Privacy, diventerà un lusso nel futuro?

L’epoca contemporanea ha portato molte innovazioni tecnologiche, che hanno reso più agevole la nostra vita in molti ambiti, ma con implicazioni negative sul fronte della privacy.

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Gli esperti dicono che la privacy sarà presto un lusso. Pew Research Center ha pubblicato un sondaggio di autorevoli personalità che prevedono una riduzione ai minimi termini della riservatezza online entro il 2025. In realtà, a mio avviso, già oggi siamo abbondantemente monitorati, ma la situazione potrebbe diventare anche peggiore, rendendo le nostre vite come dei film che altri potranno osservare, secondo scopi diversi.

Avere una sfera di intimità, quindi, sarà un vero lusso per gli anni a venire. Nell’ambito del suo Internet Project, il Pew Research Center ha interpellato più di 2000 analisti ed esperti di tecnologia, per stilare un rapporto sul trend della privacy su internet. I risultati sono scoraggianti agli occhi di chi non vuole mettersi in vetrina.

Per la gente, rendere pubblici gli aspetti della propria vita quotidiana potrebbe diventare un fatto normale, senza reazioni particolari. Quasi come se ci fosse una generale rassegnazione a diventare schiavi della tecnologia e di chi la domina. Io preferisco prospettive diverse, pur amando tante concessioni della modernità.

Il direttore del progetto, Lee Rainie, si esprime in questi termini:

Le persone stanno cominciando ad accettare la prospettiva di diventare molto più trasparenti, concedendo dosi maggiori della loro riservatezza a questo mondo pubblico.

Il rischio è che la privacy, già oggi ampiamente compromessa, finisca quasi del tutto. Ecco allora che tutelarla e salvaguardarla sarà un lusso nel futuro, a disposizione di quelle persone che potranno pagare servizi di schermatura. Ci saranno quelli in grado di spendere le somme per preservare dosi più alte della loro privacy e quelli costretti a digerire il classico rospo.

Quali saranno i sistemi di protezione per chi se la passa meno bene? Ci saranno delle alternative? Io spero proprio di sì, perché l’idea di un mondo dove tutti si venga filtrati e manovrati persino nel tempo libero e nelle scelte di pensiero è una cosa che mi fa rabbrividire.

Via | Deseretnews.com

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