Barack Obama ha deciso di devolvere in beneficenza l’assegno di quasi un milione di euro associato al Premio Nobel per la Pace, che gli è stato conferito per gli sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli, ma anche per l’impegno contro la proliferazione nucleare.
Ancora non è stato scelto l’ente che verrà irrorato con la somma, ma è facile pensare a un’istituzione vicina a chi vive il disagio della povertà. La decisione avverrà nei prossimi giorni.
Intanto, il presidente degli Stati Uniti d’America esprime la sua sorpresa per il prestigioso riconoscimento, accolto con grande umilità: “Accetto questo premio come una chiamata all’azione per tutte le nazioni davanti alle sfide del XXI secolo, non lo considero un sigillo delle cose che ho fatto, ma piuttosto un’affermazione della leadership degli Stati Uniti“.
E’ in vendita la casa confinante con quella di Barack Obama. Per chi vuole abitare accanto al presidente degli Stati Uniti d’America è una ghiotta opportunità. Certo, il potente uomo politico si è trasferito alla Casa Bianca, ma non ha dimenticato la sua vecchia residenza al 5040 di South Greenwood (Chicago), dove ogni tanto torna a farsi vedere.
Il dispiegamento di sicurezza attorno all’area è notevole. Questo ha fatto stancare gli attuali proprietari, ma potrebbe rappresentare un valido status per i futuri inquilini. Non si conosce il prezzo, rimesso alle offerte del mercato. C’è ancora tempo per le prossime sei settimane, quando verrà assunta una decisione. Gli interessati dovranno superare un rigoroso processo di selezione. Altri immobili vicini sono passati di mano ad oltre un milione di dollari.
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Barack Obama, la moglie Michelle e i figli del presidente degli Stati Uniti d’America, in visita a Mosca, hanno pernottato in una suite da 12 mila euro a notte del Ritz Carlton, l’hotel di lusso più caro della capitale russa.
Dalle terrazze di questo gioiello ricettivo si gode di una vista diretta sulla Piazza Rossa e sul Cremlino. L’albergo è stato inaugurato due anni fa, ecco perché George W. Bush e Bill Clinton, in occasione di analoghi viaggi, avevano fatto tappa al Marriott Grand.
Via | Ilmessaggero.it
E’ stata eseguita la seconda autopsia sul corpo di Michael Jackson, a poche ore dalla morte del Re del Pop. L’ufficio sanitario che si occupa del caso ha chiesto alcuni esami supplementari, per definire in modo affidabile le cause del decesso.
Secondo alcune indiscrezioni il celebre cantante avrebbe patito i troppi farmaci assunti negli ultimi tempi, che ne hanno minato le già precarie condizioni di salute. Per il responso finale occorrerà attendere da quattro a sei settimane. Solo allora si potrà avere una ragionevole certezza sulle ragioni cliniche dell’accaduto.
I nuovi esami saranno di natura tossicologica e polmonare, mentre escono fuori dal ventaglio investigativo le ipotesi di un trauma esterno o di una caduta. Qualche nuovo elemento potrà giungere dal medico personale, ricomparso nelle ultime ore. Dopo i bagni di affetto dei suoi fans, continuano a fioccare le dichiarazioni di amici e conoscenti, profondamente addolarati dalla notizia.
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