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- Ciao sono KECH©! Ho un'AUDI A3 2.0 TDI 170CV che mi da parecchie soddisfazioni..... Generalmente ho un'OSSESIONE per le auto fin da piccolo,mi hanno sempre affascinato e sicuramente lo continueranno a fare. Inoltre colleziono riviste d'auto ne ho + di 3000(EVO best). _________________________________________________________________________________ In campo automobilistico, MI PIACCIONO: -Alfa Romeo(159) -Aston Martin(DB5,DBS) -Audi(Tutta la gamma) -Bentley(tutta la gamma,specialmente la Brooklands -Bmw(serie 3 coupè E92,specialmente 335ì,M5,Z4 E89,X5) -Corvette(ZR1) -Dodge(viper) -Ferrari(575 Superamerica,599 Fiorano,430 Scuderia,288 GTO,F40,360 Challenge Stradale) -Ford(Mondeo,S-Max) -Honda(NSX,S2000,Accord) -Jaguar(XF,XK 5.0 V8) -Lamborghini(tutta la gamma odierna+Miura,Diablo,countach) -Lancia(tutte quelle del passato) -Land Rover(defender,Range) -Lexus(IS,GS) -Lotus(exige,elise,Evora) -Maserati(Coupè,3500GT) -Mazda(MX-5) -Mercedes-Benz(Classer C,Classe E coupè,CLS 63 AMG,CL65 AMG,SLR 722) -Mitsubishi(Lancer EVO VI,IX) -Nissan(GT-R,370Z,Silvia,300ZX) -Opel(astra GTC,insigna) -Pagani(Zonda) -Porsche(tutto,soprattutto CARRERA GT) -Rolls-Royce(Phantom) -Seat(leon) -Skoda(Octavia,Superb) -Smart(Brabus-->in onore di smarties) -Subaru(impreza 22B,Impreza m.y '07,Legacy) -Toyota(land Cruiser) -Volkswagen(Polo,golf,Pssat,specialmente CC,Touareg) _________________________________________________________________________________ ODIO: -Tata(tutto) -Lada(tutto) -Dacia(tutto) -Smart(non brabus per rispetto ad un mio amico :D ) -Peugeot(tutto tranne 407 Coupè) -Citroen(tutto tranne C5,peccato per il volante) -Hummer -Cadillac -Lancia(gamma attuale) -Tutte le scatole Tuning -Tutte le macchinette senza patente -Le moto ======================================================================== PRIMA AUTO-->AUDI 80 1.8 S (una meravigliosa creatura compagna di avventure...ti ho amata e ti amerò per sempre....) (foto) ======================================================================== Tolto il tifo dei marchi....mi danno fastidio tutti i "maturi" che affermano che tutti i blogghers sono 15enni/20enni con una passione si,ma senza una idea di cos'è un'auto...che loro sono "vissuti" che hanno capito la vita... CERTO,siete più immaturi di un dodicenne...e aggiungo una cosa...se voi a venti anni eravate già solo la metà di quello che sono io adesso, non sareste qua a commentare sulle auto...ma occupereste un posto di prestigio nella società. ======================================================================== A chi non lo ha ancora capito.....AUDI è premium,gli altri inseguono.....alfa e cmq tutto il gruppo fiat sono morte...magari fra 100anni riusciranno a raggiungere i livelli di qualità e meccanica di AUDI/VW...a quel punto però il marchio tedesco costruirà già auto volanti .... PS-->per tutti quelli che dicono"le AUDI sono tutte uguali " rispondo con una frase di "giallolambostopped" ovvero:"Non sono uguali. Non sono simili. Sono rionoscibili." _________________________________________________________________________________ Per concludere trascrivo la prova di "AutoBild" sull'AUDI A5....... La rivista tedesca Auto Bild è la prima a guidare la nuova Audi A5. Non è un vero e proprio test-drive ma più che altro la prima impressione sulla nuova coupè a quattro posti di Ingolstadt; per la verità abbastanza pungente... Auto Bild afferma che l'aspetto della nuova A5 (di cui vi proponiamo una nuova galleria di 35 immagini) rispecchia il suo comportamento "tagliente" su strada. Un'auto dalla presenza più importante(anche grazie alle dimensioni) rispetto alla BMW serie 3 coupè. Come detto, la "mini-prova" è stata effettuata senza l'ausilio di strumentazioni elettroniche. Tuttavia i giornalisti di Autobild sono abbastanza chiari nei giudizi:la A5 ha almeno le stesse qualità dinamiche della Serie 3 coupè BMW. Là dove quell' "almeno", ripetuto anche alla fine della frase nell'articolo originale, sta a significare una cosa sola: probabilmente è anche un pezzo avanti.Il giornale tedesco sottolinea che già alla prima curva, nella fase di inserimento, questa nuova Audi mostra una velocità veramente notevole, quasi insolita. Auto Bild scrive anche che da Audi, sotto la voce "interni", c'è solo da imparare: la solidità, la qualità dei materiali, degli assemblaggi e la cura del particolare sono cose che le altre case invidiano alla casa dei quattro anelli da molto tempo. E la A5 non fa che confermare questa tendenza con un interno ricco di stile e personalità. L'articolo si