
La Turchia è uno dei primi tre paesi nel mercato mondiale dei gioielli in oro, insieme all’India e all’Italia. Per capire le dimensioni di questo comparto mercelogico, è sufficiente dire che nel 2009 le esportazioni della nazione hanno raggiunto la cifra record di 1.1 miliardi di dollari.
I più grandi consumatori di materia aurea turca sono gli Emirati Arabi Uniti (349 milioni) e gli Stati Uniti (120 milioni). Questo è quanto riferisce la relazione odierna del Turkish Export Promotion Center (Igeme). Molto importante la quota assorbita da Germania, Iraq, Russia, Kazakistan e Israele.
Sul piano della gioielleria in senso lato, le esportazioni della repubblica di Ankara erano pari a 1.6 miliardi di dollari nel 2008, ponendo il paese all’undicesimo posto nella graduatoria mondiale del settore. Tornando all’oro, la Turchia sforna 250-300 tonnellate di prodotti all’anno. Il settore impiega attualmente circa 250 mila persone e comprende 6 mila produttori e 35 mila negozi.
Via | Worldbulletin.net
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Il Kempinski Hotel Ajman è un albergo di lusso, che incapsula in un’atmosfera araba dove il tempo sembra fermarsi, per far gustare ogni attimo del desiderio conquistato. Che si tratti di svago, affari o altro ancora, in questo gioiello si sperimenta l’offerta di più alto profilo. Gli ambienti trasudano raffinatezza da ogni unità di superficie, regalando una tela firmata da un grande autore.
Le camere mettono sul piatto un arredamento elegante, con solenni pennellate di colore, comfort fantastico, servizio esuberante e panorami mozzafiato. Ancora meglio va per le suite, specie la Royal, dove si scopre un mondo di prima classe che entra nella memoria emotiva, incidendo un ricordo per tutta la vita.
Il fascino traboccante dei volumi è un’autentica delizia sensoriale, che esula dai ritmi del calendario. Anche la cucina si esprime con un linguaggio adeguato agli standard, offrendo le migliori specialità di celebri chef. Poi c’è il centro benessere, con i suo aspetti carichi di magnetismo. Questo miracolo ricettivo trasmette un senso di aristocratica serenità, davvero impagabile ai nostri giorni. Beato chi può permettersela.
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Royal Jet e Burj Al Arab introducono l’esperienza di una vacanza di lusso breve e intensa, degna di una testa coronata. La compagnia aerea e il celebre hotel, fiore all’occhiello di Jumeirah Group, hanno unito le forze per offrire una soluzione regale. Solo un numero limitato di soggetti potranno godere della formula, che ha già stimolato l’interesse di molti. Ultima data utile il 30 aprile.
Il pacchetto comprende: viaggio a bordo di un jet privato Gulfstream, con servizio a bordo dedicato; arrivo all’esclusivo vip terminal Royal Jet ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti; trasferimento a Dubai, con una delle Rolls Royce Phantom del Burj Al Arab; alloggio presso l’iconico albergo, dove si svolgeranno almeno due pernottamenti. Poi il ritorno alla base.
Dell’offerta fanno parte il trattamento in Spa e tanti servizi a 7 stelle. I prezzi variano a seconda dell’aeroporto di partenza, che non potrà superare la gittata dello sfarzoso velivolo destinato alla missione. Come nello stile dei promotori, gli ospiti saranno coccolati con un comfort impareggiabile, un servizio personalizzato, tanta flessibilità e discrezione.
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Il Monkey Business è uno yacht di lusso che attualmente staziona in un porto turistico degli Emirati Arabi Uniti. Costruito nel 2009 per un facoltoso committente, che aveva chiesto un prodotto all’avanguardia, si presenta in società con valide credenziali. Questo panfilo, lungo 37 metri, offre un posto letto ad otto ospiti, accolti in una cornice di classe e modernità.
Grazie a due potenti motori raggiunge delle buone performance velocistiche, anche se la sua missione non è quella di correre in acqua. Disegnato da Mulder, si caratterizza per lo scafo in compositi, che agevola l’equilibrio fra leggerezza e robustezza. Le forme sono votate alla modernità, risultando gradevoli agli occhi. Gli interni, firmati da Cyrille Bieri, esprimono concetti freschi, ma si poteva fare meglio. L’imbarcazione è ora in vendita al prezzo di 9.9 milioni di dollari.
Dopo 6 anni di lavori, che hanno impegnato 12 mila operai, apre oggi il Burj Dubai. Questa torre argentata, che guadagna il titolo di grattacielo più alto del mondo, verrà inaugurata alle 17 ora locale, in presenza del ricco sovrano del paese, sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti. Insieme a lui molti dignitari e tante personalità della finanza e del mondo dorato, provenienti da diverse aree del pianeta.
La cerimonia avviene con un certo ritardo sulla tabella di marcia, ma questo non rende meno solenne il momento del vernissage. L’avveniristica struttura sfoggia 160 piani. Con i suoi oltre 800 metri guadagna con forza il primato di edificio più elevato del globo, stracciando il precedente record della torre Tapai di Taiwan. Oltre 60 piani sono destinati agli appartamenti, mentre una cinquantina andranno agli uffici. All’interno è previsto anche un hotel Armani. Il costo del Burj Dubai ha superato i 4 miliardi di dollari.
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C’è anche lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, tra i cinquanta volti scelti dal Financial Times per rappresentare l’ultimo decennio.
