
Harry Winston, leggendario gioielliere delle stelle, ha aperto il suo primo negozio a Dubai, insieme ad Ahmed Seddiqi and Sons, uno dei principali rivenditori di orologi e preziosi della regione.
Il punto vendita sorge al Boulevard dell’Emirates Towers Hotel, dove mette in vetrina le collezioni del brand in 174 metri quadri di spazi espositivi gustosamente allestiti dai progettisti.
Si tratta della sede più grande della maison in Medio Oriente, ma anche di una delle più belle della sua collana. Frédéric de Narp, presidente e amministratore delegato del marchio, saluta così la nuova perla: “Con quella di Dubai abbiamo aggiunto una boutique in una delle destinazioni più interessanti dello shopping mondiale“.
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Bugatti ha sviluppato tre esemplari speciali della Veyron 16.4 Grand Sport per il Motor Show di Dubai, in scena fino al 14 novembre nella splendida località degli Emirati Arabi Uniti. Con questi allestimenti vuole mettere in vetrina la gamma quasi infinita di opzioni di personalizzazione destinate al celebre modello.
La prima interpretazione, molto appariscente, combina i colori preferiti dal fondatore Ettore Bugatti: il giallo e il nero, dato dalla fibra di carbonio a vista. Le altre due varianti offrono un abbinamento tra il blu e l’alluminio anodizzato e tra il verde e l’allumino lucidato.
Anche gli interni di questi gioielli sono speciali, per offrire all’esclusiva clientela del Medio Oriente una visione della creatività e del lusso personalizzato della casa di Molsheim. I prezzi variano da 1.58 milioni di euro (esemplare color canarino) a 1.74 milioni (per gli altri due).
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Montegrappa sta avanzando in Medio Oriente, dove l’espansione giunge ad una tappa di rilievo primario: a Doha, capitale dell’Emirato del Qatar, è stato aperto il primo flagship store del brand nell’area mediorientale.
Nella nuovissima boutique monomarca saranno in vendita solo ed esclusivamente prodotti della maison di Bassano del Grappa, che includono oltre alle stilografiche e roller (con range di prezzo tra 200 e 200 mila euro), anche orologi, gemelli, profumi, piccola pelletteria e business bag.
“La distribuzione nei paesi del Golfo - spiega lo chief executive officer Giuseppe Aquila- è affidata alla nostra filiale di Dubai, Montegrappa Middle East, con cui viene gestito anche il mercato indiano. Abbiamo aperto negli ultimi due anni una ventina di corner e shop-in-shop nel territorio mediorientale; nei prossimi sei mesi è prevista l’inaugurazione di almeno due boutique: a Dubai e a Riyadh“.
Via | Mslgroup.com

Come molti altri marchi internazionali, Cartier è attratto dalla promettente economia dell’India, anche se il Paese dei Maharaja deve ancora entrare in sintonia con le grandi griffe. Il brand francese del lusso sta cercando un’espansione su quella piazza, per capitalizzare le opportunità offerte dal mercato.
Louis Ferla, manager del marchio per il Medio Oriente e l’Asia del Sud, illustra il progetto: “Siamo molto contenti di come stanno andando le cose in India. Il problema che stiamo affrontando è la carenza di centri commerciali di qualità. In quel bacino, ancora, non si è raggiunto un adeguato livello di sofisticazione“.
“Quindi -aggiunge il dirigente- dobbiamo essere molto attenti quando si deve individuare una location. Vogliamo ampliare la nostra rete e stiamo selezionando una posizione strategica per aprire il nostro secondo negozio a Mumbai“.

Damas Jewellery lancia dal Medio Oriente una linea di apparecchi tecnologici in edizione limitata, che brillano della loro placcatura in oro. Il prezioso metallo giallo viene usato dall’azienda di Dubai per aggiungere un fascino esclusivo ad alcuni modelli di grande presa sul pubblico.
Non si tratta di prodotti per sceicchi, ma il loro prezzo restringe significativamente la piazza dei potenziali acquirenti. Tra gli articoli di questa serie speciale, tirati in 250 unità per tipo, ci sono l’iPhone 4, l’iPad 2 e il Blackberry Bold, proposti rispettivamente a 3.600, 5.400 e 2.000 dollari. Ogni dispositivo viene numerato singolarmente, come si conviene alle opere da collezione.
Via | Therichtimes.com

