
Una rara Porsche 917 è stata venduta all’asta di Bonhams a Monterey per quasi 4 milioni di dollari. Si tratta del nuovo record per un modello della casa tedesca ceduto all’incanto. Il fatto conferma il grande interesse per i gioielli d’annata, specie per quelli più esclusivi, meglio se con un marchio nobile sul cofano. L’esemplare ceduto è stato condotto in gara nell’Interserie da Jurgen Neuhaus, Jurgen Barth, David Hobbs e Mike Hailwood.
Sono passati più di 40 anni da quando la 917 venne presentata al Salone Internazionale di Ginevra. Il progetto prese le mosse nel giugno del 1968, quando la Federazione Automobilistica Internazionale deliberò una nuova classe di “sportive omologate”, con cilindrata fino a cinquemila e peso minimo di 800 chilogrammi.
I 25 esemplari richiesti, nati sotto l’occhio vigile di Ferdinand Piëch, furono completati nella primavera del 1969, quando la nuova belva iniziò a conoscere il confronto agonistico. Dopo alcune gare concluse prima della bandiera a scacchi, l’auto vinse con Jo Siffert e Kurt Ahrens la 1000 chilometri dell’Österreichring. Fu l’avvio di un cammino brillante, ben ricordato dagli appassionati di endurance.
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Si chiuderanno il 30 giugno le iscrizioni alla seconda edizione del “Sicily Lancia Graffiti”, il raduno internazionale riservato ai possessori di alcuni gioielli sportivi e da competizione prodotti dal 1951 al 1995 dalla Casa torinese. La manifestazione si svolgerà da venerdì 29 a domenica 31 ottobre, con quartier generale nel centro balneare di Mondello, alle porte di Palermo.
All’evento potranno prendere parte, sia in versione stradale che da corsa, i seguenti modelli: Aurelia GT Coupè B20, Flaminia, Appia Gte e Sport, Flavia, Fulvia, Stratos, Beta Montecarlo 2.0, Rally 037, Delta S4, 4WD ed Integrale.
La manifestazione avrà un taglio prevalentemente turistico ed interesserà anche il tracciato della mitica “Targa Florio“. In questa corsa Vincenzo Lancia ottenne un secondo posto da pilota nel 1907 e nel 1908 (su vetture Fiat), mentre la marca automobilistica da lui fondata ha conseguito cinque vittorie nella sfida di velocità e dieci in quella rally.
Via | Sicilylanciagraffiti.com

Si è chiuso con un giro del piccolo circuito della Targa Florio il “Grand Tour Internazionale di Sicilia 2010″, che ha portato a spasso per l’isola alcune affascinanti auto d’epoca, tra hotel di lusso e scenari da favola. Presenti all’appuntamento molti collezionisti, provenienti da varie nazioni.
L’evento, giunto alla terza edizione, ha permesso al pubblico di ammirare splendide creature di marchi molto blasonati. Il clima primaverile ha fatto da degna cornice al viaggio, che ha interessato i meravigliosi scorci di una terra generosa di tradizioni e di incantevoli paesaggi, tra il mare e la montagna.
Rispetto allo scorso anno c’è stata la novità della tappa maltese. Una visita obbligata alla perla che sorge al centro del Mediterraneo, da sempre legata alla Sicilia per usanze e costumi. Il via alle danze da Palermo, lunedì 24 maggio, alla volta di Bagheria, paese natale di Renato Guttuso, le cui residenze sono state visitate.
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Vi abbiamo già riferito del Ferrari Tribute to 1000 Miglia, che ha aggiunto ulteriore fascino ad una manifestazione celebrativa di altissimo livello. La Freccia Rossa continua a rinnovare la sua magia, in un mix di atmosfere senza paragoni.
Gli aspetti competitivi si legano a quelli turistici, offrendo una ricetta dove si compie la sintesi ideale tra passione, lusso e cultura, in un quadro espressivo dal sapore unico.
