I ritardi sui viaggi di lusso nello spazio promossi da Virgin Galactic hanno spazientito qualcuno. E’ il caso del finanziere Alan Walton, che da diversi anni ha prenotato l’avventura, per essere fra i primi a viverla. Il ricco uomo d’affari ha versato i 200 mila dollari richiesti, con un obiettivo: quello di festeggiare in modo originale il suo 74° compleanno.
Ora pretende di avere indietro il deposito se non verrà fissata una data certa del volo inuagurale, compatibile con la necessità di celebrare in forma “stellare” la ricorrenza anagrafica. La sua richiesta è comprensibile, ma il progetto ha i suoi tempi, per assicurarne l’affidabilità e la redditività commerciale. L’entusiasmo non manca, visto l’interesse suscitato dall’iniziativa del magnate britannico Richard Branson.
Purtoppo la trasformazione del sogno in realtà sta prendendo più tempo del previsto, per gli inevitabili disguidi legati a un progetto così ambizioso. Al momento il turismo spaziale resta il regno degli astronauti di governo e di una manciata di persone straordinariamente ricche, in grado di spendere decine di milioni per fare delle gite sui razzi russi. Ma Virgin Galactic non è a un punto morto. Il vettore White Knight Two ha già svolto un volo dimostrativo durante la kermesse “Air Venture”, che si è tenuta recentemente a Oshkosh (Wisconsin).
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