Arthur Winning: whisky cask strenght con Mac Arthur al Milano Whisky Festival

Arthur Winning al Milano Whisky Festival

Raccontaci dei tuo inizi nel mondo del whisky.
Ho iniziato nel 1982, all'inizio era solo un hobby, mi sembrava una buona idea: in quel periodo molti buoni whisky erano destinati solo alla miscelazione, non uscivano sul mercato come bottiglie single malt, così presi la decisione di selezionarne alcuni e imbottigliarli. Per farne qualcosa di diverso, pensai di imbottigliarli cask strenght, direttamente dal barile come whisky naturale senza filtraggio a freddo, senza colorazione: ovviamente si parla di gradazioni alte, tra il cinquanta e il sessanta per cento di volume. Ora è normale avere single barrel anche dalle distillerie più grandi.

E il mercato come ricevette il tuo prodotto?
Fu una cosa molto lenta all'inizio, era un concetto nuovo e la gente non sapeva bene come bere il cask strenght, erano spiazzati da una graduazione così alta rispetto ai normali quaranta/quarantatre. Ora l'idea è molto più normale di una volta. Il bello è che con il cask strenght non togli nulla al whisky, e non aggiungi nemmeno nulla al prodotto naturale: questo porta ad un gusto molto differente.

Son molto curioso del ruolo di un imbottigliatore indipendente. Conosce tutte le riserve conservate dalle distillerie? Si tratta di informazioni disponibili in qualche modo all'esterno della distilleria?
Non è proprio così, per prima cosa è una quesione di disponibilità, di cosa si può avere sul mercato in un certo momento, e per questo servono certamente dei buoni broker e contatti solidi.

Quante selezioni producete in un anno e quale è la tiratura di ciascuna?
Dipende da quanto veloce vanno le vendite: se non si vende, non si imbottiglia. Diciamo che si producono otto o nove uscite all'anno, con un catalogo di una trentina di whisky. Là quantità di bottiglie per ogni uscita dipende anche dall'invecchiamento, perchè si perde liquore ogni anno, è la cosidetta quota degli angeli, ossia un due per cento di evaporazione. Diciamo che si va dalle duecento alle quattrocento bottiglie. Comperiamo il barile in distilleria, e quando ci serve lo si porta dall'imbottigliatore.

I nostri lettori amano l'alto di gamma e i prodotti di lusso. Il whisky è di per sè qualcosa di pregiato.
Lo spettro in effetti è molto ampio, da whisky molto economici come i blend di tre anni fino a blend costosi come quelli di Johnny Walker e poi single malt commerciali per finire con isingle cask, la nicchia che copriamo noi con bottiglie single cask e prevalentemente cask strenght. La nostra qualità è sempre molto alta, perchè le bottiglie commerciali contengono il whisky di numerosi barili diversi, i dettagli del gusto si mescolano.

Giri in tutta la Scozia oppure hai zone che preferisci come gusto, che danno poi un carattere particolare al tuo whisky James Mac Arthur?
Tutta la Scozia produce whisky, ormai molto poco nelle Lowloands, moltissimo nello Speyside e anche nelle Highlands, poi ovviamente ci sono le isole. Sono tutti gusti differenti e molto personali, penso sia predominante il gusto delle isole, Ardbeg e Laphroaig, alla gente piace il sapore affumicato e torbato. Ma c'è un pò il rischio che si crei confusione: se non bevi Speyside, rischi di perderti una grande varietà di ottimi whisky, whisky molto più delicati.

L'informazione sul web è sovrabbondante per l'appassionato di whisky, ma spesso dipende dal potere di marketing delle case più grosse e questo rappresenta un problema per l'appassionato che vuole scegliere una bottiglia con una storia ricca ma meno diffusa sul mercato.
Sì, la pubblicità ha un ruolo importante. Io consiglio sempre di partire dallo Speyside scegliendo buone ditillerie (questo ovviamente dal mio punto di vista dell'imbottigliamento single cask).