Il ricco sovrano di Dubai figura nella prestigiosa classifica, redatta dopo un’attenta selezione di personalità internazionali che hanno svolto un ruolo di forte impatto e di lunga durata sulla loro regione o in un particolare settore, nel campo della politica, degli affari, dell’economia e della cultura.
L’inserimento nasce in virtù delle performance ottenute sul piano del business. Tra i dignitari della lista del quotidiano finanziario figura anche lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, scelto per il contributo in ambito culturale.
Nell’elenco ci sono, tra gli altri, Jeff Bezos (Amazon), Lloyf Blankfein (Goldman Sachs), Warren Buffet (Berkshire Hathaway), Liu Chuanzhi (Lenovo), Steve Jobs (Apple), il magnate delle telecomunicazioni Mo Ibrahim, il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, il capo di Pepsi Indra Nooyi, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, l’ex presidente di eBay Mig Whitman, i fondatori di Twitter Jack Dorsey, Biz Stone e Evan Williams.
Via | Business24-7.ae
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Alcuni quotidiani italiani hanno parlato dell’interesse dello sceicco Mohammed bin Khalifa al-Nahayan, principe di Abu Dhabi, per Villa Certosa, la residenza di lusso in Sardegna di Silvio Berlusconi. Si era detto di una offerta nell’ordine dei 450 milioni di euro che, in ipotesi di vendita, ne avrebbe fatto la casa più cara del pianeta. L’immobiliarista di fiducia del Presidente del Consiglio non si era sbilanciato, ma nelle ultime ore sarebbe arrivata la smentita da parte dei dignitari.
Pare che la famiglia reale non abbia espresso un concreto interesse per la faraonica dimora di Porto Rotondo. Una parziale conferma arriva dal rinvio al prossimo anno del viaggio del “cavaliere” negli Emirati Arabi dove, nei momenti liberi da impegni ufficiali, si sarebbe potuto definire l’accordo. Il gioiello immobiliare sardo si estende su 80 ettari ed offre 4 mila metri quadri coperti. Infinite le sue amenità: piscine, laghi, vulcani artificiali e giardini da mille e una notte. Al premier la villa piace tantissimo, ma si sarebbe disaffezionato dopo le ripetute violazioni della privacy.
Via | Straitstimes.com
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Fiart Mare continua a guadagnare consensi nel mondo della nautica. Il nuovo “4tFour genius” ha ottenuto a Genova una nomination nell’ambito del Premio Barca dell’Anno, vinto nell’edizione 2008 dal “4Seven genius”. I due modelli seguono la medesima filosofia di open moderno e molto abitabile. Il prossimo anno al Salone Internazionale la gamma avrà una nuova ammiraglia, uno yacht di lusso di 57 piedi.
Per il cantiere è una bella stagione: nonostante la crisi internazionale si sia fatta sentire anche nel Golfo di Baia, la famiglia che lo controlla non ha dovuto far ricorso alla cassa integrazione, inserendo anzi nell’ufficio tecnico nuove figure specializzate. Il futuro si apre nel segno del nuovo accordo di dealership siglato negli Emirati Arabi, per sostenere Fiart in Dubai e al prossimo International Boat Show, atteso dal 9 al 13 marzo 2010.
In vista degli sviluppi, la clientela italiana potrà ammirare e provare le barche della famiglia durante le prossime tappe del ciclo “Porte Aperte”, dove i neo armatori avranno la possibilità di commissionare il loro gioiello per averlo in tempo per l’estate prossima. Dopo gli appuntamenti di Marina di Grosseto e Lavagna, il calendario prevede lo sbarco a Monaco nel week-end alle porte. Poi sarà il turno di Fiumicino, dal 6 all’8 novembre.
Cristiano Ronaldo è destinato a diventare il primo miliardario del mondo del calcio, seguendo le orme del golfista Tiger Woods, che ha già raggiunto il traguardo. Per lui continuano a fioccare proposte da non dormire la notte, che si aggiungono ai molti business già all’attivo.
L’ultima tentazione riguarda un assegno da 1.5 milioni di sterline che alcuni magnati stranieri sarebbero disposti a firmare per spingerlo a scendere in campo in una sfida amichevole con la loro squadra del cuore, dove il portoghese verrebbe pagato 16 mila sterline al minuto.
Tale cifra sarebbe messa sul piatto da paperoni del petrolio di Uzbekistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Ciascuno di loro desidera vedere il Pallone d’Oro nel proprio stadio, anche se solo per 90 minuti di mero spettacolo. Qualcuno ha offerto 3 milioni al Real Madrid per rendere possibile l’evento, magari nella pausa natalizia. L’ex asso del Manchester United sta rimpiazzando David Beckham nel cuore degli appassionati asiatici, con indubbio giovamento per le sue finanze.
Via | Dailystar.co.uk
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Alinghi 5, il catamarano gigante del miliardario svizzero Ernesto Bertarelli, chiamato a difendere i colori elvetici nella 33ª edizione della Coppa America, è arrivato ieri a Ras al-Kaimah, negli Emirati Arabi, dove a febbraio è previsto il confronto con lo sfidante Bmw Oracle. Per raggiungere la destinazione ha affrontato un viaggio di 12 giorni a bordo di una nave mercantile di 193 metri, con partenza da Genova.
Il coordinatore del team di progettazione Grant Simmer esprime il suo sollievo per l’esito della trasferta: “Siamo estremamente lieti che la barca sia arrivata sana e salva. Speriamo di raggiungere il nostro obiettivo, ossia il successo“. Continua, intanto, il contenzioso con i famosi avversari, che accusano Alinghi di voler manipolare a suo favore il regolamento.
Via | Swissinfo.ch
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