Mercedes alla Mille Miglia 2014 sfoggia le sue auto di lusso

La magia si ripete, con un ricco serpentone di auto da sogno, su strade dove si sono scritte pagine nobili dell’automobilismo.

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Tutto pronto per la Mille Miglia 2014, che andrà in scena dal 15 al 18 maggio, con la Mercedes in prima linea. La casa tedesca vuole ricordare con una forte presenza i successi storici nella leggendaria gara bresciana.

Ai nastri di partenza ci sarà un’affermata serie di esclusive oldtimer della “stella”. L’affascinante gara di regolarità, che rievoca i fasti della mitica sfida automobilistica, celebra un tributo a due successi che hanno caratterizzato i primi 120 anni di storia nel motorsport delle “frecce d’argento”.

Le vittorie di Rudolf Caracciola/ Wilhelm Sebastian al volante della Mercedes-Benz SSK (1931) e di Stirling Moss/ Denis Jenkinson sulla Mercedes-Benz 300 SLR (W 196 S, 1955) rappresentano, infatti, momenti gloriosi nella tradizione motoristica della casa di Stoccarda. Mercedes-Benz Classic mantiene vivo questo ricordo con impegno e costanza tramite la partecipazione a gare di regolarità.

Quest’anno il rally Mercedes-Benz Tribute to Mille Miglia consente per la prima volta la partecipazione anche ad altre oldtimer non presenti sulla griglia di partenza ufficiale. In collaborazione con il Museo Mille Miglia di Brescia, inoltre, Mercedes-Benz presenta le opere di Hans Liska, noto disegnatore di stampe e pubblicità.

La rievocazione della Mille Miglia richiama alla mente felici emozioni. Ancora oggi gli appassionati di tutto il mondo subiscono l'incanto della manifestazione che, in forma diversa, continua una tradizione che ha scritto alcune delle pagine più belle dell'automobilismo sportivo. Impossibile narrare le gesta eroiche che hanno decretato il successo della sfida: il rischio sarebbe quello di dimenticarne alcuni, facendo torto a tanti altri.

La Mille Miglia è stata una corsa di lunga distanza, disputata su strade aperte al traffico per quattro volte, dal 1927 al 1957 (13 edizioni prima della seconda guerra mondiale e 11 dopo il 1947). Poi la fine della parentesi agonistica, per l'incidente che costò la vita al pilota spagnolo Alfonso de Portago, al suo navigatore e a nove spettatori. Il nome racconta lo sviluppo lineare del percorso, da Brescia a Roma e ritorno, secondo un'unità di misura che non fa parte del Sistema Internazionale.

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