Bill Gates e Warren Buffett andranno in India per la campagna "Giving Pledge"

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Bill Gates e Warren Buffett confermano la volontà di recarsi in India per cercare di stimolare i paperoni locali nelle attività filantropiche. I due miliardari americani, che occupano il secondo e terzo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, credono che nel Paese dei Maharaja ci sia un potenziale enorme sul piano dell'altruismo, da mettere ovviamente a frutto.

L'obiettivo del fondatore di Microsoft e del re dei finanzieri è quello di diffondere il coinvolgimento nella campagna "Giving Pledge", condotta per sollecitare chi naviga nell'oro a donare metà della propria ricchezza in beneficenza, possibilmente durante la vita. La promessa è un impegno morale, non un contratto legale.

Tra quanti nel mondo vi hanno già aderito, ci sono anche Michael Bloomberg, Larry Ellison, Carl Icahn e Ted Turner. Nei mesi scorsi Gates e Buffett sono stati in Cina per illustrare il loro esempio, cercando di trovare dei "seguagi". Il consenso fu tiepido in quella circostanza, ma qualche miliardario cinese ha sposato il progetto. Ora si spera che anche in India si muova qualcosa.

Al momento l'esempio più grande in quella sconfinata regione è quello di Azim Premji. Il miliardario di Wipro, attivo nel settore delle alte tecnologie, si è impegnato a dare 2 miliardi di dollari ai bisognosi. La sua iniziativa può spingere altri connazionali ad aprire il portafoglio, ma al momento i segnali sono deboli e non si registrano molti gesti dello stesso tipo fra gli altri paperoni del paese.

Ricordiamo che i 100 indiani più ricchi hanno un patrimonio netto pari al 25 per cento del PIL. La donazione di Premji è stata vista come un esempio, anche se stenta a far decollare una tendenza. Mentre la cultura filantropica è molto diffusa in paesi come gli Stati Uniti, risulta meno sentita nelle nazioni in forte sviluppo come l'India, dove pesa anche il sospetto che le reti di beneficenza siano gestite in modo poco professionale.

Il potenziale caritativo è però enorme, per il ritmo imperioso della crescita. Nel solo 2010 il boom economico ha coniato 17 nuovi miliardari, portando la cifa nazionale a 69. Due indiani, Lakshmi Mittal e Mukesh Ambani, figurano tra i primi cinque nella lista Forbes sugli individui più ricchi del mondo, ma le donazioni non tengono il passo, anche perché il ciclo di accumulo è relativamente recente, quindi occorre che la cultura del donarsi guadagni il suo spazio.

Via | Hindustantimes.com

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