Robert Johnson, proprietario dei Charlotte Bobcats, era nella lista dei miliardari di Forbes, ma il celebre magazine stima che il suo patrimonio sia sceso lo scorso anno a “soli” 550 milioni di dollari. Questo spiega, almeno in parte, la decisione di disfarsi della squadra di basket. Michael Jordan, che possiede una quota di minoranza e ne è dirigente, ha mostrato un forte interesse all’acquisto, vantando un diritto di prelazione sulle altre quote.
Il facoltoso atleta non ha però molto tempo per trovare il denaro, pena il fallimento della scalata. Riuscirà nell’impresa? Non è facile dirlo, ma entro fine mese tutto dovrà essere deciso. L’offerta più alta sembra quella di George Postolos, ex presidente degli Houston Rockets. Al momento c’è uno stretto riserbo sulla cifra messa sul piatto, ma pare che sia vicina al valore stimato della società, pari a 278 milioni di dollari.
Resta da vedere se gli investitori che stanno lavorando con Jordan hanno i dollari e la volontà per eguagliare la proposta di Postolos. In caso contrario quest’ultimo prenderà il sopravvento. L’operazione conferma ancora una volta come sia forte l’interesse dei ricchi per lo sport, che riesce a dare grande visibilità mediatica.
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Oggi si è veramente ricchi quando si può comprare un Paese. Ovviamente la prospettiva è solo teorica, ma serve a distinguere chi naviga veramente in alto sul piano patrimoniale. Certo, non si può dire che sia povero chi può permettersi una collezione di Ferrari, qualche villa di lusso, uno yacht o un aereo privato, ma il vero nababbo del terzo millennio è chi può spingersi oltre.
Scorrendo la classifica di Forbes si scopre come un numero rilevante di soggetti riportati nell’elenco dei 400 paperoni del mondo abbia una ricchezza superiore a quella sviluppata in un anno da diverse nazioni. Bill Gates, per esempio, vanta una fortuna personale che supera il Pil di oltre 140 stati, come El Salvador, Costa Rica, Bolivia, Uruguay.
Warren Buffet fa meglio della Corea del Nord e di molti altri. Michael Bloomberg, sindaco di New York, detiene un tesoro superiore alla ricchezza prodotta dallo Zambia. Haiti, Belize, Montenegro e Barbados rientrano nel budget di una buona percentuale dei 400 miliardari menzionati dal celebre magazine. Con simili credenziali è possibile comprare tecnicamente un Paese, anche se nei fatti questo è impossibile.
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