
Salvatore Ferragamo vuole espandere la sua presenza in America Latina, per intercettare una quota del crescente interesse che il mercato del lusso ha in quel contesto territoriale.
Secondo indiscrezioni ancora da confermare il celebre marchio italiano mira a creare altri 10 negozi indipendenti e 12 concessionari entro il 2015, aggiungendo questi punti vendita ai 28 gestiti in proprio e ai 56 in franchising presenti nella regione.
Così il totale delle boutique crescerà da 84 a 106 nel bacino di riferimento. Ecco cosa dice l’amministratore delegato Diego Stecchi: “Abbiamo un piano di espansione molto ambizioso nell’area, dove il mercato della moda e del lusso sono in crescita a tassi davvero impressionanti“.
Via | Drapersonline.com
Il boom del mercato del lusso in India crea un piatto appetibile per i marchi del segmento alto, che non vogliono perdere nessuna opportunità su quella piazza. Jaeger-LeCoultre scommette sul Paese dei Maharaja, dove prevede di istituire una filiale (Richmont India) per sfruttare le potenzialità di crescita dell’area.
Fino a oggi l’azienda ha commercializzato i suoi orologi attraverso qualificati distributori, ma ora pensa a un approccio più diretto. Nicolas Baretzki, direttore internazionale della manifattura elvetica, sottolinea il rapporto felice con la regione: “L’India è un mercato molto forte per noi ed ha il potenziale per diventare uno dei più grandi bacini di vendita in Asia e Medio Oriente per il nostro marchio. Quindi stiamo rafforzando il rapporto“.
Il braccio indiano della società sarà operativo entro febbraio del prossimo anno. Oltre ad avere una presenza diretta, Jaeger-LeCoultre sta anche cercando di dotarsi di punti vendita esclusivi, dove fornire servizi commerciali e di assistenza di alto livello.
Via | Fashionunited.in

Le etichette di lusso francesi sono le più ricercate dai consumatori cinesi, che manifestano una certa preferenza per i prodotti dei cugini transalpini, almeno nella fascia intermedia. Questo interesse si traduce in grossi fatturati, vista la crescente schiera di nuovi ricchi presenti nel Paese della Grande Muraglia.
Il dato non deriva da una lettura analitica del mercato, ma da un sondaggio condotto da Kpmg su 1.200 consumatori di 24 città cinesi. Nelle preferenze del campione, il secondo posto nella scala delle preferenze spetta ai prodotti nati in Italia. Terza piazza per i beni made in Hong Kong.
Nick Debnam, che studia le dinamiche del consumo nei paesi dell’area Asia-Pacifico, inquadra così il potenziale del bacino locale: “La Cina continua la sua marcia crescente, per avvicinarsi progressivamente allo status di più grande mercato del lusso al mondo“.
Continua a leggere: I consumatori cinesi preferiscono i prodotti di lusso francesi

Il mercato del lusso su scala mondiale dovrebbe crescere quest’anno dell’8%, nonostante la contrazione della piazza giapponese dovuta agli effetti del disastro ambientale che ha colpito il paese del Sol Levante. L’incremento nelle vendite di prodotti di prestigio sarà quindi superiore alla precedente stima sul 2011, che non superava i 5 punti percentuali di variazione positiva.
In ogni caso, si tratta di un risultato inferiore a quello dello scorso anno, quando la crescita è stata del 12%, per l’entusiasmo prodotto dalla progressiva uscita dalla crisi economica, in buona parte messa alle spalle, almeno sul piano globale.
Si prevede che il comparto del lusso continuerà ad aumentare i suoi volumi anche nei prossimi tempi. Le stime parlano di un incremento medio di 5-6 punti percentuali all’anno fino al 2014. Questo è quanto emerge da uno studio a breve termine condotto dal gruppo Bain & Company.
Continua a leggere: Il mercato mondiale del lusso crescerà dell'8% nel 2011

Prada annuncia una strategia di espansione in Medio Oriente, in joint venture con Al Tayer Insignia, una società locale di vendita che conosce bene il mercato del lusso della regione. La casa di moda italiana e il suo partner avranno una sede comune a Dubai.
L’obiettivo è quello di sviluppare una catena di punti vendita in Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait, Oman ed Emirati Arabi Uniti, per cogliere le opportunità offerte da un mercato ad alto potenziale. Ricordiamo che il Gruppo Prada comprende, oltre al brand principale, anche Miu Miu, Church’s e Car Shoe. Il suo partner strategico in questa nuova avventura distribuisce nell’area più di 35 marchi prestigiosi di tutti i continenti.
Via | Independent.co.uk

Un altro segno di come la Cina rappresenti il nuovo punto di riferimento del mercato del lusso giunge dalla città di Londra, dove quasi un terzo degli acquirenti di beni del segmento alto provengono dal paese della Grande Muraglia. Si tratta di turisti molto facoltosi, che fanno la gioia dei negozi più chic della capitale inglese.
Nella speciale classifica pubblicata dal Daily Mail, dopo di loro ci sono russi, arabi e giapponesi, mentre gli inglesi rappresentano una quota del 15%. Questo è dovuto alla fase di austerità che sta vivendo il Regno Unito, dove la gente può concedersi sempre meno i prodotti delle grandi firme.
Diverso il discorso per i cinesi pieni di denaro, che possono regalarseli in dosi copiose. La stessa tendenza si nota a New York. In entrambi i casi gioca a favore delle sessioni di shopping all’estero la possibilità di evitare le alte tasse sui beni di lusso imposte da Pechino.
Via | Businessinsider.com

