Champagne dell'Aube: tanti vini da non sottovalutare


L'Aube non è soltanto un dipartimento della celebre regione francese Champagne-Ardenne, ma è anche una zona ricchissima di vigneti, i quali ricoprono oltre 6000 ettari del suo territorio.

Rimasta per lungo tempo all'ombra della Marna, la principale zona di produzione dello champagne, l'Aube ha cominciato ad essere considerata un'area rinomata per il celebre vino soltanto dal 1927 in poi, pur non ottenendo mai riconoscimenti Gran Cru o Premier Cru.

Eppure si tratta di una regione (soprattutto nell'area di Côte des Bar) ricca di vigneti e di produzioni di qualità, alcune relativamente giovani, altre più datate e con una storia non indifferente alle spalle: Cedric Bouchard, Dosnon & Lepage, Drappier, Fleury, Jacques Lassaigne, Marie-Courtin, Jean Velut, Vouette & Sorbée, sono solo alcuni dei nomi di vini prodotti nell'Aube, da provare e gustare.

In ogni caso l'Aube è sempre stata la principale fornitrice di uva anche per le più rinomate zone a nord della regione; ora però i produttori hanno cercato e trovato la loro identità nella realizzazione di vini champagne di alta qualità, prendendo così le distanze dalle definizioni che li decretavano come area di serie b.

Al contrario, oggi i riflettori sono tutti puntati sull'Aube, su cui è caduta l'attenzione dei maggiori intenditori di champagne del mondo, grazie anche alla propaganda dei produttori, che prendendo spunto dalla Borgogna, sottolineano il prestigio della territorializzazione, piuttosto che quello legato al ruolo dello champagne nelle prestigiose feste di lusso.

Il terroir è importantissimo, dicono i viticoltori dell'Aube, e farne passare il sapore ottenuto con duro lavoro e dedizione, passando attraverso l'anima di una terra fortemente caratterizzata, è fondamentale: ecco perchè i vini dell'Aube stanno riscuotendo tanto successo, trasformando come sostiene Michel Drappier di Drappier, il produttore più conosciuto dell'Aube dal 1808, lo champagne da "singolare a plurale".

Senza per questo perdere il suo carattere di esclusività, nè tantomeno quello spirito che pretende la presenza dello champagne ogni volta che occorre festeggiare con stile. Soltanto che adesso le varietà di lusso tra cui sceglierlo sono ufficialmente aumentate.

Via | New York Times

  • shares
  • Mail