Si è chiusa oggi la Mille Miglia, che continua a svolgersi con la formula della regolarità turistica. Riferendosi alla sfida delle origini, Enzo Ferrari l’aveva descritta come “la corsa più bella del mondo”. Questo, insieme alla qualità dell’organizzazione e al fascino degli itinerari, rende esclusiva la sua rievocazione.
Ogni anno gli appassionati di tutto il mondo subiscono l’incanto dell’evento che, in forma diversa, continua una tradizione nobile dell’automobilismo sportivo. Impossibile narrare i fatti storici che ne hanno sancito la gloria: il rischio sarebbe quello di dimenticarne alcuni, facendo torto a tanti altri.
Meglio allora tornare all’attualità per sintetizzare il successo della commemorazione. La Freccia Rossa del 2010 ha portato in giro per l’Italia un lungo corteo di gioielli, attraversando città come Bologna, Ravenna, Urbino, Rieti, Viterbo, Siena, Firenze, Maranello e Cremona, per poi fare ritorno a Brescia, teatro della cerimonia di partenza.
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Mario Righini è uno dei più importanti collezionisti di auto d’epoca al mondo. Nelle sale del suo castello in Emilia Romagna c’è anche l’unico esemplare di Auto Avio Costruzioni 815, l’anteprima dei prodotti del “cavallino rampante“.
Questo fu il primo modello realizzato da Enzo Ferrari come creatore indipendente, dopo il divorzio dall’Alfa Romeo, che gli impedì di usare il suo nome per alcuni anni. Molti altri esemplari di lusso trovano spazio nell’imponente garage.
La raccolta di Righini comprende auto, moto, autocarri e trattori di diverse marche. Si compone di circa 350 pezzi integri o perfettamente restaurati. Alcuni sono in attesa di recupero. Fra le sue auto preferite c’è l’Alfa Romeo 2300 8c di Tazio Nuvolari, con cui il “mantovano volante” vinse la Targa Florio e il Gran Premio di Monza.
La Mille Miglia 2010, che andrà in scena dal 5 al 9 maggio, porterà in giro per l’Italia un lungo corteo di auto di lusso, attraversando città come Bologna, Urbino e Roma, per poi tornare a Brescia. La mitica Freccia Rossa continua a svolgersi con la formula della regolarità per modelli d’epoca.
In tanti concordano con l’affermazione di Enzo Ferrari, che l’aveva descritta come “la corsa più bella del mondo”. Questo, insieme alla qualità dell’organizzazione e al fascino degli itinerari, basta ed avanza per rendere esclusiva la sua rievocazione. Ancora oggi gli appassionati di tutto il mondo subiscono l’incanto dell’evento che, in forma diversa, continua una tradizione che ha scritto alcune delle pagine più entusiasmanti dell’automobilismo sportivo.
Impossibile narrare le gesta eroiche che hanno decretato il successo della sfida: il rischio sarebbe quello di dimenticarne alcuni, facendo torto a tanti altri. Meglio allora tornare all’attualità per sintetizzare il successo della formula commemorativa. L’edizione 2009 ha visto al via numerosi gioielli di valore inestimabile, che hanno fatto la gioia del copioso pubblico. Ma adesso è tempo di guardare avanti, in vista della rievocazione del prossimo anno, che ha preso avvio con il tradizionale concerto di Natale al Teatro Grande di Brescia.
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Domani partirà su eBay una nuova asta benefica dell’associazione Amici del “Centro Dino Ferrari“, in favore della ricerca scientifica dell’ente creato da Enzo Ferrari. Il successo delle precedenti edizioni lascia sperare in un esito felice dell’iniziativa a sostegno della diagnosi e della terapia delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative.
La raccolta dei fondi, seguendo le indicazioni del Direttore del Centro, prof. Nereo Bresolin, è destinata al finanziamento di nuovi progetti di ricerca scientifica, sul fronte di queste gravi patologie. A suon di euro, i partecipanti si contenderanno fino al 16 novembre diversi “sogni all’asta”.
Ricco l’elenco: giornate di corsi al Centro Internazionale Guida Sicura, visite allo stabilimento Ferrari e Maserati, inviti alle sfilate di Versace e Gianfranco Ferré, aperitivo con Paolo Casiraghi, cappotto donna Fay, borsa donna Tod’s, borsa donna Hogan, orologio Pinko, maglia del Milan autografata da Ronaldinho, maglia dell’Inter autografata da Toldo, maglia dell’Inter autografata da Milito, pallone autografato dai giocatori della squadra nero blu.