conclude ribadendo la bontà della nuova A5: con la nuova impostazione telaistica delle nuove Audi (e, aggiungo io, l'ausilio della nuova generazione della "quattro" a tre differenziali Torsen C con ripartizione 40/60 fra i due assi) la A5 sembra intenzionata a voler ridefinire i punti di riferimento per quanto riguarda la dinamica di guida:"Frei übersetzt: BMW kann einpacken", che suonerebbe come "Liberamente tradotto: BMW può fare le valigie". Personalmente non credo che BMW abbia tanta voglia di farle, ma ogni giorno di più, la sfida fra i due colossi si fa più dura. TANTO PER INTENDERCI.... _________________________________________________________________________________ >>AUDI<< La Audi è una casa automobilistica tedesca appartenente al gruppo Volkswagen da diversi anni. Venne fondata da August Horch, già fondatore della "Horch" nel 1899 il quale, estromesso dall'azienda che egli stesso aveva creato, si trovò a dover impiantare una nuova azienda senza poter utilizzare il proprio nome. Premesso che "Horch" in lingua tedesca significa "ascolta", il nipote seminarista risolse la questione consigliando allo zio August di utilizzare per il nuovo marchio il medesimo significato in lingua latina: Audi. Nacque così, nel 1909, la "Audi-Werke" a Zwickau in Sassonia. Il susseguirsi delle crisi economiche nella seconda metà degli anni '20, aveva messo in grave difficoltà le case automobilistiche tedesche. Nel 1928 la Audi venne assorbita dalla DKW e, quattro anni dopo, anche la Wanderer e la Horch decisero di unirsi al sodalizio di forze e tecnologie fondando, nel 1932, la "Auto Union AG" e contrassegnandola con lo stilema dei quattro cerchi interconnessi. La Auto Union venne acquistata dalla Daimler-Benz nel 1958 e, infine, ceduta nel 1964 al gruppo Volkswagen che mantenne la denominazione, affiancata dallo stilema dei quattro cerchi. Alla produzione dell'Auto Union, però, veniva affiancato il marchio Audi o DKW, quale identificativo della linea di vetture prodotte. Al salone di Parigi del 1965 viene presentata la "Audi 72", un modello progettato e realizzato in prototipo dalla Daimler-Benz (sigla: F103) tra il 1960 ed il 1963, poi costruito dalla DKW, che lo produsse con propulsore a 2 tempi, tra il 1963 ed il 1965, col nome di "F 102". La 72 è una berlina tre volumi con schema "tutto avanti", dotata di un motore di 1700 cc della potenza di 72 cv, in grado di spingere la vettura alla velocità di 148 km/h. L' Audi 80 è un modello di fascia medio-alta , per la prima volta dotabile di abs, pretensionatore delle cinture di sicurezza, inedito motore a iniezione diretta da 112cv, dotabile anche di trazione integrale permanente, che garantisce alla vettura di toccare i 200km/h grazie alla buona profilatura aerodinamica e al cambio dalla spaziatura azzeccata. All'Audi 80 seguiranno i modelli 90, 60, 75, 50 e 100 con una buona affermazione di mercato, specie per i modelli 100, i top di gamma. L'inizio è buono, ma la vera fortuna dell'Audi è stata creata da Ferdinand Piëch, nipote di Ferdinand Porsche e geniale interprete dell'auto moderna che assunse la guida della Auto Union nel 1980. Sua l'intuizione delle quattro ruote motrici che portano le "Audi quattro" alla vittoria nei più importanti rallyes degli anni ottanta, guadagnando una fama di sportività e robustezza, come sua è la decisione di eliminare, nel 1985, la primigenia denominazione Auto Union per adottare semplicemente il marchio Audi, affiancato dai 4 cerchi interconnessi. Piëch investe molte risorse anche nella perfezione del montaggio e nella ricerca della forma interna ed esterna. Per questo è alla continua caccia di disegnatori e fornitori italiani. L'ultimo "colpo" lo mette a segno pochi giorni prima di ritirarsi: portare il designer Walter De Silva nel gruppo Volkswagen. Merito suo l'entrata in produzione della ormai leggendaria Audi TT Mark 1 (1998-2006) che segnò definitivamente l'ingresso dell'AUDI tra le case automobilistiche di maggior rilievo e prestigio. _________________________________________________________________________________ >>PORSCHE<< Nasce nel 1931 ad opera di Ferdinand Porsche, famoso anche per aver disegnato la celebre Volkswagen, ovvero l'auto del popolo (dal tedesco Volk=popolo s=elemento di fusione Wagen=auto), voluta da Hitler durante il periodo nazista e conosciuta nel tempo come Maggiolino. Il figlio di Ferdinand Porsche, Ferdinand Anton, universalmente conosciuto col nomignolo di Ferry, collaborò strettamente con il padre, portando avanti l'azienda e creando, nel 1948, la prima vera Porsche: il modello 356. La meccanica