Addio Sardegna?

octopusEcco fioccare le prime disdette ed i primi addii alla Sardegna, dovuti alla tanto discussa tassa sul lusso del Governatore Soru.

Il primo ad andarsene pare sia stato Paul Allen: una questione di principio, più che di portafoglio, per il socio di Bill Gates nonchè terzo uomo più ricco d'America. Il suo Octopus, 127 metri per 60 membri di equipaggio, troverà sicuramente mari e isole altrettanto belle ed accoglienti.

Da qui il timore degli imprenditori locali che migliaia di diportisti facciano altrettanto. La conferma conferma da Santa Teresa dove ha fatto scalpore la disdetta di 26 imbarcazioni francesi che erano attese a giorni nel porto della località gallurese. I porti esteri ed italiani, hanno infatti "annusato" l'aria e si stanno attrezzando per accogliere gli "esuli" dalla Sardegna.


Secondo quanto riportato da Il Giornale, a levare uno dei tanti gridi di protesta è Anton Albertoni, presidente l'Unione dei cantieri e delle industrie nautiche e affini, che giudica l'iniziativa di Soru «un danno per l'economia turistica sarda e italiana a fronte di benefici che appaiono davvero limitati».

Lo stesso Albertoni fa luce sul possibile gettito: «anche se per assurdo ancorassero in Sardegna tutte le imbarcazioni iscritte nei registri navali italiani, il gettito dell'imposta si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro dai quali, peraltro, si dovrebbero detrarre i costi di gestione come i controlli e la riscossione». Proprio per questo motivo era stata abolita la vecchia tassa di stazionamento: il gettito era inferiore ai costi per l'incasso.

Ugo Cappellacci, assessore alla Programmazione e finanze del Comune di Cagliari, fa notare una strana coincidenza: «questa imposta la devono pagare le persone fisiche e le società non quotate in Borsa, mentre ne sono esentate quelle presenti nel listino di Piazza Affari».

C'è che anche chi non ci stà e passa al "contrattacco", come ha fatto il primo cittadino di Castelsardo: «Io aumento le tasse per i sardi, mentre le diminuisco per i non residenti, e studiando anche il modo per rimborsargliele».

E mentre le associazioni dei consumatori promettono filo da torcere contro l'ennesimo balzello, non ci resta che osservare gli imprenditori esteri sprizzare gioia da ogni poro: in un mercato spietato come quello del turismo la tassa sarda sul lusso è vista proprio come un regalo inaspettato.

Via | IlGiornale.it

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