La Ferrari Dino 246 Gt è dedicata al figlio di Enzo Ferrari. Quest’auto sportiva è molto amata dai collezionisti, che sono disposti a pargare più di 100 mila euro per averla. L’uso dell’insolito marchio servì a smussare i rischi connessi all’apertura a nuove e più estese fasce di mercato, che poteva compromettere l’immagine del “cavallino rampante”. In realtà l’esordio in produzione di questo modello avvenne nel 1968 con la 206 GT, dotata di un piccolo e prestante due litri da 180 cavalli.
La vita della versione meno muscolosa fu tuttavia brevissima e, già nel 1969, lasciò il posto alla 246, dalla cui sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l’uso di un propulsore a 6 cilindri. Una novità, quest’ultima, di forte impatto rispetto alle realizzazioni precedenti. La vettura nacque con l’obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.
Per riuscirci sfruttava un prezzo di listino meno impegnativo e l’intrigante disposizione posteriore centrale del motore che, con il suo carico di novità, creò interesse attorno alla nuova creatura. La Dino è stata infatti la prima stradale uscita dai cancelli di Maranello a distinguersi per questa architettura tecnica. La sua linea, morbida e ondulata, esprime un grande carattere.
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