della vettura ricalcava, nello schema, l'impostazione della Volkswagen cioè motore boxer a quattro cilindri, raffreddato ad aria, collocato in posizione longitudinale posteriore a sbalzo, cioè con il monoblocco oltre l'asse posteriore e il cambio verso l'abitacolo. Il motore inizialmente utilizzato mantenne sostanzialmente la configurazione di quello del Maggiolino, solo con il sistema di alimentazione rivisto montando doppi carburatori, uno per bancata. Successivamente i materiali utilizzati, soprattutto per le testate, cilindri, pistoni, albero e bielle furono gradualmente migliorati consentendo regimi di rotazione più elevati e un rapporto potenza/cilindrata molto favorevole. Ancora successivamente venne introdotto, solo per le versioni più sportive, un motore molto complesso e sofisticato, dotato di un sistema di distribuzione a doppio albero a camme in testa, progettato da Fuhrmann e detto "Carrera". Il motore basato sull'architettura a singolo albero a camme nel basamento fu comunque mantenuto e durò per tutta la produzione del modello 356, propagandosi poi anche al modello 912, fino al 1969. Quando il padre di Ferry, Ferdinand, morì (nel 1951), la Porsche conquistò la sua prima vittoria di classe alla 24 ore di Le Mans. Nel 1953 vide la luce la 550 Spyder, una barchetta studiata appositamente per le competizioni con un motore boxer a quattro cilindri di 1498 cc e 110 cavalli di potenza, con una potenza specifica di 73,4 cavalli/litro, non indifferente per un'auto di quel periodo. La disposizione del motore era in questo caso a motore centrale cioè con il monoblocco verso l'abitacolo, all'interno dell'asse posteriore, e il cambio verso l'esterno. Questa collocazione dell'unità motrice conferiva una maggiore stabilità e fu applicata successivamente a modelli di serie (914, Boxster e Carrera GT). Il punto di forza della 550 era l'estrema leggerezza in quanto, nelle varie versioni, accusava un peso variabile dai 480 ai 590 kg. Il telaio era tubolare con carrozzeria in alluminio. Questo modello passò alla storia per i numerosi successi sportivi e anche per il fatto che l'attore James Dean era al volante di una "550" quando ebbe l'incidente che ne causò la morte. Nel 1963 Ferdinand Alexander Porsche, figlio di Ferry, creò la 911, un'altra vettura sportiva con motore boxer sei cilindri raffreddato ad aria, che partecipò ad alcuni rally vincendo quello di Montecarlo per ben due volte. In fase di progetto, la vettura avrebbe dovuto chiamarsi 901, ma ben presto dovette essere modificato il nome a causa del fatto che la Peugeot aveva già brevettato e registrato tutte le cifre con lo zero nel mezzo per le sue vetture. E ciò era legato al fatto che nel buco formato dallo zero avrebbe dovuto essere inserita la manovella per l'accensione. Anche per la 911 fu conservata la tradizionale disposizione posteriore a sbalzo del motore che venne mantenuta in tutte le serie che si susseguirono, mentre il raffreddamento ad aria fu abbandonato con la 911 serie 996 del 1999 che, per la prima volta, fu dotata del raffreddamento a liquido. Nel 1975 la Porsche creò la sua prima vettura sovralimentata con turbocompressore: la 911 turbo con cilindrata di 2.7 litri, preceduta in questa tecnologia dalla BMW che tre anni prima aveva posto in commercio il modello 2002 turbo. La 911 Turbo era una vettura molto potente ma difficilissima da guidare, soprattutto su superfici con scarsa aderenza, a causa della caratteristica erogazione di potenza assai improvvisa. Questa particolarità, unita a quella del motore posteriore a sbalzo, provocava un assetto tendenzialmente sovrasterzante, in condizioni critiche, costringendo a manovre di controsterzo che dovevano essere però assai tempestive, onde evitare un testacoda. Un ulteriore problema derivava dal cosiddetto turbo lag, cioè dal ritardo con cui veniva erogata la potenza rispetto al momento in cui veniva premuto l'acceleratore. Il che costringeva ad anticipare l'accelerata e correlativamente anticipare la staccata, cercando così di ottenere la potenza voluta al momento giusto. Il turbo lag affliggeva comunque tutte le vetture turbo delle prime generazioni. Il problema fu in seguito risolto con una sofisticata gestione elettronica dell'unità motrice e soprattutto con i turbo a geometria variabile, entrati in produzione nel 2006. La 911 ha subito, negli oltre quarant'anni di produzione un affinamento continuo e costante che ha consentito a questo modello di occupare una quota di mercato di tutto rispetto. Le serie che si sono avvicendate recano le sigle 930, 964, 993, 996, 997. Le cilindrate