Pasqua 2015 a Cefalù: il lusso dell'arte e della bellezza

Ormai ci siamo: la festa più importante della cristianità è dietro l'angolo. Molta gente trascorrerà il periodo fuori casa, magari in Sicilia.

Pasqua 2015 a Cefalù: per chi può concedersi un simile privilegio, la Perla del Tirreno è una delle destinazioni più appetibili. Qui si respira il lusso dell'arte e della bellezza, in tutte le sfumature sensoriali. Non è un caso se rappresenta una delle stelle più brillanti di quella splendida galassia chiamata Sicilia. Scopriamone la storia e uno degli hotel più intriganti.

Cefalù

In questa località si ha la certezza di una presenza umana che risale a un’epoca remota, come testimoniano i graffiti di origine preistorica rinvenuti nelle grotte della Rocca. A un periodo pre-ellenico (V secolo a.C.) sono ascrivibili il tempio megalitico dedicato a Diana e la cinta muraria che abbraccia il promontorio.

Difficile attribuire una datazione sicura alla città, sulle cui origini gli studiosi non hanno trovato l’unanime consenso. Una delle ipotesi più accreditate è che Cefalù sia nata per mano dei Fenici, attratti dalla piacevole collocazione ambientale. La stessa poesia naturalistica rapisce ancora oggi quanti raggiungono la perla del Tirreno, incastonata in uno scenario da cartolina. Fare una passeggiata nelle sue strade consente di respirare le emozioni di culture diverse, grazie ai segni delle tante dominazioni che si sono alternate nel tempo. Il nome di battesimo deriva probabilmente dal termine Kefaloidon.

L’appellativo, dovuto alla forma a capo della rocca, venne dato nel IV secolo dai Greci, prima dell’avvento dei Siracusani, che conquistarono il sito nel 307, e dei Romani, che vi giunsero nel 254. Durante il periodo bizantino il nucleo abitato si spostò verso il rilievo, dove nacquero strutture di servizio e opere di fortificazione.

Poi venne il turno degli arabi, che acquisirono il controllo dell’area nell’857 e la battezzarono Gafludi. La loro fase storica, pur nella sua estensione temporale, non gode di sufficiente materiale illustrativo. Ciò impedisce un focus preciso e puntuale, che aiuti a dipingerne i dettagli. Dopo prese avvio il ciclo normanno, le cui origini risalgono alla conquista da parte del conte o re Ruggero, avvenuta nel 1063. “Ruggero II, re di Sicilia, la riedifica sulle rive del mare dopo il 1131”. Per Cefalù ebbe avvio di un periodo di grande splendore culturale e architettonico, ben testimoniato dalla Cattedrale, nata con l’intento di farne il mausoleo personale del re Normanno.

Nella struttura architettonica di questo gioiello monumentale si legge il miscuglio di influssi arabi, bizantini e gotico-latini che ne esaltano la bellezza, rendendo ancora più intrigante la presenza scenica. La sua edificazione fu assai complessa, con continui aggiornamenti in corso d’opera. Al suo interno spiccano i mosaici dell’abside (1148), la croce lignea di Guglielmo da Pesaro (XV secolo), gli stucchi barocchi di Scipione Li Volsi (1650), le pitture di Antonello Gagini e Ignazio Bongiovanni. La collocazione alla base della rocca è una gradevole sorpresa per i turisti.

Quanti raggiungono la piazza antistante vengono rapiti dal bombardamento di emozioni che la perla architettonica regala ai fortunati osservatori, estasiati dal suo splendore, denso di stile e spiritualità. Il corpo centrale è affiancato da due torri con apice diverso. Anche questo è un segno delle molte etnie che si sono alternate alla guida della cittadina. Una tendenza che si è ripetuta anche negli anni successivi. Di epoca normanna sono pure il lavatoio, l’Osterio Magno, la chiesa di San Giorgio e il chiostro della Cattaedrale. Quest’ultimo è stato portato all’antico splendore e, dal 2007, è fruibile dai visitatori, che possono ammirarne le colonne binate con capitelli figurati di aulica fattura.

Al 1348 risale il dominio dei Chiramonte, poi rimpiazzati dai Ventimiglia, conti di Geraci Siculo, il cui controllo venne acquisito con l’investimento di mille fiorini. Durante il loro dominio Cefalù conobbe una fase di evoluzione urbanistica. Nello stesso secolo passò nelle mani del Vescovo Sarzana? Che la ricomprò, ma è l’avvio di una fase che nonostante le buone intenzioni non fu particolarmente prolifica. I nuovi dominatori spagnoli non riversarono molte attenzioni su Cefalù e più in senso lato sulla Sicilia. Una visibilità più elevata venne recuperata nel XVIII secolo, quando la città riuscì ad accogliere il General Parlamento (nel 1774).

Dopo l’Unità d’Italia Cefalù torna a recuperare quel fermento culturale e artistico che le era appartenuto nelle epoche più felici. Il merito di questo rinnovato dinamismo è di Enrico Piraino di Mandralisca al quale si devono, fra l’altro, la nascita del liceo e del museo che portano il suo nome. Nella pinacoteca campeggia in bella vista il “Ritratto d’Uomo” di Antonello da Messina. Tra gli edifici di culto di Cefalù meritano di essere menzionati le chiese di San Giorgio, dell’Annunziata, della Madonna della Catena e di San Sebastiano o del Purgatorio, che si raggiunge attraversando l’arteria più nobile del nucleo storico. La sua splendida facciata fu completata nel 1668. Di grande interesse il palazzo vescovile, con l’annesso seminario. Ottima l’immagine del Teatro Comunale, di proprietà dei baroni di Bordonaro, la cui storia travagliata dovrebbe essersi conclusa con i recenti lavori di restauro.

Cefalù Sea Palace

Il Cefalù Sea Palace è un hotel nato da un grande progetto architettonico sul lungomare della cittadina normanna, nota come Perla del Tirreno. Dalle ampie vetrate e dai terrazzi si gode di una memorabile vista sul mare e sul centro abitato, con la Cattedrale e la Rocca in posizione preminente.

Difficile narrare le emozioni offerte da questo colpo d'occhio, che ha stregato autorevoli personaggi. Dalle camere dell'albergo si respirà la magia della celebre località in provincia di Palermo, che rappresenta una tappa obbligata per il turismo in Sicilia.

Lo scenario godibile viene anticipato dalla strepitosa panoramica della hall, impreziosita da superbi lampadari di cristallo che illuminano la scala elicoidale. Ogni ambiente esprime una personalità maestosa, che non fa difetto neppure al centro benessere. Anche il ristorante è un gioiello, con una cucina di alto livello, curata da un bravissimo chef.

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Foto | Cefaluseapalace.it

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