Pochi personaggi del mondo degli affari hanno avuto tanti seguaci come Steve Jobs. Il fondatore della Apple, recentemente scomparso, è un vero idolo tra i patiti delle nuove tecnologie. Questo spiega il prezzo record spuntato da un suo ritratto, passato di mano per 210 mila dollari.
L’opera, creata dall’artista David Datuna (autore del Putin Mona Lisa), nasce dall’unione di migliaia di immagini in miniatura di Ayn Rand. La filosofia della celebre scrittrice pare che abbia ispirato profondamente la vita di Jobs.
Il ritratto, posto sotto una parete di lenti ottiche, è il tentativo del maestro che lo ha firmato di rendere il suo personale tributo ad entrambi. Lo scopo è stato raggiunto, con una tela ricca di effetti speciali, ceduta a un prezzo molto elevato.
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E’ scomparso recentemente, lasciando un grande vuoto nel mondo. Con i suoi prodotti e le sue innovazioni aveva contribuito a cambiare la vita di milioni di uomini, in ogni angolo del pianeta. Steve Jobs era un uomo di grande slancio creativo ed amava la perfezione, in tutte le prospettive. Il fondatore della Apple aveva iniziato la sua ascesa in un semplice garage, fino a diventare uno degli uomini più potenti e influenti del terra.
Dalla sua pioneristica compagnia è partita una lunga storia fatta negli ultimi anni di iPod, iPhone e iPad. Il geniale imprenditore, informatico e inventore statunitense non amava sfoggiare la ricchezza, ma nel suo garage c’erano delle belle creature automobilistiche, come la Mercedes SL 55 AMG e l’Audi S5 immortalate davanti alla sua casa di Palo Alto, in California.
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L’iPhone 4S è appena uscito sul mercato, ma Stuart Hughes ha già pensato a una versione speciale del nuovo gioiello della Apple. Si tratta dell’allestimento “Diamond & Platinum”, disegnato da Jo-Emma Larvin per la gamma Signature.
Questo capolavoro aggiunge una nuova perla alla collezione del maestro di Liverpool, ricca di oggetti sfavillanti. La cornice perimetrale dello smartphone è decorata da 7.8 carati di diamanti (purezza VVS1), che brillano con grande enfasi.
In platino è invece la struttura posteriore, dove campeggia il logo dell’azienda di Steve Jobs, illuminato da 0.53 carati di pietre preziose. Combinando lo splendido design dell’apparecchio con il magico splendore dei diamanti è nata una bella opera d’arte.
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A pochi giorni dalla scomparsa del grande Steve Jobs ci tocca parlare di un’interpretazione preziosa del suo Macbook Pro, eseguita da Computer Choppers. Il risultato è la variante “Gold & Diamonds”, placcata in oro 24 carati, con complesse incisioni grafiche che aggiungono un tocco d’arte alla composizione.
Ad arricchire ulteriormente questo portatile ci pensano i diamanti incastonati sul logo della Apple, scelti accuratamente e collocati con perizia. Il quadro tecnico è quello eccellente della base: qui si è fatta solo una personalizzazione stilistica. Volendo è possibile sostituire la trama originale, inserendo i disegni voluti dai clienti. I prezzi sono disponibili su richiesta.
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Il primo computer Apple che il fondatore dell’azienda Steve Jobs ha venduto nel garage dei suoi genitori andrà presto all’asta. Dalla vendita si prevede un incasso di 150 mila sterline. Il modello appartiene alla serie lanciata nel 1976, composta da 200 pezzi, molti dei quali hanno avuto un triste destino.
Oggi le sue prestazioni sembrano ridicole, ma è da lì che è partita una lunga storia fatta negli ultimi anni di iPod, iPhone e iPad. L’appuntamento con il banditore di Christie’s è per fine mese a Londra, dove verranno assegnati altri lotti “vintage”, a testimonianza del crescente interesse per la tecnologia della prima stagione.
Il computer di Jobs viene fornito con imballo originale, manuali di istruzioni e una lettera firmata dal miliardario americano, ancora al vertice della pionerista compagnia, le cui performance gli hanno regalato il secondo gradino del podio nella classifica di Forbes sugli uomini più potenti del mondo in ambito tecnologico, dietro Bill Gates.