sono passate dagli iniziali 2 litri a 2.2, 2.4, 2.7, 3, 3.2, 3.3, 3.6 e 3.8 (2005). A metà degli anni '80 venne prodotta la 959 che, a sorpresa, vinse la Parigi-Dakar. Negli anni '90 nascono i nuovi modelli della serie 911, nelle varie versioni Carrera, Turbo, Cabrio e nelle serie 993 e 996. Nel 1996 viene prodotta la Boxster, con motore boxer 6 cilindri raffreddato ad acqua e posto in posizione centrale pura, cioè non a sbalzo, ma subito dietro i sedili e all'interno dell'asse posteriore. Questo tipo di collocazione dell'unità motrice ha conferito al modello una tenuta di strada eccezionale, anche superiore a quella della 911. Dalla boxster è in seguito derivata la Cayman: una berlinetta con motore di 3.4 litri e una potenza di 295 cavalli. Nel 2002 è entrata in produzione la Cayenne, ovvero la prima SUV della casa, creata in collaborazione con Volkswagen. L'ultima auto creata dalla casa è stata la Cayman, una coupe a motore centrale basata sulla Boxster Malgrado l'enorme successo commerciale e i ricavi che pongono la società al vertice tra i costruttori automobilistici nella graduatoria di rendimento per veicolo prodotto, la casa ha sempre preferito una filosofia basata su una continua innovazione di pochi modelli in listino. _________________________________________________________________________________ >>LAMBORGHINI<< A Cento (FE) nel 1948 nasce, per opera di Ferruccio Lamborghini, la Lamborghini Trattori. Solo tre anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale l'azienda riuscì a progettare da sola i suoi primi trattori e nell'arco di pochi anni divenne una delle più importanti aziende italiane di macchine agricole. Il comparto storico della casa e il relativo marchio "Lamborghini Trattori" vennero poi venduti nel 1971 a un altro gruppo industriale specializzato nel settore, la SAME divenuta oggi Same Deutz-Fahr, di cui ancora oggi fa parte. Nel 1959 la progettazione si spinse sino agli elicotteri, ma il Governo italiano non concesse l'autorizzazione alla produzione e di conseguenza l'industria ripiegò sulle vetture sportive di lusso. Nel 1963 nasce la Automobili Ferruccio Lamborghini SpA. Questa azienda ebbe un grande successo grazie a macchine famose e potenti, come: Miura, 350 GTV, Espada, Jalpa, LM 002 (autoveicolo fuoristrada di lusso), Countach disegnate e costruite anche grazie a collaborazioni importanti con il designer Bertone e il progettatore di propulsori Giotto Bizzarrini. Ricordiamo anche il famoso modello Diablo. Il simbolo della casa automobilistica è un toro, tra l'altro segno zodiacale del fondatore, e a nomi di tori si ispirano la gran parte delle vetture della casa (come Lamborghini Urraco, Espada, Jalpa, Murciélago, Gallardo, Reventón e la stessa Miura). Le idee di Ferruccio portarono la Lamborghini al massimo del successo e per sfruttare la notorietà del nome, l'azienda si diversificò, cominciando a costruire anche barche da gara, riuscendo a vincere il campionato del mondo negli anni: 1990, 1994, 1997, 1998. Nel settore nautico vennero prodotti motori che superano i 900 cavalli, un record di potenza. Il passo successivo nella diversificazione fu quando la Lamborghini aprì un settore di restauro di macchine d'epoca. Dopo anni di gestione familiare dell'azienda, la crisi petrolifera e quella dell'industria dell'automobile della metà degli anni Ottanta costrinsero la proprietà a cedere le proprie quote a un acquirente nordamericano; nel 1987 la Lamborghini venne assorbita dal gruppo Chrysler. Dopo 11 anni avviene un nuovo cambio al vertice e il 24 luglio 1998 viene firmato a Londra l’accordo tra gli azionisti della Lamborghini e l’Audi per la cessione totale dell’azienda al gruppo tedesco Volkswagen. _________________________________________________________________________________ >>FERRARI<< La nascita della Ferrari è spesso fatta coincidere con la fondazione nel 1929 a Modena della S.A. Scuderia Ferrari anche se a rigore sarebbe errato. L'imprecisione risiede nel fatto che tale società non produceva automobili ma preparava e portava in gara quelle dell'Alfa Romeo. Per essere più rigorosi l'azienda nasce ufficialmente il 1 settembre 1939 a Modena con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. I suoi primi incarichi sono la costruzione di rettificatrici e parti di velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture diventa l'attività principale. La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, è la Auto Avio Costruzioni 815, nel 1940. La seconda, sempre in soli due esemplari, è la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse, clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1975 la Ferrari SpA entra a far parte del gruppo FIAT. