Avo Session: i piaceri della vita secondo Avo Uvezian

Avo session Basel 2011

Siamo stati felici ospiti a Basilea di Avo Session, il festival di musica sponsorizzato da Avo Uvezian con il suo famoso marchio di sigari. Abbiamo ascoltato sul palco due famosi gruppi funk/disco: prima Chic con Nile Rodgers e poi Earth, Wind & Fire - una serata molto piacevole, resa straordinaria dal pubblico sul palco per il finale, con Avo che ballava felice abbracciato ai musicisti. Lui non richiede presentazioni: compositore e pianista, ha scritto la melodia di Strangers in the night, e da una trentina di anni firma sigari che oggi fanno parte del portfolio di Davidoff. Avo, un signore impeccabile e dai modi estremamente piacevoli, è stato così gentile da dedicarci una decina di minuti per qualche domanda sulla sua vita straordinaria di cosmopolita del buon vivere. Nella prima delle foto lo vedete con i brand manager per Italia ed Sud Europa, Enrico della Pietà e Giovanni Samperi.

Avo Uvezian
Avo Uvezian
Avo Uvezian
Avo Uvezian

Perchè hai scelto il Diademas Fino per il sigaro commemorativo del tuo ottantacinquesimo compleanno?

E' una forma ottima. Ogni edizione limitata sfrutta una forma diversa dalle precedenti, mantenendo sempre una nota di famiglia nel bilanciamento tra aroma e forza. Se mescoli lo stesso tabacco in un Robusto, un Toro o un Torpedo otterrai una fumata differente: la forma ha un effetto, l'esperienza cambia, anche in dipendenza della lunghezza perchè questa agisce come un filtro.

Hai regalato all'umanità melodie immortali e fumate preziose: quale è il legame tra musica e fumo lento? Quanto si può dire all'inglese Beauty is in the eye of the beholder, ossia che la bellezza sta nel saper guardare con gli occhi giusti al mondo che ci circonda?

Anche oggi che ho 85 anni, vado in fabbrica quasi ogni mese perchè il mio prodotto è per me orgoglio e passione. La musica e i sigari esprimono sempre le mie emozioni. Quando fumo il sigaro, sento qualcosa, e così anche quando suono il piano. Per me è uno stile di vita. Il sigaro ti dona la pace, e così anche la musica: uno è la torta e l'altro la ciliegina sulla torta.

Cosa ascolti, chi sono i tuoi artisti preferiti?

Ascolto un po' tutti i generi, mi piace molto il buon jazz di una volta, Billie Holliday ad esempio. Un buon piano come Keith Jarrett o Teddy Wilson, mio insegnante alla Juilliard. Ascolto molto Tango, lo amo moltissimo, è un'espressione intima dell'Argentina: Carlos Gardel e il mio grande amico Fernando Solera.

Sì, lavorerò ad un disco di tango. Ho 85 anni e mando spesso Gmail su in cielo perchè mi diano il tempo di registrare un disco di tango e magari scrivere un libro sulla mia vita. Ci vuole tempo, ma ce la farò.

Come è stato il momento in cui ti sei reso conto che una passione personale era diventata un business, con una responsabilità particolare verso la soddisfazione dei tuoi clienti?

Quando ho iniziato a fare sigari, suonavo il pianoforte in un resort a Porto Rico. Un amico svizzero, che poi fu padrino al battesimo di mia figlia a Ginevra, quasi trent'anni fa, mi chiese perchè non iniziare a produrre i miei sigari. Così iniziai a viaggiare in cerca del produttore giusto per creare i miei sigari: fui così fortunato da incontrare Hendrik Kelner, che ancora oggi dirige la fabbrica per Davidoff. Era una piccola fabbrica con ottanta persone al lavoro, oggi sono milleottocento. All'inizio non avevo una struttura per la vendita: mettevo una scatola sopra al piano e vendevo i sigari da lì, mentre suonavo. Gli ospiti del resort, piano piano, iniziarono a chiedermi di spedir loro i miei sigari in tutto il mondo. Il primo ordine fu di 5000 sigari, ma alla fine del primo anno avevo venduto 20000 sigari dal pianoforte, quasi tre volte lo stipendio che percepivo per suonare. Son stato così fortunato da spedire dei campioni a Davidoff e loro mi hanno aiutato con la propria struttura organizzativa. Oggi, quasi 25 anni dopo, sono molto contento del rapporto che esiste tra noi e di essere qui a Basilea per Avo Session.

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