Centoquaranta preziose Ferrari, costruite dal 1958 ad oggi, impegnate sul percorso da Brescia a Roma e ritorno di quella che, per Enzo Ferrari, era “la gara più bella del mondo”. Questo il Ferrari Tribute to 1000 Miglia 2012, che celebra il ricordo di una gara automobilistica entrata nella leggenda.
La sfilata dei “cavallini rampanti” ha preceduto il corteo delle auto storiche partecipanti alla rievocazione della “Freccia Rossa”. Ricordiamo che il successo finale fra le “rosse” è andato a Gino Verghini su 512 TR, finito per la seconda volta consecutiva davanti a Roberto Danesi, al volante della sua 458 Italia. Gradino più basso del podio per Carlos Lopez su 250 GT Cabriolet. L’albo d’oro è invece aperto da Leonardo Giardina, vincitore della prima edizione nel 2010.
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La Mille Miglia è una gara automobilistica entrata a pieno titolo nella leggenda. Da anni non si disputa più in chiave agonistica, ma gli appassionati possono gustare la manifestazione di regolarità che ne celebra i fasti. In tempi recenti gli organizzatori hanno proposto una sfilata di “cavallini rampanti” che precede il corteo delle auto storiche partecipanti alla rievocazione della mitica “Freccia Rossa”.
Tra i gioielli di Maranello che hanno preso parte al Ferrari Tribute to 1000 Miglia 2012, il cui albo d’oro è stato aperto da Leonardo Giardina (vincitore della prima edizione nel 2010), si è imposto Gino Verghini su 512 TR, primo per la seconda volta consecutiva davanti a Roberto Danesi, al volante della sua 458 Italia. Gradino più basso del podio per Carlos Lopez su 250 GT Cabriolet.
Anche se il cuore dell’evento è rappresentato dalle nonne a quattro ruote, il serpentone del “cavallino rampante” ha guadagnato il suo spazio nei primi tre anni del Tribute, suscitando felici emozioni nel pubblico copiosamente presente lungo il percorso. Allo splendore delle Ferrari, del resto, è impossibile resistere.

Giordano Mozzi e Stefania Biacca hanno vinto la Mille Miglia 2011, dopo un lungo testa a testa con gli altri equipaggi finiti sul podio della mitica Freccia Rossa. L’imprenditore mantovano e la moglie, con la loro Aston Martin Le Mans del 1933, hanno preceduto in classifica la Bugatti Type 37 di Bruno e Carlo Ferrari e l’Alfa Romeo 6C 1500 GS di Claudio Scalise e Daniel Claramunt. Ricordiamo che l’edizione dello scorso anno era stata vinta da Giuliano Canè, questa volta quinto con la Bmw 328 Mille Miglia Coupé.
Tra le “rosse” del Ferrari Tribute to 1000 Miglia, il cui albo d’oro è stato aperto da Leonardo Giardina, vincitore della prima edizione nel 2010, si è imposto Gino Verghini con la sua 512 TR, davanti a Roberto Danesi su 458 Italia e Roberto Giuppi su 575M Maranello. Dopo oltre 1.600 chilometri di confronto, gli equipaggi si sono riposati ieri sulle rive del Lago di Garda a Sirmione, prima dell’attesa cerimonia di premiazione.
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Ieri pomeriggio, da viale Venezia a Brescia, sono entrati all’opera i 150 gioielli del “cavallino rampante” iscritti al Ferrari Tribute to 1000 Miglia 2011. Le auto di Maranello, scelte fra gli esemplari costruiti dopo il 1957, precedono la rievocazione della storica “Freccia Rossa”, che vede al via altri modelli dello stesso marchio nati in epoca anteriore.
Il festante corteo raggiungerà Roma, per fare ritorno alla base dopo alcuni giorni in giro per l’Italia. Anche quest’anno la gara attraverserà gli stabilimenti Ferrari e vedrà svolgersi una prova speciale lungo il circuito di Fiorano. Complessivamente sono 44 i modelli selezionati per l’avventura, vinta nel 2010 da Leonardo Giardina, che ha inciso il suo nome in testa all’albo del Ferrari Tribute to 1000 Miglia.
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Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, in primavera avrà luogo la seconda edizione del Ferrari Tribute to 1000 Miglia, vinto nel 2010 dall’ingegnere Leonardo Giardina, in coppia con Giuseppina Di Serio, su 360 Modena F1. Ai nastri di partenza della gara, che precede di qualche minuto la rievocazione storica della famosa corsa su strada italiana, ci saranno 130 Ferrari costruite dal 1958 ai nostri giorni.
Quelle nate prima, infatti, potranno iscriversi alla rievocazione che accoglie solo modelli che abbiano realmente partecipato alla celebre sfida, giunta al suo epilogo nell’edizione 1957. Il rombante corteo delle splendide “rosse” inizierà a muoversi giovedì 12 maggio da Brescia, per proseguire su un percorso che ricalca quello originale attraverso Verona, Bologna ed Imola.
Poi San Marino, l’Umbria e Roma. La capitale accoglierà i concorrenti del Tribute e della Rievocazione con le magiche atmosfere di Castel Sant’Angelo, teatro di una sfilata mozzafiato. Infine Siena, Firenze, i passi della Futa e della Raticosa, la prova speciale sulla pista di Fiorano, gli stabilimenti Ferrari e Brescia, con passerella d’onore finale nella giornata di sabato 14.
Si è conclusa la terza edizione della Coppa Rotary Abruzzo, che ha portato in giro per la regione tante auto sportive, d’epoca e di lusso. Tra i protagonisti un nome d’eccellenza: Leonardo Giardina del Rotary Club Roma Est, vincitore del Ferrari Tribute to 1000 Miglia.
Proprio lui, in coppia con la simpatica Giuseppina Di Serio, ha centrato il successo, al volante di una melodiosa 360 Modena F1, con uno scarto di soli 16 centesimi sul tempo imposto.
La manifestazione, organizzata dal Rotary Club di Avezzano (Distretto 2090), ha regalato un’esperienza memorabile in alcune bellissime località della regione. Ai nastri di partenza tanti esemplari di pregio, provenienti da tutta Italia: dall’Osca Maserati del 1958 alla Bianchi S9 del 1939, passando per le Alfa Romeo e le Jaguar E-Type e XK120.
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Vi abbiamo già riferito del Ferrari Tribute to 1000 Miglia, che ha aggiunto ulteriore fascino ad una manifestazione celebrativa di altissimo livello. La Freccia Rossa continua a rinnovare la sua magia, in un mix di atmosfere senza paragoni.
Gli aspetti competitivi si legano a quelli turistici, offrendo una ricetta dove si compie la sintesi ideale tra passione, lusso e cultura, in un quadro espressivo dal sapore unico.
Difficile esprimere le sensazioni connesse ad un evento che appartiene al patrimonio storico e sportivo dell’Italia. Meglio allora affidarsi alle parole di chi lo ha vissuto dall’interno, nel raggruppamento delle “rosse”. Con immenso piacere possiamo proporvi il racconto dell’ingegnere Leonardo Giardina, vincitore della categoria.
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