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario diventa per il 90% della FIAT mentre la parte restante diventa del figlio Piero Lardi Ferrari che rimane anche all'interno del team aziendale come vice presidente. Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, società che sta promuovendo anche la costruzione in tale Paese del primo parco a tema del Cavallino rampante. _________________________________________________________________________________ >>MERCEDES-BENZ<< Mercedes-Benz è il marchio commerciale utilizzato da varie aziende nel tempo per contraddistinguere la produzione di autoveicoli. Il suo primo utilizzo risale al 1926 dopo la fusione della Daimler-Motoren-Gesellschaft (che dal 1902 utilizzava il nome Mercedes per le sue autovetture) con la Benz & Cie. e la conseguente creazione della Daimler-Benz. Il marchio è stato di proprietà della Daimler-Benz dal 1926 al 1998 e della DaimlerChrysler dal 1998 al 2007. Nel 2007, a seguito del disimpegno della Daimler dal gruppo nato dall'unione con la Chrysler, Mercedes-Benz è il marchio della nuova Daimler AG unitamente a Maybach, McLaren e Smart. _________________________________________________________________________________ >>VOLKSWAGEN<< La Volkswagen ("auto del popolo") nacque sotto la dittatura di Adolf Hitler nel 1937. Negli anni '30, Hitler voleva creare un'auto in grado di motorizzare il popolo tedesco che non poteva permettersi le lussuose e costosissime Mercedes-Benz. L'incarico venne affidato all'ingegnere Ferdinand Porsche, titolare dell'omonimo studio di progettazione nato nel 1931, col diktat di creare un'auto piccola, economica, semplice e robusta, facile da costruire in grande serie ed economicamente accessibile. Nel 1936 vennero presentati 3 prototipi (2 berline e una cabriolet) al Führer, che diede incarico di trovare il luogo dove far sorgere la fabbrica per la produzione dell'auto del popolo. Venne scelta la cittadina di Wolfsburg, in Bassa Sassonia, non molto distante da Hannover. La cerimonia di posa della prima pietra, presieduta, ovviamente, da Hitler si svolse nel 1938, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale costrinse a convertire il progetto Typ 1 da civile a militare. Nacquero così le Kübelwagen (auto-tinozza), usata come mezzo di trasporto leggero dagli ufficiali della Wehrmacht e la "Schwimmwagen" (l'auto che nuota, ovvero anfibia). Terminato il conflitto, grazie all'iniziativa di Ivan Hirst, maggiore dell'esercito e di Ferdinand Anton Porsche (figlio di Ferdinand) la fabbrica Volkswagen venne riaperta. La direzione fu affidata a Heinz Nordhoff e il modello d'anteguerra, opportunamente aggiornato, venne proposto sul mercato col nome commerciale di Volkswagen 1200, meglio conosciuto in tutto il mondo come Maggiolino (Kaefer, Beetle o Coccinelle a seconda delle lingue). Inutile sottolineare che il successo fu immenso. Dal Maggiolino derivarono altri modelli di successo: il Typ 2 (meglio noto come Transporter nella versione furgone e Microbus nella versione passeggeri) e le sportive Typ 83 (meglio note come Karmann Ghia Coupé e Cabriolet). Gli anni '60 furono dedicati a ricercare un'erede del Maggiolino, senza rinnegarne l'impostazione tecnica. Vennero così introdotte le poco fortunate 1500/1600 e 411/412. Il Maggiolino, visto l'insuccesso degli altri modelli, proseguì la sua brillante carriera. Vennero apportate, trallaltro, importanti modifiche stilistiche sia alla variante berlina che a quella cabriolet: in questi anni l'auto veniva chiamata comunemente Maggiolone. Per quanto riguarda la struttura societaria, la Volkswagen comincia la sua espansione acquisendo la Auto Union (società proprietaria del brand Audi) dalla Daimler-Benz. All'inizio degli anni anni settanta, comunque, non si era ancora trovata una degna erede al Maggiolino. Nel frattempo la casa tedesca era entrata in piena crisi finanziaria ed urgeva una nuova gamma di modelli, basati sulla trazione anteriore e contraddistinti per lo più da un design personale. La Volkswagen decise così di affidarsi all'estro stilistico del giovane Giorgetto Giugiaro. Dalla sua "matita" vennero fuori veri e propri successi come la Passat (1973), la Polo (1975), la Scirocco (1974) e la Jetta (1976). Ma la vettura Volkswagen più riuscita del designer torinese sarà la Golf, presentata nel 1974, erede del Maggiolino. Quest'ultima, invece, venne assemblata in europa fino al 1978, anno in cui la produzione venne confinata al Sudamerica. Nel 