Difficile esprimere le sensazioni connesse ad un evento che appartiene al patrimonio storico e sportivo dell’Italia. Meglio allora affidarsi alle parole di chi lo ha vissuto dall’interno, nel raggruppamento delle “rosse”. Con immenso piacere possiamo proporvi il racconto dell’ingegnere Leonardo Giardina, vincitore della categoria.
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La Bugatti Veyron è stata nominata Auto del Decennio dalla rivista americana Robb Report, che si occupa di “luxury lifestyle”. Ne danno notizia i cugini di Autoblog. Il debutto di questo giocattolo per miliardari venne spesso spostato, per le complicazioni di un progetto estremamente ambizioso.
Quando Ferdinand Piech, boss del gruppo Volkswagen, espresse il desiderio di creare un’auto da 400 km/h, in pochi gli diedero credito. Alcuni maligni sussurrarono che un’avventura del genere avrebbe avuto implicazioni negative sul bilancio della holding.
In effetti il lavoro si rivelò più duro del previsto e i tecnici faticarono molto per mettere a punto un modello che si proiettava in una nuova dimensione, mai esplorata prima. I cambiamenti in corso d’opera e i numerosi rinvii rischiarono di pesare come un macigno sull’immagine del costruttore. All’origine della tormentata trafila i problemi di messa a punto del nuovo strumento di guerra. I collaudi sembravano non finire mai e le presentazioni alla stampa venivano spesso rinviate.
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Mogam è una collezione di auto sportive e di lusso, che unisce arte e motori, in un itinerario attraverso opere pittoriche dedicate alle creature meccaniche. Dalle classiche granturismo ai bolidi a ruote scoperte, passando per le “citazioni” di celebri pittori e gli originali di artisti (quali Boccioni, Depero, Sironi e Rizzo), questa realtà siciliana offre un percorso che introduce il visitatore nella moderna realtà della velocità e del dinamismo.
I gioielli della meccanica si affiancano ai quadri e alle espressioni artistiche del futurismo , per celebrarne i fasti in una struttura raffinata, coerente e ricca di appeal. La raccolta segue una precisa filosofia, con vetture stradali dalla vita sportiva o dall’accentuata vocazione racing e con veri gioielli da gara. Il ruolo di regina spetta alla mitica Ferrari, presente in un vasto assortimento di esemplari.
Tra le creature del Drake anche una monoposto di Formula Uno, la 312 B2 del ’72 (telaio 08), che in quella stagione corse con Regazzoni, Ickx, Andretti e Merzario, giungendo terza al Gran Premio di Spagna. Interessante la 166 F2 del 1968, vincitrice con De Adamich alla Temporada Argentina di quell’anno. Aggressiva e maestosa la F40 del ’91, dominatrice del Campionato Supercar Gt del 1992. Magnetica e sensuale la “piccola” Dino 206 Sp del ‘66 (telaio 030), con trascorsi agonistici alla 24 Ore di Le Mans, al Mugello e in diverse cronoscalate.
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Mario Righini è uno dei più importanti collezionisti di auto d’epoca al mondo. Nelle sale del suo castello in Emilia Romagna c’è anche l’unico esemplare di Auto Avio Costruzioni 815, l’anteprima dei prodotti del “cavallino rampante“.
Questo fu il primo modello realizzato da Enzo Ferrari come creatore indipendente, dopo il divorzio dall’Alfa Romeo, che gli impedì di usare il suo nome per alcuni anni. Molti altri esemplari di lusso trovano spazio nell’imponente garage.
La raccolta di Righini comprende auto, moto, autocarri e trattori di diverse marche. Si compone di circa 350 pezzi integri o perfettamente restaurati. Alcuni sono in attesa di recupero. Fra le sue auto preferite c’è l’Alfa Romeo 2300 8c di Tazio Nuvolari, con cui il “mantovano volante” vinse la Targa Florio e il Gran Premio di Monza.
Le scarpe di Ciccio uniscono arte, sport e lusso. Queste calzature sone famose nel mondo per il loro invidiabile pregio. Dalla vendita abbinata alla tuta di Clay Regazzoni, la Federazione Ticinese Integrazione Andicap (FTIA) ha incassato 12 mila franchi svizzeri in un’asta benefica. I prezzi partono da 550 euro, ma raggiungono livelli molto più alti per i modelli decorati da insigni artisti.
