Ferrari 250 MM, auto da collezione cavallino rampante

A Maranello sono nate auto da sogno che hanno fatto impazzire il mondo, con un assortimento di proposte ricche e incantevoli.

Fra le auto da collezione del "cavallino rampante" merita un posto la Ferrari 250 MM del 1953. Questa vettura deriva dalla 250 S e viene sviluppata sfruttando al meglio le esperienze di collaudo acquisite nei primi anni di attività agonistica. Il suo stile sobrio e brioso, le farà conquistare le luci dei riflettori.

Nella leggera versione barchetta si renderà protagonista di prestazioni di alto rango, che le daranno accesso ai capitoli più belli della letteratura automobilistica. La 250 MM è spinta da un motore anteriore a 12 cilindri di 3 litri, che sviluppa 240 Cv a 7200 giri al minuto. La buona riserva energetica regala un comportamento esuberante, con elevati valori di propulsione agli alti regimi. E’ una vettura efficace, degna di fregiarsi del “cavallino rampante” di Baracca.

Dotata di un telaio tubolare a passo corto e di un impegnativo cambio a innesti frontali?, richiede una particolare perizia di guida. Solo nelle mani di chi percepisce le sue sfumature caratteriali riesce a donare il meglio di se. Viene realizzata in un certo assortimento di versioni, per soddisfare le diverse necessità funzionali e di mercato. Trentadue gli esemplari prodotti tra il 1953 e il 1954. Dalle officine di Maranello usciranno diciassette berlinette Pinin Farina, tredici barchette Vignale, uno spider Morelli e un coupè Vignale.

La base meccanica viene presentata al Salone di Parigi del 1952 e pone al meglio le premesse per le future 250, che avranno un peso rilevante nella storia della Casa emiliana, rappresentandone il cardine ideale. Il battesimo agonistico avviene al Giro di Sicilia, con Paolo Marzotto a guidare le danze fino alle porte di Enna. In virtù delle sue credenziali l’auto gode dell’ammirazione di illustri personaggi, come il regista Roberto Rossellini, che con essa prende addirittura parte alla Mille Miglia del 1953.

Nella maratona bresciana Giulio Cabianca conquista il nono posto assoluto, a conferma della bontà del lavoro compiuto dai tecnici del Commendatore. Notevole la performance alla Targa Florio, dove lo stesso driver giunge sesto alle tribune di Cerda. La 250 MM, condotta da Luigi Villoresi, arriva prima al Gran Premio di Monza, seguita al terzo posto dalla vettura gemella di Giuseppe Farina. Splendidi i successi conseguiti alla Coppa d’Oro delle Dolomiti e alla 10 Ore di Messina, con Paolo Marzotto e Luigi Castellotti al volante. La “rossa” di Maranello sfodera un comportamento nervoso, che la rende difficile da interpretare, ma una volta compresa elargisce un buon feeling di guida. E’ come una bella donna che, prima di concedersi, esige un lungo e paziente corteggiamento. Grazie alle sue doti dinamiche, l’azienda modenese trionferà nella prima edizione del Campionato Mondiale Sport.

Di questa perla meccanica il grande pubblico ricorda con affetto la versione vestita da Pinin Farina, che esordisce al Salone di Ginevra del 1953. Si tratta di una berlinetta, caratterizzata dall’ampia calandra ellittica frontale, dai montanti obliqui e dalle superfici che si alternano con la soave poesia delle rotondità. L’allestimento del maestro torinese guadagna un posto di riguardo nella storia del marchio Ferrari.

Foto | Extravaganzi.com

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