1979, viene presentata la Golf Cabriolet, realizzata dall' austriaca Karmann. Negli anni ottanta vennero presentate le nuove generazioni dei modelli introdotti nel decennio precedente, bissando nuovamente il successo. Nel 1981 Carl Hahn divenne presidente del gruppo VW. Verrà ricordato per aver aumentato la produzione, durante il suo mandato, da 2 a 3,5 milioni e per aver acquisito la iberica Seat nel 1985. Sul finire della decade il nome Scirocco lasciò il posto a quello di Corrado per la terza generazione di coupé. Negli anni novanta la gamma venne estesa con l'introduzione della citycar Lupo nel 1998, delle versioni Variant di Polo (1997) e Golf (1994) e con la presentazione della monovolume Sharan nel 1995. Il nome Jetta, invece, lasciò il posto a quello di Vento prima (1992) e Bora poi (1999). Ma la novità più interessante in questi anni è sicuramente la nascita della New Beetle, edizione in chiave moderna della leggendaria Maggiolino, che fa il suo debutto nel 1998 negli Stati Uniti, mentre in europa sarà disponibile dall' anno successivo. Ai vertici della Volkswagen, nel frattempo, Hahn lascia il posto a Ferdinand Piech (1993), nipote di Ferdinand Porsche. Per quanto riguarda l'espansione del gruppo, nel 1991 si aggiunge il marchio Škoda con l'acquisizione della Škoda Auto (divisione automobilistica della Škoda Holding dalla quale ora è indipendente), mentre nel 1998 vengono acquisiti gli esclusivi marchi Bentley, Bugatti e Lamborghini. _________________________________________________________________________________ >>BMW<< Dal 1929 produce automobili con il marchio BMW: inizialmente la BMW produce utilitarie sulla base di una vettura inglese, la Austin Seven, della quale la BMW acquisì la licenza di produzione. Dopo alcuni anni, la gamma si spostò progressivamente verso una clientela più abbiente e la Casa tedesca propose modelli come la BMW 320 e 326. Durante il periodo della Seconda guerra mondiale è fortemente impegnata nello sforzo bellico come gran parte delle aziende tedesche. È di quel periodo ad esempio la produzione di una delle più classiche motocarrozzette della storia, la R75. Con il cessare delle ostilità, si apre un periodo di grandi difficoltà: gli impianti devono essere in buona parte riconvertiti alla produzione civile; sforzo segnato dall'imposizione americana di non tornare a fabbricare motori per aerei, produzione che contrasterebbe con la volontà di impedire il riarmo tedesco. Il rilancio si fonda quindi sulla produzione di motociclette che consentono alla BMW di rimanere in piedi. Ma ciò non bastava: occorreva tornare alla produzione automobilistica. Ciò era però molto difficile, poiché al termine del conflitto le autorità sovietiche presidiarono la zona orientale della Germania (da cui poi sarebbe nata la Germania Est). Quella zona comprendeva la città di Eisenach, dove la Casa tedesca costruiva abitualmente le proprie automobili. Inizialmente la BMW era completamente impotente: l'impianto di Monaco non era predisposto per la produzione di automobili, automobili che erano invece prodotte dallo stabilimento di Eisenach, tra l'altro abusivamente perché ciò avveniva indipendentemente dalla volontà della BMW stessa. Di questo periodo furono alcune riproposizioni di BMW 321 e 326. Dopo alcune vicissitudini la BMW ottenne, tramite una causa legale, di far costruire le vetture di Eisenach con un altro marchio. Fu così che nacque la EMW (Eisenacher Motorwerke). A cavallo di tale nascita si ebbe il lancio, senza molto successo, della BMW 340, commercializzata prima come BMW e poi con il marchio EMW.Dopo tale insuccesso, la situazione economica della BMW andò rapidamente peggiorando: gli investimenti per lanciare un nuovo modello si rivelavano superiori agli introiti e il pubblico pareva non gradire molto i modelli, pur validi, della Casa tedesca. All'inizio degli anni Cinquanta la BMW trasferì la produzione delle autovetture a Monaco e, dopo un paio di modelli ugualmente privi di successo, tra cui la bellissima roadster BMW 507, decise di sospendere la produzione di vetture di fascia alta, per proporre qualcosa di popolare e di maggiormente accessibile a una popolazione anch'essa in piena crisi economica. Non vi erano risorse per la progettazione e realizzazione, per cui occorreva produrre su licenza qualche modello già esistente. L'occasione capitò quando in Italia fu lanciata la Iso Isetta, una microvettura a forma di uovo che per la verità nel nostro Paese stentava con le vendite. I vertici BMW colsero però la validità del progetto e, dopo aver acquisito la licenza, cominciarono