di Cisco John Morgridge e il sindaco di New York Michael Bloomberg hanno già raccolto la sfida.
Via | NYTimes
Che Eli Broad stia progettando la costruzione di un museo d’arte a Los Angeles non è più un mistero da mesi ormai: il noto collezionista sta scegliendo tutti i particolari con cura, per realizzare una struttura completa e invidiabile, pronta a ospitare tutte le sue opere d’arte.
Proprio in questi giorni il miliardario, con un patrimonio stimato intorno ai 5,7 miliardi di dollari, ha dichiarato che pagherà alla città di Los Angeles 7,7 milioni di dollari per “l’affitto” di 99 anni del pezzo di terreno pubblico scelto per il museo.
Inoltre Broad coprirà interamente le spese di costruzione, che si aggirano sui 100 milioni di dollari, e fornirà 200 milioni di dollari (12 ogni anno) per coprire le spese di manutenzione del museo.
Tra tutto sicuramente il costo della locazione è il più irrisorio, anche se nei mesi passati è stato il più discusso dai cittadini e dall’amministrazione di Los Angeles.
Via | LATimes
Alcune indiscrezioni trapelate in questi giorni, riportano che il miliardario Eli Broad, noto collezionista d’arte, avrebbe scelto lo studio che dovrà progettare il suo museo a Bunker Hill, nel centro di Los Angeles tra la 2nd Street e la Grand Avenue (nell’immagine).
Broad avrebbe selezionato gli studi di design più accreditati a livello planetario, per poi restringere la cerchia a due scelte: l’Office for Metropolitan Architecture guidato da Rem Koolhaas e il Diller Scofidio + Renfro di New York.
E sarebbe proprio quest’ultimo secondo le fonti anonime, lo studio selezionato da Broad, che essendo amante dell’arte e quindi del gusto, pretenderà non poco dai progettisti del suo museo. Ma lo studio newyorkese ha già esperienza in questo ambito, avendo progettato nel 2006 l’Institute of Contemporary Art di Boston.
Il miliardario ha comunque detto che potrebbe ancora cambiare idea, ma che deciderà in via definitiva entro fine mese. Non ci resta che la curiosità di sapere quanto spenderà il collezionista per tutto il progetto e di vedere il risultato di tanti sforzi.
Via | LATimes
In queste ore ci si interroga sul nome del misterioso acquirente della scultura di Alberto Giacometti, venduta da Sotheby’s per 65 milioni di sterline (circa 74.2 milioni di euro), segnando un nuovo primato per il mondo dell’arte.
La sessione di vendita, che si è celebrata a Londra, ha consegnato alla storia “L’Homme qui marche I” (L’Uomo che cammina I), un esile bronzo il cui valore è rapidamente cresciuto dai 12 milioni iniziali fino alla cifra finale.
Il lotto batte il precedente record di 66.3 milioni di euro, segnato nel 2004 a New York dall’opera “Ragazzo con la pipa” di Pablo Picasso. Dieci gli sfidanti, che hanno lottato a suon di rilanci. L’offerta vincente è giunta però al telefono, da un acquirente che ha preferito l’anonimato. Ci si chiede chi sia il misterioso uomo dietro la cornetta.
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Il miliardario Eli Broad, insieme alla moglie Edythe, ha donato altri 2 milioni di dollari per il museo d’arte che porta il loro nome. L’obiettivo è di agevolare il raggiungimento dei 40 milioni necessari a completare la struttura di Beverly Hills.
Con il contributo più recente l’apporto complessivo della coppia sale a 28 milioni di dollari, 21 dei quali destinati alla costruzione dell’edificio e 7 all’acquisizione delle opere d’arte.
Il progetto prenderà le mosse il 16 marzo, pur non avendo la totale copertura finanziaria. La somma complessivamente disponibile, grazie alla generosità dei privati, è di 33 milioni. Ne mancano 7 all’appello, ma dovrebbero giungere.
Via | Statenews.com