Perchè i miliardari fanno beneficenza?

John Caudwell

Parliamo spesso di paperoni, miliardari , milionari e vip che stupiscono per l'entità delle loro donazioni in beneficenza. Sostengono attività diverse, puramente filantropiche, di studio, di ricerca o anche politiche. Ma quali sono le vere ragioni che spingono una persona molto ricca a donare parte del suo patrimonio per cause a lei estranee?

Sul Wall Street Journal sono elencate alcune motivazioni, più o meno condivisibili e più o meno reali in effetti: c'è chi lo fa per vanità, chi per senso di colpa, chi per le agevolazioni fiscali e chi per delirio di onnipotenza, convinto che il successo negli affari possa paragonarsi a una spiccata capacità nel salvare il mondo.

Ma sul Guardian il miliardario inglese John Caudwell ha dato la spiegazione forse migliore: definita come "legacy", eredità, lascito, si tratta delle tracce che la beneficenza lascia sull'anima, di chi la fa e di chi la riceve.

Caudwell ha sostenuto infatti di essere molto soddisfatto per il successo dei suoi affari, per i posti di lavoro che è riuscito a creare, per le tasse con cui ha sostenuto Paese; ma secondo il miliardario non si tratta di motivazioni sufficienti per sentirsi bene con se stessi: dopo aver cominciato ad aiutare persone con serie difficoltà di salute, Caudwell infatti ha provato sensazioni completamente diverse.

Questo dunque sarebbe il senso vero della filantropia da parte dei ricchi, secondo il miliardario britannico, che sta portando avanti una sorta di "campagna" per sensibilizzare le persone ricche come lui a impegnarsi in beneficenza; saranno queste le stesse motivazioni che spingono Bill Gates e Warren Buffett a credere nel progetto Giving Pledge?

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