I grandi dello champagne: intervista con monsieur Clovis Taittinger


Quando si parla di Champagne un nome che viene subito in mente è Taittinger, e mentre si avvicina la cena in giardino all'hotel Four Seasons di Milano (evento altamente esclusivo in smoking per i signori e abito lungo per le signore), che vedrà un menu a lume di candela pensato dallo chef Sergio Mei e che prevede uno champagne Taittinger sempre diverso a seconda della portata, vi diamo un'assaggio dell'atmosfera raffinata che suscita questo brand con la suggestiva intervista al patron della Maison de Reims, Clovis Taittinger, ecco le sue perle di saggezza:

D - Che cosa significa essere un Taittinger, queli sono i suoi ricordi di famiglia?
R - Nessuno. Il fatto di chiamarsi Taittinger rappresenta più un dovere che un diritto. Forse una volta, quando sono andato con mio nonno sulla tomba di suo fratello Michel Taittinger (morto per la Francia nel 1940) ho sentito un'emozione particolare: il sentimento della storia, del dovere, della via da seguire.

D - Come si degusta lo Champagne quando si fa parte di una lunga tradizione come la sua e la si respira fin dall'infanzia?
R - Bere Champagne è sempre qualcosa di nuovo, anche per noi lo si beve nelle occasioni speciali e ogni volta è sempre una gioia, un momento speciale. Per me è importante guadare le cose con "candore", trovare freschezza nelle abitudini e nella maniera di amare la vita... Se si fa tutto per abitudine non ci sono più i sentimenti, non c'è più il gusto per le persone e le cose. Nella vita è importante rimanere sempre un "bambino", essere curioso.

D - A quando risalgono le prime bottiglie vintage di Taittinger?
R - Più che dello Champagne vintage, mi ricordo delle persone con cui l’ho bevuto. Ma non sono un fan dei ricordi, mi piace di piu il tempo presente, questo che viviamo.

D - Che cosa nota come primo elemento all'assaggio di una bottiglia?
R - La finezza delle bollicine, il colore del vino, gli aromi e l’olfatto.

D - Quanto è importante vivere nella regione dello Champagne? Quali sono i tratti distintivi di questi luoghi?
R - E' molto importante di conoscere bene la storia, la geografia e la gente della regione in cui si vive. Per me è molto emozionante che sulla terra della terribile prima guerra mondiale, produciamo il vino della felicità, del amore. La vita è dura pero è la vita. Dobbiamo credere, dobbiamo lavorare e sperare nel futuro più azzurro…

D - Ci dica qualcosa riguardo agli stili dello Champagne: com'è cambianto lungo gli anni e qual è la situazione sul mercato attuale? Secondo lei, c'è ancora spazio per l'innovazione?
R - E' difficile essere preciso perche ogni maison ha la sua identità, il suo stile e non rappresenta tutto lo Champagne. Però, senza dubbi, posso dire che questa regione ha fatto progressi enormi nella maniera di fare lo Champagne rispetto all’ecologia e alla tecnica agricola e penso che continuerà così nel futuro. A livello economico, la vendita di Champagne è al suo top e penso che ci sarà una nuova era di crescita nel futuro. E’ difficile parlare di innovazione nella sua fabbricazione perchè il metodo e sempre lo stesso; ci sono nuovi strumenti, ma la tecnica resta uguale.

D - Parliamo dei primi tempi, quando Francois Taittinger cambiò molte cose...
R - Francois era giovane, 18 anni, e non ha cambiato lo stile di Taittinger; ha immaginato, creato, costruito tutto con il suo fratello Jean durante i primi tempi. C’e sempre spazio per creare e migliorare le cose.

D - Una volta lei disse: "Taittinger è una compagnia di vignaioli..." Ci dice qualcosa di più su questo carattere della vostra famiglia?
R - Noi abbiamo oggi il terzo vigneto della regione Champagne. Con più o meno 300 ettari di vigneti, possiamo dire che siamo vignaioli. Grandi vignaioli che hanno creato una marca mondiale. Abbiamo guardato la cultura dell’arte, siamo rimasti artigiani con il nostro nome e con la nostra firma su tutte le bottiglie. E’ una garanzia di autenticità.

D - Come si compra un Taittinger? Che consiglio ci da'?
R - Penso che chi compra Taittinger è semplicemente pronto per farlo. Poi le nostre bottiglie sono speciali perchè stanno a lungo nella cantina, il tempo dona loro la finezza e l’eleganza. E il vero lusso.

D - Una volta lei ha detto a Sandra Longinotti: "Lo Champagne da' il meglio con il caviale svedese o con la mozzarella di bufala." Cosa ci dice di questo?
R -Sono un fan di Lojrom e della mozzarella di bufala. Io bevo lo Champagne secondo il mio gusto e il mio instinto. E lo bevo sempre con una persona, sono romantico...

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