Da circa vent’anni Padova dedica alla gioielleria contemporanea d’arte un’attenzione tutta particolare rendendo omaggio a una peculiare tradizione cittadina, nata con la Sezione dei Metalli, fondata da Mario Pinton, presso la Scuola d’Arte Pietro Selvatico negli anni Cinquanta e internazionalmente identificata come Scuola Orafa Padovana, alla quale, nel 2008, la città ha dedicato una grande mostra a Palazzo della Ragione.
La presenza di forti personalità artistiche ha favorito l’inserimento di Padova nel circuito internazionale, dove è divenuta un punto di riferimento preminente per la ricerca dell’oreficeria contemporanea, luogo di scambio di idee, stili e scelte espressive, testimoniato dalle molte rassegne espositive che hanno richiamato decine di artisti da tutto il mondo.
Da qualche tempo la città riserva una nuova attenzione al ‘300, il secolo della Signoria carrarese, che la pose come centro culturale internazionale grazie alla presenza di Giotto, Guariento, Petrarca, Giusto de’ Menabuoi e altri. Quest’anno propone la grande mostra dedicata a Guariento e alla Padova carrarese. Collegandosi alla creatività e allo spirito di quel periodo ha anche voluto promuovere un nuovo evento legato ad uno dei suoi punti di eccellenza, rappresentato appunto dalla gioielleria contemporanea.
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Si è chiusa la prima giornata della kermesse Auto e Moto d’Epoca di Padova. I modelli sportivi e di lusso di Ferrari, Porsche, Lamborghini, Pagani, Bugatti, Jaguar e Alfa Romeo hanno calamitato l’attenzione, anche se molti di questi non hanno molti anni sulle spalle.
Gli espositori delle tre sezioni, provenienti da tutta Europa, hanno festeggiato con un forte abbraccio di pubblico l’apertura della rassegna, giunta al 26° compleanno. Gli spazi espositivi continueranno a regalare emozioni ai visitatori fino a domenica 25 ottobre.
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Inizia oggi presso la Fiera di Padova il meeting Auto e Moto d’Epoca, uno dei più importanti del settore. L’evento, godibile fino a domenica 25 ottobre, metterà in vetrina molti modelli di lusso, insieme a diversi esemplari provenienti dalle corse e dalla strada.
Tre le aree espositive in cui si articola la rassegna: case automobilistiche con relativi club e scuderie, commercianti e restauratori, ricambisti e modellismo. La prima sezione mette in mostra un grande patrimonio di vetture e progettisti, corse e motori, stile ed innovazione.
Negli stand si potranno ammirare molti gioielli da collezione del dopoguerra, ma anche di epoca precedente. Per i lettori di Deluxeblog, però, l’area più interessante sarà quella battezzata Instant Classic, con automobili costosissime prodotte in tiratura limitata.
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Resterà aperta fino al primo marzo la quarta edizione di “Pensieri preziosi”, dedicata quest’anno agli splendidi “gioielli natura” di Dorothea Pruhl e di altri sei artisti della Scuola superiore di Halle. Numeroso il pubblico che finora ha potuto ammirare le opere in mostra, veri e propri oggetti artistici, frutto di un un’idea che spesso ha trovato nella natura circostante la principale fonte di ispirazione.
L’esposizione, ospitata nella suggestiva cornice del cinquecentesco Oratorio di San Rocco, continua il lavoro che il Comune di Padova sta svolgendo sul tema del gioiello d’autore e che ha raggiunto massima visibilità con il grande successo riscosso da “Gioielli d’Autore. Padova e la Scuola dell’Oro” allestita nel 2008 a Palazzo della Regione.
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Il prossimo 25 ottobre, nell’ambito della rassegna “Auto Moto d’Epoca” della Fiera di Padova, si svolgerà una vendita all’incanto di prestigiose nonne a quattro ruote.
Fra le vetture già inserite in catalogo spiccano una Lancia Lambda VIII serie Torpedo (1928), una Bugatti T35 A (1926) e una Isotta Fraschni 8A Landaulet Imperiale by Castagna (1929).
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È ammirata in tutto il mondo come “La Scuola orafa di Padova” o “Padua’s Gold School” e finalmente una grande esposizione ne consolida e rende pubblico l’immenso valore.
Niente a che vedere con il gioiello industriale o seriale: ciò che i grandi “Maestri di Padova” creano da oltre cinquant’anni sono pezzi unici, gioielli-scultura destinati certo all’esibizione ma anche al collezionismo. Non a caso, come ogni vera forma d’arte, molte di queste meraviglie sono già patrimonio di decine di musei in tutto il mondo.
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