I cimeli legati a Mohandas Gandhi continuano ad essere contesi nelle aste internazionali, raggiungendo valori record. Alcuni giorni fa una piccola statua in bronzo regalata a un’amica è passata di mano a 6 mila sterline.
Molto più alta la cifra per la vendita di un orologio donato alla nipote Abha che, insieme ad altri quattro lotti a lui legati, ha generato un incasso di 1.1 milioni di sterline, messi sul piatto dal miliardario Vijay Mallya, che ha giustificato il gesto adducendo le ragioni dell’amor patrio.
Un fatto che si ripete ogni qualvolta un oggetto legato al Mahatma (Grande Anima) finisce sotto il martello del banditore. Gli acquirenti? Magnati indiani o il governo di Nuova Delhi. Un fatto che cozza con gli insegnamenti del padre della nazione, convinto oppositore dell’idolatria per i beni materiali.
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