La Ferrari Dino 246 Gt è dedicata al figlio di Enzo Ferrari. Quest’auto sportiva è molto amata dai collezionisti, che sono disposti a pargare più di 100 mila euro per averla. L’uso dell’insolito marchio servì a smussare i rischi connessi all’apertura a nuove e più estese fasce di mercato, che poteva compromettere l’immagine del “cavallino rampante”. In realtà l’esordio in produzione di questo modello avvenne nel 1968 con la 206 GT, dotata di un piccolo e prestante due litri da 180 cavalli.
La vita della versione meno muscolosa fu tuttavia brevissima e, già nel 1969, lasciò il posto alla 246, dalla cui sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l’uso di un propulsore a 6 cilindri. Una novità, quest’ultima, di forte impatto rispetto alle realizzazioni precedenti. La vettura nacque con l’obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.
Per riuscirci sfruttava un prezzo di listino meno impegnativo e l’intrigante disposizione posteriore centrale del motore che, con il suo carico di novità, creò interesse attorno alla nuova creatura. La Dino è stata infatti la prima stradale uscita dai cancelli di Maranello a distinguersi per questa architettura tecnica. La sua linea, morbida e ondulata, esprime un grande carattere.
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Alcune settimane fa vi avevamo riferito della disavventura patita dalla Ferrari Enzo di Jamiroquai durante il soggiorno del cantante presso il Brudenell Hotel di Suffolk, in Inghilterra. La regina delle “rosse” (in questo caso nera) era stata colpita da alcuni lanci di pietre dello chef Aaron Billington.
I danni prodotti dal gesto vandalico erano stati quantificati in 30 mila sterline. Ora è giunta notizia che l’autore della violenza si è assunto le sue responsabilità davanti alla Crown Court di Ipswich, che lo ha condannato a venti settimane di carcere. Il giovane cuoco dovrà inoltre risarcire le spese per la riparazione del gioiello di Maranello.
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Arriva la primavera e “Modena Terra di Motori” come sempre accende il turbo. Ma quest’anno la più grande manifestazione italiana “en plein air” dedicata alla passione per i cuori rombanti compie dieci anni. Per l’occasione trasformerà il volto di Modena, città universalmente nota come capitale della passione automobilistica.
Sarà la sua grande vocazione a farla da padrone, così le strade e le piazze del centro storico indosseranno i panni di passerelle per le gran turismo da sogno del passato, presente e futuro. Promossa dalla Provincia e dal Comune di Modena, con il patrocinio culturale di Assomotoracing e la partnership di ACI Automobile Club Modena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Italsempione, la manifestazione anche quest’anno cambierà la fisionomia della città.
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Ieri ha preso le mosse un’asta benefica di una settimana sul sito di eBay, in favore della ricerca scientifica del Centro Dino Ferrari. Visto il successo ottenuto nella prima edizione, torna in campo l’iniziativa a sostegno della diagnosi e della terapia nell’ambito delle malattie Neuromuscolari (Distrofie Muscolari) e Neurodegenerative (Morbo di Parkinson, Demenza di Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, ecc).
Il supporto dimostrato da numerosi e importanti personaggi dello spettacolo e dello sport nei confronti della ricerca scientifica ha incoraggiato i promotori a organizzare, a distanza di meno di un anno, una nuova tappa dell’evento. La raccolta dei fondi, seguendo le indicazioni del Direttore del Centro Dino Ferrari, è destinata al finanziamento di due nuovi progetti ad alto valore aggiunto.
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Vi avevamo già raccontato della disavventura patita dalla Ferrari Enzo di Jamiroquai durante una recente gita del celebre cantante, grande appassionato di supercar. Al Brudenell Hotel, sulla costa di Suffolk (Inghilterra), la prestigiosa vettura era stata colpita da alcuni lanci di pietre dello chef Aaron Billington.
Diverse le versioni dei fatti, ma quel che ne deriva è l’immagine triste di una regina ferita, che non meritava il trattamento subìto. Negli scatti che vi proponiamo oggi si vedono le condizioni dell’auto dopo il gesto vandalico. I danni sono stati stimati in circa 30 mila sterline.
Via | Luxurylaunches.com
Era la fine degli anni ‘60 quando Enzo Ferrari commissionò ad un artigiano pellettiere un set di valige per uso personale. Di questo completo faceva parte anche il porta-abiti che la Factory di Maranello ha reinterpretato oggi in chiave moderna nella nuova collezione “Cavallino All-Over”.
Pratico ed elegante, l’accessorio è realizzato in tessuto jacquard, con dettagli in pelle di vitello e coste rosse. Venduto presso gli store monomarca Ferrari, ha un prezzo al pubblico di 75 euro. La linea di cui fa parte è disponibile in due varianti di colore: fondo beige con finiture testa di moro e fondo blu con finiture nere.
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