La storia dell’autore, che ha tra i clienti molti divi e piloti di Formula 1, si lega a quella della Targa Florio, una corsa straordinaria sulle strade delle Madonie, che hanno fatto da sfondo ad eroiche sfide, capaci di illuminare al meglio il firmamento sportivo. I duelli che si sono consumati in questo suggestivo scenario hanno inciso alcune delle note più belle dello spartito motoristico. Difficile non subirne il fascino.
Concepita come gara automobilistica, essa ha saputo esprimersi in un campo di azione a più ampio respiro. Grazie agli sforzi dell’ideatore si è presto elevata a fenomeno di costume. In tale sfondo è cresciuto il celebre maestro, anche lui madonita, figlio di una Cefalù intrisa dei simboli della dominazione normanna. Il suo nome vero è Francesco Liberto, ma tutti lo conoscono come “Ciccio”. La carriera di questo singolare artista si sviluppa come la trama di una magica favola.
Si chiuderà domani il Raid dell’Etna, manifestazione internazionale per auto d’epoca e di lusso che si è snodata su un itinerario di mille chilometri, alla scoperta delle residenze nobiliari e dei volti meno noti della Sicilia. Circa 100 le vetture presenti, con splendidi esemplari di Bentley, Jaguar, Lancia, Porsche, Ferrari, Maserati e Alfa Romeo. Di quest’ultimo marchio è la 8C Competizione che, insieme ad alcuni esemplari recenti del “cavallino rampante”, ha guidato la carovana.
Il rombante corteo ha preso le mosse il 27 settembre, suscitando grande interesse fra appassionati e collezionisti. Gli equipaggi, provenienti da tutto il mondo, hanno iniziato l’avventura con una prova cronometrata sul Circuito della Targa Florio, seguita dalla sosta brunch al castello dei Ventimiglia di Castelbuono e dalla partenza per Portorosa, dove i partecipanti hanno trovato sistemazione all’hotel Hilton.
Poi tappe a Xirumi (con pranzo nel castello dei baroni Grimaldi di Serravalle), Siracusa, Noto, Catania, Piazza Armerina, Pergusa e ancora Catania. Quando manca solo una tappa alla chiusura delle danze, la soddisfazione dei protagonisti è palpabile, per aver vissuto un’esperienza di grande valore turistico, gastronomico e di guida. L’appuntamento è per il prossimo anno. Grazie al nostro reporter siamo in grado di offrirvi un piccolo reportage fotografico della kermesse.
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Si svolgerà dal 30 ottobre all’1 novembre il “Sicily Lancia Graffiti“, raduno all’insegna dello sport e del lusso riservato ai possessori di alcune fra le più interranti auto stradali e da competizione prodotte in oltre 100 anni dalla casa torinese.
L’iniziativa, allestita da “Stratos DMC”, consentirà ai partecipanti di godere degli ultimi scampoli della lunga estate siciliana, su alcune delle strade che hanno reso celebre il nome di Vincenzo Lancia e delle sue creature. Il percorso, che avrà caratterizzazione prevalentemente turistica, interesserà anche il tracciato di 72 km della mitica Targa Florio.
In questa corsa il costruttore ottenne un secondo posto da pilota nel 1907 e nel 1908, mentre la marca da lui fondata ha conseguito cinque vittorie nella gara di velocità e dieci in quella da rally. Quartier generale della manifestazione sarà la città di Cefalù, dove le vetture partecipanti saranno esposte al pubblico nei momenti di sosta.
Ammessi i seguenti modelli: Aurelia GT Coupè B20, Flaminia, Appia Gte e Sport, Flavia, Fulvia, Stratos, Beta Montecarlo 2.0, Rally 037, Delta S4 e successive, dalla prima “4WD” del 1986 all’ultima “HF Integrale” del 1995. Il “Modello VIP dell’Anno” di questa edizione sarà la mitica Stratos HF, alla quale saranno dedicate alcune iniziative che prevedono anche la presenza di ospiti famosi.
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