a produrre la piccola vettura con il marchio BMW. In Germania, l'Isetta, non solo riscosse un buon successo commerciale, ma costituì il primo passo nel risollevare le sorti della BMW. Ma la situazione, benché migliore, era ancora delicata: sul finire del decennio la situazione diventa insostenibile e BMW riceve un'offerta di acquisto da parte di Daimler-Benz. La svolta arriva in coincidenza dell'assemblea generale tenuta il 9 dicembre 1959, nella quale Herbert Quandt (magnate tedesco già partecipe dell'impresa) diventa azionista di riferimento (tutt'ora la famiglia Quandt controlla l'azienda). La famiglia Quandt, oltre che della BMW, è maggiore azionista di aziende di chimica farmaceutica (Altana), di elettronica di consumo (Loewe) e di microelettronica e robotica (Kontron Gmbh), nonché di una nota azienda di batterie (Varta). Così la BMW, forte del nuovo assetto aziendale, raggiunse la sua definitiva tranquillità economica con il successo della BMW 700, vetturetta di fascia medio-bassa. Da quel momento la BMW tornò gradualmente a un tenore economico positivo: dopo la BMW 700 fu lanciata infatti la BMW 1500, primo modello della serie Neue Klasse, da cui sarebbero poi derivati i modelli della Serie 02. Sia la Neue Klasse che la Serie 02 ottennero un tale successo da costringere la Casa tedesca a cercare un nuovo stabilimento per aumentare i ritmi di produzione. La svolta arrivò nel 1966, quando la BMW rilevò per intero il marchio tedesco della Glas, dedito fino a quel momento a vetture di fascia bassa e media. Con l'acquisizione del marchio, la BMW si impossessò anche dello stabilimento Glas a Dingolfing, mentre la Glas stessa strinse un accordo con la BMW per proseguire la sua attività. La Glas avrebbe continuato a costruire autovetture ma con il marchio BMW. Insomma, la Glas sarebbe esistita solo come fornitore di scocche da equipaggiare con meccanica BMW. Ancor oggi, però, i modelli derivanti da tale accordo, pur avendo fatto parte del listino BMW, sono attribuiti alla Glas. Il primo modello nato nel periodo BMW-Glas fu la 1600 GT, una coupé di fascia medio-bassa venduta con marchio BMW e consistente in una riedizione delle precedenti Glas 1300 e 1700 GT, ma con motore BMW da 1.6 litri. I modelli BMW-Glas si rivelarono però un insuccesso commerciale e, dopo aver tentato invano anche nel settore delle auto di lusso con la Glas 3000 V8, il sodalizio fu spezzato: il marchio Glas fu cancellato e lo stabilimento di Dingolfing fu smantellato e ricostruito secondo le esigenze della BMW: oggigiorno è ancora attivo.Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, la BMW consolidò sempre più il suo ruolo di costruttore fino ad assumere rilevanza mondiale. Significativi di questo periodo sono modelli come la Serie 5 e la Serie 3. Dell'inizio degli anni Settanta è anche la nascita di due aziende legate da sempre alla BMW: la prima è la BMW Motorsport, divisione sportiva della Casa, a suo tempo dedita alla realizzazione di vetture da competizione su base stradale e in seguito (fino ai giorni nostri) famosa per aver curato la realizzazione di BMW stradali ad alte prestazioni. La seconda azienda nata in quel periodo è la Alpina, che in pratica è un marchio a se' specializzato nella produzione di BMW allestite in maniera più ricca e con motori più prestanti. Nel 1995 acquisì il gruppo Land Rover-Mg Rover, che gestì sino al 2000 quando scompose la casa automobilistica britannica vendendo Land Rover a Ford e Mg Rover al gruppo Phonix, trattenendo solo il marchio Mini.Sebbene molti reputino infelice l'acquisizione del marchio inglese da parte di BMW,occorre precisare che la casa bavarese acquisì conoscenze tecniche per lo sviluppo di vetture a trazione integrale (BMW X5 e X3), oltre alla piccola Mini. Dal 2003 è proprietaria del marchio Rolls Royce rilevato da Volkswagen. Nel 2006 inizia la collaborazione tra gruppo BMW e il gruppo PSA per lo sviluppo dei motori benzina che equipaggiano la Mini e diversi modelli della Peugeot. _________________________________________________________________________________ >>LOTUS<< La Lotus è una casa automobilistica britannica, con sede a Hethel (Inghilterra) famosa per le sue realizzazioni sportive ed estreme. Fu fondata nel 1952 da Colin Chapman, ingegnere tra i più illustri e influenti dell'automobilismo del dopoguerra. Nel suo famoso logo su sfondo giallo vi sono infatti le iniziali stilizzate del suo nome completo, Anthony Colin Bruce Chapman. Dopo la morte del suo fondatore e in seguito anche alle esposizioni finanziarie dovute all'accordo stipulato con la De Lorean