Burberry aprirà nella seconda metà del 2012 un nuovo flagship store a Hong Kong. Il punto vendita sarà il secondo più grande su scala mondiale per il noto marchio britannico, dopo quello sulla 57ª strada di New York. L’obiettivo è di sfruttare al massimo le potenzialità dell’area, meta importante per lo shopping di lusso.
Qui ci sono già diversi negozi del brand, ma ampliare l’offerta può essere vantaggioso, in virtù del ciclo favorevole. Recentemente i manager di Burberry hanno annunciato un aumento del 40% negli utili, che hanno raggiunto quota 296 milioni di sterline nell’ultimo esercizio finanziario.
Il risultato non arriva a sorpresa, perché chiari segnali erano dati dai flussi di vendita. Nonostante la difficile congiuntura economica e la scarsa fiducia dei consumatori verso il futuro, i vertici del gruppo hanno ribadito che continueranno a investire per la crescita. Un comportamento corretto sul piano economico, perché proprio nei momenti congiunturali più difficili i migliori preparano il terreno per i periodi più floridi.
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In questo periodo dell’anno altri Paperoni del Medio Oriente raggiungono con le loro incredibili auto sportive e di lusso i “colleghi” più stabilmente presenti a Londra, lasciando ammirare nella capitale inglese una quantità incredibile di gioielli motoristici.
Il video ci mostra il “catalogo estivo” da favola filmato ieri, in sole tre ore, nella zona di Knightsbridge. Ci sono: Ferrari, Mercedes, Rolls Royce, Porsche, Bugatti, Lamborghini, Bentley, Maybach, Koenigsegg, Noble, Aston Martin, Pagani e altre ancora. Ogni ulteriore parola è superflua.

Bentley ha venduto 2.978 vetture in tutto il mondo nella prima metà del 2011, registrando un incremento del 20% sullo stesso periodo dello scorso anno. L’aumento dei volumi, guidato dalla nuova Continental GT, è in buona parte imputabile alla crescente popolarità del marchio in Cina, dove sono stati piazzati 680 esemplari, con un progesso del 57% sulla lettura precedente.
Anche in America ed Europa le cose sono andate bene, con consegne in crescita fra il 23 e il 25%. Più contenuti i miglioramenti nel Regno Unito, con sei punti percentuali di incremento. La quota di penetrazione nel mercato interno resta però la più alta su scala mondiale. Segno meno nell’area Asia-Pacifico, per il calo negli acquisti di lusso in Giappone (a causa dello tsunami) e in Medio Oriente (per l’incertezza politica).

Burberry annuncia un aumento del 40% negli utili, che hanno raggiunto quota 296 milioni di sterline nell’ultimo esercizio finanziario. Il risultato non arriva a sorpresa, perché chiari segnali erano dati dai flussi di vendita. Nonostante la difficile congiuntura economica e la scarsa fiducia dei consumatori verso il futuro, i manager del gruppo hanno ribadito che continueranno a investire per la crescita.
Un comportamento, questo, decisamente corretto sul piano economico, perché proprio nei momenti congiunturali più difficili i migliori preparano il terreno per i periodi più floridi.
La casa di moda britannica, che realizza vestiti e accessori di lusso, ha in programma un aumento del 12-13% dei punti vendita al dettaglio entro il prossimo anno, con un occhio di riguardo per Cina, America Latina e Medio Oriente. Così si spera di rafforzare i forti progressi operativi e finanziari raccolti negli ultimi tempi.
Ulrich Eckhardt, presidente del gruppo Kempinski per il Medio Oriente, l’Africa e l’Oceano Indiano, annuncia che la celebre catena di hotel di lusso prevede di aprire nuove proprietà in Arabia Saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti e Bahrain nei prossimi due anni.
A livello globale, la compagnia mira a raddoppiare il proprio portafoglio, raggiungendo quota 121 hotel entro il 2015. Fra gli alberghi, i resorts e i residences in cantiere, alcuni sono pianificati in Egitto, Libano e Siria.
La regione in cui si concentreranno gli interventi maggiori viene vista come un’area di espansione molto promettente per il brand, che condurrà in quei contesti una strategia di sviluppo attentamente messa a punto. Dice Eckhardt: “C’è un certo interesse in tutto il mondo per queste realtà territoriali e il nostro marchio di lusso vuole essere un attore principale“.
Via | Hoteliermiddleeast.com