Maserati: 50 anni di storia e automobili sportive


Intervistiamo Giorgio Manicardi, che in occasione di Maserati Experience, ci ha portato a conoscere la storica fabbrica del Tridente in centro a Modena (la galleria fotografica è uscita nei giorni scorsi e la vedete qui su Autoblog). La visita è stata molto interessante: fenomenale conoscere un brand con una forza immaginifica smisurata, che poi fisicamente sta in pochi capannoni dove tutto è molto tecnologico ma anche molto artigianale (per darvi un'idea di come si lavora, le vetture vengono prodotte esclusivamente su ordinazione).

Come è entrato in Maserati, che periodo era? Lei è uno dei depositari della memoria storica del Tridente.

Sono entrato nel 1966, passando vari reparti fino a diventare Responsabile Estero. Sono gli anni del padre padrone, del proprietario che conosceva tutti gli operai, che chiedeva come stavano i figli. Anni belli per come si ricordano oggi, molto più familiari, la dimensione era quella, era il prete che ti metteva nel posto di lavoro.

Il Commendator Orsi, che aveva rilevato l'Officina dai fratelli Maserati, non era però uomo di automobili.

E' vero, ma aveva l'intelligenza di affidarsi a persone che ne sapevano tanto. E' stato un capitano d'industria, più che lavorarci personalmente era un vero Presidente: differenza enorme per esempio con De Tomaso, che sapeva invece di meccanica, si interessava ed era coinvolto nella progettazione - un uomo molto capace ma anche una persona difficile. Nel 1968 con la vendita a Citroen, cambia tutto, diventiamo parte di una grande azienda.

La percezione della Maserati? Quanto è cambiata in quegli anni, anche con l'arrivo della Biturbo?

Sì cambiò molto, le Maserati erano vetture da 5 metri e 100 milioni, con la Biturbo nasce un modello più piccolo. Però ritengo che sia stato il modello giusto per quegli anni, anni di piombo in cui si voleva una vettura understatement, che non si notasse troppo. Era una piccola vettura, ma il due litri più potente al mondo, una due turbine quando non ce ne erano in giro, interni magnifici, pelle fiorentina e velluto Missoni, molto ricercata. La vettura del momento.

E oggi?

Siamo tornati alle grandi vetture, prestigiose. Dal 1997 il marchio è stato rilanciato completamente con l'entrata di Ferrari nel management.

Quindi possiamo dire che il DNA sportivo si è mantenuto, non è rimasto solo un grande nome del Made in Italy. Ci sono tecnologie che passano da un marchio all'altro.

Ritengo che una casa piccola debba aver dietro un grande gruppo per affrontare le sfide col mercato: piste, laboratori, know how. Oggi o hai la qualità oppure sei fuori.

Mi racconti la storia della Carrozzeria Campana: credo sia qualcosa che è andato perduto, un lusso e una lavorazione artigianale che val la pena ricordare, anche per capire cosa significa una Maserati d'epoca.

Onorio Campana, scomparso da poche settimane, era un grande battilamiera, era in grado di costruire la pelle di una vettura. Su di una gabbia di ferro, costruiva la macchina. C'era gente come Tom Meade, che costruiva praticamente le macchine su misura per il cliente - era anche un'epoca dove c'erano meno limiti per requisiti di sicurezza e simili. Gente come Campana, faceva la vettura come il cliente la voleva. E' qualcosa di più che un lusso, sono vetture che non possono nemmeno più circolare in strada, oggetti da tenere in salotto.

Lusso e personalizzazione, due caratteri di Maserati che ritroviamo nella storia del Blu Pertini. Ci parla di questo blu un po' virato al verde?

Beh, il Blu Pertini era un nome di lavorazione, poi rimasto in produzione ma con un nome diverso. La vettura era una Quattroporte, fatta per soddisfare i desideri del Presidente. Ci voleva un portapipa, tutti lo ricordano con la pipa... poi aveva un frigobar con portacoppe per le flutes in argento, un maniglione per alzarsi e sporgersi dal tettuccio apribile e farsi vedere alla gente. Una vettura speciale per un Presidente amatissimo, uomo di emozioni, che sapeva comunicare, non era un Presidente compassato e istituzionale. Era il 1984.

Sappiamo che Maserati ha in serbo entro fine anno qualcosa di speciale per i collezionisti italiani. Non si può dire ancora nulla di ufficiale?

Non ancora, manca poco, non voglio rovinarvi la suspence!

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