
Questa sera saranno battute all’asta da Christie’s oltre quaranta opere nate dalla vena creativa di alcuni dei più quotati artisti di casa nostra del XX e XXI secolo. La vendita, battezzata Italian Sale, andrà in scena nella King Street di Londra, in occasione dell’evento Post-War and Contemporary Art.
Il ricco catalogo comprende lavori di Marino Marini, Luciano Fontana, Alberto Burri e Piero Manzoni. Di quest’ultimo è il lotto più prezioso: un rarissimo ”Achrome” eseguito nel 1958-59, che incarna al meglio le doti dell’autore. Gli esperti prevedono per il quadro un incasso tra 1.35 e 1.85 milioni di sterline.
Via | Gds.it
Le vendite londinesi delle opere italiane hanno regalato valori da primato agli artisti del Belpaese, cinque dei quali hanno conseguito il proprio record assoluto da Sotheby’s, in una sessione d’incanto che ha registrato passaggi per circa 22 milioni di euro.
La quotazione più alta è stata segnata da un Achrome di Piero Manzoni, che è passato di mano per ben 3.250.000 euro. Molto elevato il prezzo raggiunto dalla Mappa del Mondo di Alighiero Boetti, pari a un milione e 700mila euro.
Anche se con cifre meno imperiose, nuovi traguardi sono stati esplorati dalle creazioni di Michelangelo Pistoletto (Uomo Trasporta un Cubo, circa 500mila euro), Nicola de Maria (Regno dei Fiori Musicale con gli Angeli, 113mila euro) e Salvo (Certosa nel Bosco, 83.600 euro).
Via | Exibart.com
Nel Novembre 2005 avevamo parlato della Merda d’Artista numero 57, venduta a 110.000 euro.
Torniamo sull’argomento per segnalare che Merda d’Artista di Piero Manzoni, questa volta numero 18, è stata recentemente battuta all’asta a Milano per 124.000 euro.
La scatoletta, prodotta nel 1961, era appartenuta al belga Jeff Vereheyen e inizialmente era valutata quando il suo peso, circa 30 grammi, riferito al costo dell’oro all’epoca.
Torniamo ad occuparci della “Merda d’artista” di cui abbiamo recentemente parlato.
Asta record come da previsione, visto che ci sono voluti ben centodiecimila e quattrocento euro (o quasi 215 milioni delle vecchie lire) per aggiudicarsela. Più o meno quanto una bella auto come ad esempio una fiammante Ferrari.
Ufficialmente la base d’asta della scatoletta, la n. 57, si aggirava tra i 30 e i 40mila euro. Le dimensioni, cm. 4×6, ricordano quelle di un piccolo barattolo di carne in scatola.
Ancora oggi non si conosce nessuno che abbia avuto il coraggio di aprirne una. E se fosse vuota? Avremmo ancora tempo per il rimborso?
Battute a parte, c’è da sottolineare l’inarrestabile corsa a rialzi record su quasi tutte le aste che hanno per oggetto l’arte. E quella di Manzoni non è che una conferma.
[ Via: Quadreria.com ]
Non si tratta di un caso di coprofilia ma delle famose scatolette create dall’artista Piero Manzoni.
Uno dei novanta esemplari prodotti sara’ protagonista dell’asta di arte moderna e contemporanea che Sotheby’s terra a Milano il 22 Novembre. Ufficialmente a catalogo, la base d’asta si aggira tra i trenta ed i quartantamila euro.
La storia delle scatolette nacque il 12 agosto 1961 quando, in occasione di una mostra alla Galleria Pescetto di Albisola Marina, Piero Manzoni le presentò per la prima volta in pubblico. La Merda d’artista dal “contenuto netto gr.30, conservata al naturale, prodotta ed inscatolata nel maggio 1961″ aveva un prezzo fissato da Manzoni che corrispondeva al valore dell’oro al tempo. Ne furono prodotti 90 esemplari, tutti rigorosamente numerati.