
Un vaso cinese del 18° secolo, legato all’imperatore Qianlong, della dinastia Qing, è stato venduto per 53 milioni di sterline. Il prezioso lotto apparteneva a una fratello e una sorella che l’avevano trovato nella vecchia dimora dei genitori a nord-ovest di Londra.
Il pezzo ha fatto la fortuna dei due, cambiando la loro vita e quella della piccola casa d’aste che lo ha piazzato. Helen Porter, banditore di Bainbridges, ha detto: “Non si rendevano conto del tesoro nelle loro mani. Erano fiduciosi sulla possibilità di spuntare una buona cifra, ma non credevano alle cifre previste, fino al momento dell’aggiudicazione. Quando è avvenuta, la donna è dovuta uscire dalla stanza per una boccata di aria fresca“.
Qualcuno ipotizza che il prezzo sia il più alto mai pagato per un’opera d’arte cinese battuta all’incanto. Non è noto come il vaso, risalente al 1740 circa, sia giunto in Gran Bretagna, ma questo passa ora in secondo piano. Il corpo della scultura è decorato con un motivo “humorous fish” e dispone di un’elaborata costruzione che permette di guardare attraverso le perforazioni per vedere il vaso più piccolo custodito all’interno.
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I Paperoni cinesi hanno scelto la Costa Smeralda per i loro acquisti di lusso in vista della bella stagione. Pur di accaparrarsi una villa da sogno affacciata sul mare della Sardegna sono disposti a spendere anche 20 milioni di euro, ma qualcuno si “limita” a cifre nell’ordine della metà.
Gli interessi di questi nuovi ricchi sembrano puntare su Porto Raphael e Liscia di Vacca, passando per Porto Cervo e Porto Rotondo. Anche se arrivano a bordo di jet privati, la loro presenza è piuttosto discreta. Non si concedono atteggiamenti esuberanti, ma gli uomini dagli occhi a mandorla concludono affari a dieci zeri.
Il numero di cinesi nell’area è significativo, ma lontano da quella dei “colleghi” russi, ormai pronti ad invadere l’isola. Pare evidente che nell’universo turistico creato dal principe Karim Aga Khan i figli del Paese della Grande Muraglia investiranno sempre di più. Alcuni di loro, tuttavia, preferiscono farsi carico di affitti esorbitanti per le vacanze estive, piuttosto che ricorrere alla formula dell’acquisto.
Via | Gds.it
Forbes ha stilato la classifica dei 100 più ricchi dell’India, che ottengono delle performance al vertice capaci di mettere in ombra quelle dei più grossi paperoni cinesi, almeno sul piano delle dimensioni delle loro fortune. La vivacità dell’economia è un buon presupposto per realizzare simili risultati, ma anche l’intelligenza strategica concorre al risultato.
Nel paese dei maraja ci sono oggi 52 miliardari, contro i 27 dello scorso anno. Il tesoro dei 100 cittadini più ricchi è pari a quasi un quarto del PIL nazionale. Tradotto in cifre, il dato equivale a 276 miliardi di dollari: pur essendo al di sotto dei 775 miliardi dollari degli Stati Uniti, si pone sullo stesso livello di quello dei 100 cinesi più facoltosi.
In cima alla classifica c’è ancora una volta Mukesh Ambani, delle Reliance Industries, con un patrimonio personale di 32 miliardi dollari. Si tratta di un valore cinque volte più alto di quello che fa di Wang Chuanfu l’uomo più ricco della Cina. Il re dell’acciaio Lakshmi Mittal, che guida da Londra un vero colosso del settore, occupa il secondo posto con 30 miliardi. Anil Ambani, fratello minore di Mukesh, si classifica sul gradino più basso del podio.
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