Misteriosa e inossidabile, Beirut sta scoprendo una nuova vita, dove il lusso recita un ruolo di grande protagonista. Nelle vie più alla moda campeggiano le boutique di Christian Dior e Louis Vuitton, tra molti negozi di etichetta nobile. Sulle arterie del centro di affacciano le vetrine di concessionarie importanti, che vendono anche le Ferrari.
Oggi Beirut cerca di usare la leva dello sfarzo per attrarre i visitatori, con il difficile obiettivo di vincere al più presto il confronto con Dubai. Fra i progetti più ambiziosi c’è il “Beirut Souks”, dove 400 negozi (49 dei quali gioiellerie) si avviano all’apertura. Un consulente immobiliare del luogo ha detto: “Il lusso si sta diffondendo a macchia d’olio nell’area urbana“.
Il cuore della città, devastato nel corso di numerosi conflitti, è oggi in pieno fermento. Hotel, ristoranti e negozi sbocciano ad ogni svolta. Un forte interesse è nato anche in Vivienne Westwood, Armani, Berluti e Cartier. Molti designer mostrano i loro lavori negli atelier della capitale libanese. Tutto è disponibile in un piccolo raggio d’azione. Qui il mercato del lusso è in costante aumento, con stime di crescita del 15% annuo.
Via | Timesofmalta.com

Versace ha abbassato le saracinesche della sua boutique in Giappone, confermando la crisi che investe il mercato del lusso in quel paese. I responsabili del gruppo fanno sapere che la chiusura dell’ultimo dei tre negozi nella terra dei samurai si inserisce in una più vasta revisione della strategia aziendale, che mira a trovare luoghi nuovi e più idonei canali di distribuzione. Al momento non è dato sapere quando il brand tornerà sulla piazza nipponica.
La cessazione dell’attività delle boutique mostra una mutata geografia della domanda, che sta costringendo alcuni atelier a riesaminare la loro presenza in città costose come Tokyo e Osaka. Il problema si pone soprattutto per le aziende più piccole, mentre i grandi colossi hanno più potenza di fuoco, grazie alle economie di scala, che consentono di ridurre i costi e di giocare sui margini.
Il Giappone è stato a lungo uno dei maggiori mercati per la moda di lusso, facendo realizzare grandi profitti ai competitori. Oggi le cose vanno in modo diverso, per gli effetti dirompenti della crisi, il cui vento continua a soffiare con impeto. C’è pure un altro fattore: il cambio nelle abitudini di spesa delle nuove generazioni. Solo pochi marchi “absolute luxury” non soffrono la situazione. Diversa lo scenario in Cina, dove la domanda di prodotti sfarzosi cresce a un ritmo sostenuto.
Via | Wsj.com

La Cina potrebbe diventare presto il primo mercato mondiale del lusso, togliendo lo scettro al Giappone. Il fatto non è certo sorprendente, visto il ritmo di crescita del Paese della Grande Muraglia. I benestanti della Repubblica Popolare hanno comprato nel 2008 un quarto delle merci luxury prodotte nel pianeta. Così si è consumato il sorpasso ai danni degli Stati Uniti.
La spesa per i beni sfarzosi ha superato gli 8.6 miliardi di dollari nel 2008. Il dato potrebbe risultare ancora più elevato se si tenesse conto degli acquisti fatti dai cinesi fuori dai confini nazionali. Ecco quindi spiegato il crescente interesse dei brand più prestigiosi verso l’immensa piazza.
Armani ha aumentato la sua presenza del 20% in pochi mesi, mentre Louis Vuitton e Gucci hanno esteso le loro reti nelle perle strategiche dell’area. Molti altri marchi famosi si sono mossi nella stessa direzione. Se il reddito disponibile continuerà a crescere al passo attuale, in un lasso di tempo relativamente breve il vertice della classifica potrebbe trovare un nuovo inquilino.
Via | Cctv.com

Il Sole 24 Ore organizza per il 30 giugno 2009 a Milano, un incontro intitolato Luxury Summit, per scoprire attraverso discussioni e seminari, quale sarà il futuro del mercato che gravita intorno al lusso, in tutte le sue forme.
All’evento, che si terrà presso la Sala Collina in via Monte Rosa 91, parteciperanno Mario Boselli, Presidente della Camera della Moda, Beppe Angiolini, Presidente della Camera Italiana Buyer Moda, e molti amministratori delegati, come quello di Hermés, quello di FontanaArte, o quello di Piacenza Cashmere, e molti altri.
Un incontro per capire come funziona oggi il mercato dell’arte rappresentato dal lusso e per capire soprattutto in quali nuovi mari sfocerà, quali direzioni e quali strategie farà proprie e come continuerà ad abbagliare chi lo ammira e a rendere felici chi si appropria dei suoi manufatti.
L’ingresso al summit è libero, gratuito e aperto a tutti coloro che sono appassionati e interessati a sapere come si evolverà il mondo del lusso, nonostante la crisi. Occorre soltanto pre-registrarsi sul sito del Sole 24 Ore.