Quando lusso fa rima con stravaganza




Alcuni collezionisti "jap" devono essersi messi evidentemente d'accordo sul desiderio di "fare la differenza". Del resto, se già "lusso" significa distinzione, è chiaro che, all'interno di questo microcosmo, la febbrile esigenza di porsi un gradino sopra gli altri assume un'importanza, per certuni, ancora più cruciali. Fino, tuttavia, a raggiungere esiti non troppo felici. E' il caso di queste "povere" rosse, condannate a portare per sempre (d'altronde così sono nate e così debbono restare, pena la perdita dell'originalità) un colore francamente disonorevole.


A cominciare dall'Argento (pessima tinta!) per una straordinaria F40 GTE e per una Enzo, continuando con un disgustoso bianco per una F50. Si salva, tuttoso mmato, il nero su un'altra F40. Ma la domanda è: vale la pena fare tutto ciò? E' veramente banale una Ferrari rossa? O la ricerca dell'originalità ha finito per creare mostri?









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