Pietro Ferrero amava le due ruote ed è morto ieri su una bicicletta, in Sud Africa, colto forse da un infarto, ma le dinamiche sono ancora da chiarire. Aveva 48 anni ed era Ceo, insieme al fratello Giovanni, del celebre gruppo dolciario di Alba, il terzo a livello mondiale.
Si trovava nel continente nero, dove aveva una casa, per valutare la nascita di uno stabilimento a Johannesburg. In missione con lui c’era anche il padre Michele, l’uomo più ricco del nostro Paese secondo la classifica stilata annualmente da Forbes.
Pietro era un manager capace e brillante, ma anche un uomo generoso e dalle doti umane straordinarie. Sempre discreto e riservato, aveva uno stile pulito e un’intelligenza molto vivace. Oggi l’Italia ne piange la scomparsa. Lascia la moglie e tre figli. In questo momento così doloroso ci sentiamo vicini alla sua famiglia.
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Si è chiusa con successo al Castello di Grinzane Cavour la dodicesima edizione dell’asta mondiale del tartufo bianco d’Alba. I tredici tuberi messi all’incanto sono stati battuti per oltre 307 mila euro. Uno dei due esemplari più preziosi è andato a Hong Kong per 105 mila euro, l’altro è rimasto in Piemonte per 100 mila euro. Se li sono aggiudicati un’autorevole esperta e critica vinicola cinese, Jeannie Cho Lee, e un imprenditore cuneese che produce energia verde, Antonio Bertolotto.
Quest’ultimo donerà i due tartufi gemelli vinti a Papa Benedetto XVI e a Michele Ferrero, imprenditore che ha contribuito alla migliore immagine dell’Italia nel mondo. Ancora una volta, per la vendita, è stato creato un ponte ideale con luoghi rappresentativi della ristorazione internazionale, per dar vita ad una sessione davvero unica nel suo genere.
In collegamento via satellite con la sede principale c’era “8 e ½”, il ristorante italiano più amato di Hong Kong, che lo chef Umberto Bombana ha aperto all’interno dell’Alexandra House nel quartiere Central, cuore degli affari della ricca metropoli. Nei panni del banditore il giornalista di Radio 24 Davide Paolini, affiancato da Mara Venier, Massimo Giletti, Enzo Iacchetti, Juliana Moreira e Francesca Senette. Ospite d’onore il presidente del Senato Renato Shifani. Gli incassi dell’asta sono stati assegnati a cinque studenti meritevoli e ad enti e istituti filantropici nazionali ed internazionali.
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Carlos Slim è il nuovo uomo più ricco del mondo. Nell’ultima classifica stilata da Forbes, il magnate messicano delle telecomunicazioni, con un patrimonio personale di 53.5 miliardi di dollari, ha scavalcato Bill Gates, costretto ad “accontentarsi” di 53 miliardi. Il risultato è stato possibile grazie un rimbalzo nel valore delle sue azioni. Mai il re dei paperoni era giunto da una nazione in via di sviluppo.
Alle spalle del fondatore della Microsoft, giunto secondo, c’è l’amico Warren Buffett, con 47 miliardi. Entrambi hanno visto crescere i loro valori, ma meno del nuovo sovrano dei ricchi. Nella top ten ci sono anche due miliardari indiani e un brasiliano: un segno del cambio dei tempi. L’elenco completo mostra come Taiwan ha triplicando i suoi miliardari, mentre la Turchia li ha raddoppiati. Appena peggio ha fatto la Russia.
I nababbi degli Stati Uniti rappresentano il 40% del totale. Sono 403, contro i 64 della Cina, che occupa il secondo posto. Molti dei nomi in classifica hanno trasformato la crisi di mercato in una grande opportunità per far lievitare le loro fortune. Tra gli italiani è Michele Ferrero (17 miliardi) a guadagnare la leadership, davanti a Leonardo Del Vecchio (10.5) e Silvio Berlusconi (9). I tre, nella graduatoria mondiale, occupano rispettivamente il 28°, il 59° e il 74° posto.
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Bill Gates torna nel piano più alto della classifica stilata da Forbes sui paperoni del mondo, anche se vede ridursi il patrimonio dai 58 miliardi di dollari del precente rilevamento ai 40 attuali. Alle sue spalle l’americano Warren Buffett, con 37 miliardi (ne aveva 60), e il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim, con 35 (62).
I tre non sono rimasti immuni dagli effetti della crisi, che ha colpito soprattutto i ricchi di Russia, India e Turchia. Nell’ultimo anno i componenti della fortunata elite hanno perso nel mondo circa 2mila miliardi di dollari. Anche il loro numero è sceso significativamente, passando da 1.125 a 793. La città a più alta presenza è New York (55), mentre Mosca, che guidava la classifica precedente, deve accontentarsi di 32.
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