Bill Gates: il nerd che vuole salvare un milione di vite l'anno


Il Daily Mail ha pubblicato una intervista esclusiva con Bill Gates, in vista di una conferenza inglese per la sua GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunisation). L'evento segna il culmine di una campagna di fundraising coronata dal successo: 3.7 miliardi di dollari utili a vaccinare 243 milioni di persone nei paesi più poveri del mondo. Come saprete tutti, Gates ha lasciato da tempo la guida della sua Microsoft per dedicarsi all'attività di filantropo insieme alla moglie. I numeri della sua attività sono da par suo e fanno onore al secondo uomo più ricco del mondo: quattro milioni di vite salvate in quattro anni, questo l'obiettivo. A fondo post, il video di un suo intervento in tema alla conferenza TED del 2009.

L'intervista è interessante: si parla dell'educazione dei figli e Gates spiega di non voler lasciar loro un'eredità superiore ai 10 milioni di dollari ciascuno - un'inezia per un patrimonio come il suo, anche valutato ad oggi quando una metà è stata devoluta a scopo di beneficenza. Quindi ragazzi normali, una sola Porsche in garage e un minivan per le uscite tutti insieme. Come quella della scorsa settimana per andare a vedere gli U2 a Seattle. Il giornalista chiede: siete grandi amici di Bono (insieme sulla copertina di Time nel 2005), vi ha portato nei camerini? No, risponde Gates, però era ospite a casa da noi. Già...

Straordinario l'impegno di Gates con la Fondazione che dirige: tra le altre cose ha aiutato il giovane Zuckerberg a gestire il proprio patrimonio. Il fondatore di Facebook ha sentito presto il richiamo della filantropia, e lo zio Bill gli ha messo a disposizione la struttura di competenze della sua Bill & Melissa Gates Foundation, perchè potesse impegnare col massimo profitto le proprie donazioni a scopo benefico. Si dice quasi invidioso di Zuckerberg, che si è scoperto benefattore molto prima dei 40 anni richiesti a Gates per iniziare a spendere a fin di bene. Al cinese People Daily spiega dichiara:

"E' un grande cambiamento rispetto a quanto facevo prima, la maniera di misurare i risultati è cambiata. Non si guarda più al numero di copie vendute, ma al numero di vite salvate, al numero di bambini che non contraggono le malattie".

In chiusura, il giornalista gli domanda se non sia ormai un ricordo lontano quell'etichetta di geek che si trova appicicata addosso da sempre. Gates risponde più o meno così: se leggere volumi di 400 pagine sull'efficacia dei vaccini è da geek, allora sì, sono ancora un vero geek e sono fiero di esserlo!

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