Che nomi di distillerie faresti?
Ce ne sono molte di ottime, forse non è delicato fare nomi in particolare. se ti piace il whisky delle Highland, Clynelish è un ottimo whisky dalla costa Nord Est della Scozia, Longmorn che è un whisky eccellente delo Speyside. Altri sono meno noti come lo Allt A'Bhainne dello Speyside, che di solito viene portato sul mercato solo da imbottigliatori indipendenti. C'è uno spettro enorme di whisky tra i quali scegliere, bisogna provarli per capire quanto siano interessanti alla degustazione.

Cosa significa lusso per un imbottigliatore indipendente?
E' il costante affinamento del gusto: quello che per te diventa una qualità normale, in verità corrisponde alle vette qualitative del mercato. Hai a che fare con whisky eccezionali, ed è un'esperienza completamente diversa rispetto al whisky normale: questo non vuol dire che non esistano eccellenti whisky commerciali, quanto invece che si tratta di un'area differente dove il numero di bottiglie prodotte è basso - è un insieme di fattori che crea un'esperienza di lusso.

Quale è la tua situazione ideale per un whisky?
Non ne ho una, è solo qualcosa che viene dopo una buona cena, un ottimo digestivo, qualcosa di estremamente piacevole. Spesso vicino ad un camino acceso, degusti un whisky, ti prendi il tuo tempo: un buon whisky di malto non è uno sprint, è una maratona in cui devi dargli tempo di aprirsi per poterlo apprezzare, in particolare il cask strenght con un goccio d'acqua per arricchire il naso e il palato.

La bottiglia che desideri avere?
Ci sono tanti ottimi whisky. È una scelta difficile, questa sera vorrei bere... dipende da cosa c'è disponibile al momento... Glen Garioch di diciannove anni finito in botti di sherry, Caol Ila in botti di bourbon, un whisky eccellente, ho un nuovo Allt A'Bhainne di diciassette anni in botti di sherry, superbo, assolutamente da innamorarsi.

Quello che hai gustato più di tutti?
Un Longmorne di quattordici anni in botti di sherry, molto facile da bere, superbo. E temo proprio sia finito.

L'intervista si conclude ridendo del paragone tra donne e whisky, Arthur dissente da Filippo e spegniamo il registratore per iniziare la degustazione.

Arthur ci spiega qualcosa dei suoi whisky e ci racconta particolari interessanti sulla storia del single malt imbottigliato cask strenght. Poi ci parla della finitura in botti particolari, spiegando che i suoi Mac Arthur non impiegano mai questa tecnica che ormai è quasi un trucco di marketing e che rimane una sperimentazione interessante ma senza risultati certi: il gusto finale può guadagnare ricchezza ma si può anche perdere e confondere. Inizialmente la scelta del barile era dovuta solamente a quanto disponibile sul mercato e al prezzo, tutta la finitura in botti particolari iniziò per puro caso e poi diventò una tecnica affermata di trattamento.

Abbiamo degustato cinque Mac Arthur tra i quali le due bottiglie create per il Milano Whisky Festival. Tutti sono in vendita sul web italiano da Whiskyshop.

Glen Spey - 12 yo al 43%, sottovalutato e non molto facile da trovare, leggero e sofisticato. Mi ha ricordato inizialmente una grappa, per poi presentarsi dapprima con nocciola e poi con una delicata pera. Nel bicchiere restano miele e resine di mandorla.

Linkwood in botti di sherry - 10 yo al 40%, sottofondo di toffee, poi quasi di liquerizia per finire con un gusto tondo e di morbido cuoio. Non è stato il mio preferito.

Bowmorne - 10 yo al 43%, mattatore delle nostre papille desiderose di estate. Fresco ed decisamente adatto come aperitivo, si presenta salato e di mare per poi pulirsi e presentare un finale di sambuco e legno. Decisamente da acquistare al Festival. Carattere più estroverso degli altri, forse meno aristocratico, ma impareggiabile anche al pasto con pesce e frutti di mare.

Caol Ila ci ha presentato due bottiglie di quattordici anni dallo stesso barile, la prima a 45% sciropposa alla vista e la seconda a 58,4%. Io ho preferito questa seconda, molto ricca ma non esuberante, con legno e fumo leggeri, ricordi di pesce e burro salato molto gentile. Una chiusura della degustazione elegante e impegnativa.

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