Motor Company per la costruzione della DMC-12, nel 1986 l'azienda venne acquisita dalla General Motors. Nel 1993 a sua volta il colosso statunitense la cedette alla lussemburghese A.C.B.N. Holdings S.A., controllata dall'uomo d'affari italiano Romano Artioli, a quei tempi proprietario anche del marchio Bugatti. Il più recente passaggio di proprietà riguarda il 1996, anno in cui il controllo passò alla malese Proton. Oggi la Lotus costruisce auto sportive di prestigio famose per i contenuti tecnologici avanzati e le straordinarie doti stradali, che le rendono molto ambite dai cultori della guida sportiva. Nel 1958 la Lotus debuttò in Formula Uno e nel corso degli anni divenne uno dei Team più vittoriosi di sempre, riuscendo ad aggiudicarsi 79 Gran Premi e sette titoli mondiali. Nel 1965 una Lotus 38 pilotata da Jim Clark trionfa nella leggendaria 500 Miglia di Indianapolis: è la prima volta che una vettura a motore posteriore si impone sul catino dell'Indiana, e l'evento consacra definitivamente il marchio inglese nell'Olimpo dell'automobilismo mondiale, a soli 13 anni dalla sua fondazione. La sua attività si svolgeva anche nelle gare di Formula 2, che a quei tempi riscuoteva abbastanza successo ed era considerata una buona fucina di preparazione per piloti destinati alla serie maggiore. Saranno molti i piloti di Formula 1 che diventeranno famosi grazie ai successi con la scuderia britannica; tra questi Jim Clark che troverà la morte a bordo di una Lotus da Formula 2, Jochen Rindt che sarà il primo pilota a vincere il titolo di campione mondiale "alla memoria" dopo aver perso la vita in un incidente all'Autodromo Nazionale di Monza nel 1970, Emerson Fittipaldi, Mario Andretti e Ayrton Senna. La Lotus ha dato un grande contribuito all'evoluzione tecnica della Formula 1, introducendo molte e significative innovazioni che caratterizzano ancora oggi le monoposto da Gran Premio, tra cui il telaio monoscocca, i radiatori laterali e lo sfruttamento del fenomeno noto come "effetto suolo" (oggi drasticamente ridotto per imposizione dei regolamenti). Rivoluzionarie e vincenti, le Lotus da Gran Premio sono considerate tra le monoposto più significative in assoluto nella storia della Formula 1. Il Team Lotus fu innovativo anche nella gestione: sarà infatti Colin Chapman alla fine degli anni 60 a introdurre per primo le sponsorizzazioni di aziende esterne allo Sport (soprattutto i produttori di tabacco) sotto forma di scritte e colorazioni sulle vetture. Alla morte del fondatore, avvenuta per infarto nel 1982, seguì un lento declino e la Lotus uscì dalla scena della Formula 1 nel 1994 a causa di problemi finanziari.
Gli ultimi commenti di KECH:
Il miliardario Meshulam Riklis rivuole i regali dall'ex fidanzata
(0 punti) (0 commenti)ha pienamente ragione…considerando le cifre investite….. Fosse un trudy da 5 euro è un conto ma qua fra appartamento,auto etc………come cifra è ben più alta,…….
2 mesi e 1 settimana faIl Principe William passa una notte come un senzatetto tra i senzatetto
(0 punti) (0 commenti)che schifo che mi fa…..ipocrita… Se veramente voleva aiutare i senza tetto invece di farsi pubblicità in questo modo subdolo poteva prendere 1 o 2 milioni di euro del suo patrimonio e distibuirli ai barboni…..
2 mesi e 2 settimane faBuon Natale a voi e alle vostre famiglie da Deluxeblog
(0 punti) (0 commenti)Altrettanto a Voi e alle vostre famiglie
2 mesi e 3 settimane faVilla di lusso in Vietnam
(0 punti) (0 commenti)non mi attira la location…..
3 mesi e 2 settimane faIncidente per la Lamborghini Gallardo della Polizia
(-2 punti) (0 commenti)impediti…….. già una 159 è troppo,figurati una Lambo
3 mesi e 2 settimane faVilla di lusso in California
(0 punti) (0 commenti)diooooooooooo è meravigliosa…..ma che bella……..
4 mesi e 3 settimane faDartz Prombron Monaco Red Diamond Edition, un'auto di lusso molto speciale
(0 punti) (0 commenti)quoto 3 e 4…
4 mesi e 4 settimane faDartz Prombron Monaco Red Diamond Edition, un'auto di lusso molto speciale
(0 punti) (0 commenti)ma che schifo………………….troppo alcolizzati sti russi per fare un'auto seria…..già solo per fare un'auto piàù che altro…. E poi cosa cacchio è sta roba………..con rubini e oro?oddio……….
4 mesi e 4 settimane faVilla di lusso a Palm Beach
(0 punti) (0 commenti)mio dio è fantastica
5 mesi e 1 settimana faVedi tutti i commenti di KECH.
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Karl Rebeder rinuncia ai suoi 2,7 milioni di sterline per essere più felice
(0 punti) (0 commenti)dalli me allora….vedere i miei occhi luccicare ti renderà felice…
1 mese e 1 settimana fa