Via | Mirror.co.uk

Come abbiamo visto, Bill Gates occupa la decima posizione nella classifica di Forbes sugli uomini più potenti del mondo. Nessuno, però, riesce a superarlo fra quanti operano in ambito tecnologico. Leggendo la lista in relazione alla forza nello specifico comparto il fondatore della Microsoft, lodato per la capacità di convincere molti paperoni del mondo a donare al prossimo buona parte delle loro ricchezze, si insedia sul gradino più alto del podio.
Dietro di lui Steve Jobs, boss di Apple, apprezzato da Forbes per la straordinaria creatività e per la capacità di realizzare profitti con prodotti innovativi come iPhone e iPad, diventati delle vere mode. Poi viene il turno di Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google. Alle loro spalle Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook, seguito da Robin Li (Baidu), Jeff Besoz (Amazon) e Julian Assange (Wikileaks).
Via | Telegraph.co.uk
Un giudice ha accolto la domanda di Steve Jobs per radere al suolo la sua villa fatiscente di Woodside, in California. C’è, tuttavia, il rischio che un gruppo di conservazione impugni ancora una volta la decisione.
La saga dell’edificio è molto lunga. Venne costruito nel 1925 dal magnate del rame Daniel C.Jackling. Il miliardario americano, fondatore di Apple, lo acquistò nel 1984, abitandolo per circa un decennio. Poi lo concesse in affitto, fino al 2000. Quattro anni dopo presentò una richiesta di demolizione, che venne concessa. Ma un gruppo locale si rivolse al tribunale, mantenendo a bada i bulldozer. La battaglia è andata avanti a lungo.
Nello scorso mese di maggio Jobs ha presentato una documentazione più minuziosa per sostenere la tesi che radendo la casa al suolo per costruire una nuova dimora di lusso si risparmiano circa di 5 milioni di dollari (8.2 contro 13). C’è poi la possibilità di traslocare il vecchio corpo immobiliare in un altro sito. Al momento sembrano prevalere le ragioni del ricco uomo d’affari, ma la controparte è sul piede di guerra. Come andrà a finire?
Via | Cultofmac.com
C’è anche lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, tra i cinquanta volti scelti dal Financial Times per rappresentare l’ultimo decennio.
Il ricco sovrano di Dubai figura nella prestigiosa classifica, redatta dopo un’attenta selezione di personalità internazionali che hanno svolto un ruolo di forte impatto e di lunga durata sulla loro regione o in un particolare settore, nel campo della politica, degli affari, dell’economia e della cultura.
L’inserimento nasce in virtù delle performance ottenute sul piano del business. Tra i dignitari della lista del quotidiano finanziario figura anche lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, scelto per il contributo in ambito culturale.
Nell’elenco ci sono, tra gli altri, Jeff Bezos (Amazon), Lloyf Blankfein (Goldman Sachs), Warren Buffet (Berkshire Hathaway), Liu Chuanzhi (Lenovo), Steve Jobs (Apple), il magnate delle telecomunicazioni Mo Ibrahim, il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, il capo di Pepsi Indra Nooyi, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, l’ex presidente di eBay Mig Whitman, i fondatori di Twitter Jack Dorsey, Biz Stone e Evan Williams.
Via | Business24-7.ae
Mukesh Ambani, delle Reliance Industries, è stata classificato tra i cinque migliori manager al mondo dalla prestigiosa rivista Harvard Business Review.
Il magnate indiano, il cui patrimonio personale vale 32 miliardi di dollari, è l’unico figlio del paese dei maraja nella lista dei 50 amministratori di società più abili del pianeta. La classifica è guidata da uomini del calibro di Steve Jobs di Apple, Yun Jong-Yong di Samsung Electronics, Alexey Miller di Gazprom e John Chambers di Cisco Systems.
Il magazine ha condotto lo studio sui manager di oltre 2000 grandi gruppi quotati in borsa. La scelta è giunta tenendo conto delle performance finanziarie e della lungimiranza strategica. Diversi dirigenti molto rispettati non sono in questo elenco, come Jamie Dimon di JPMorgan Chase, Satoru Iwata di Nintendo, Sam Palmisano di IBM e Rex Tillerson di Exxon Mobil.
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