Michael Caine a Cefalù con uno yacht di lusso

La mitica località siciliana, il cui Duomo è entrato recentemente nel patrimonio mondiale dell'Unesco, suscita un interesse planetario, anche fra i divi.

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Cefalù è una meta di immenso fascino, che richiama tanti nomi importanti: quello di Michael Caine è il più recente della serie. Il celebre attore britannico, vincitore di due Premi Oscar, si trova nella perla normanna, a bordo di uno yacht di lusso. A riferire la notizia è il sito di Cefalunews. Giusto, a questo punto, spendere alcune parole sulla rinomata meta turistica siciliana.

Cefalù

 

In questa località si ha la certezza di una presenza umana che risale a un’epoca remota, come testimoniano i graffiti di origine preistorica rinvenuti nelle grotte della Rocca. A un periodo pre-ellenico (V secolo a.C.) sono ascrivibili il tempio megalitico dedicato a Diana e la cinta muraria che abbraccia il promontorio.

Difficile attribuire una datazione sicura alla città, sulle cui origini gli studiosi non hanno trovato l’unanime consenso. Una delle ipotesi più accreditate è che Cefalù sia nata per mano dei Fenici, attratti dalla piacevole collocazione ambientale. La stessa poesia naturalistica rapisce ancora  oggi quanti raggiungono la perla del Tirreno, incastonata in uno scenario da cartolina. Fare una passeggiata nelle sue strade consente di respirare le emozioni di culture diverse, grazie ai segni delle tante dominazioni che si sono alternate nel tempo. Il nome di battesimo deriva probabilmente dal termine Kefaloidon.

L’appellativo, dovuto alla forma a capo della rocca, venne dato nel IV secolo dai Greci, prima dell’avvento dei Siracusani, che conquistarono il sito nel 307, e dei Romani, che vi giunsero nel 254. Durante il periodo bizantino il nucleo abitato si spostò verso il rilievo, dove nacquero strutture di servizio e opere di fortificazione.

Poi venne il turno degli arabi, che acquisirono il controllo dell’area nell’857 e la battezzarono Gafludi. La loro fase storica, pur nella sua estensione temporale, non gode di sufficiente materiale illustrativo. Ciò impedisce un focus preciso e puntuale, che aiuti a dipingerne i dettagli. Dopo prese avvio il ciclo normanno, le cui origini risalgono alla conquista da parte del conte o re Ruggero, avvenuta nel 1063. “Ruggero II, re di Sicilia, la riedifica sulle rive del mare dopo il 1131”. Per Cefalù ebbe avvio di un periodo di grande splendore culturale e architettonico, ben testimoniato dalla  Cattedrale, nata con l’intento di farne il mausoleo personale del re Normanno.

Nella struttura architettonica di questo gioiello monumentale si legge il miscuglio di influssi arabi, bizantini e gotico-latini che ne esaltano la bellezza, rendendo ancora più intrigante la presenza scenica. La sua edificazione fu assai complessa, con continui aggiornamenti in corso d’opera. Al suo interno spiccano i mosaici dell’abside (1148), la croce lignea di Guglielmo da Pesaro (XV secolo), gli stucchi barocchi di Scipione Li Volsi (1650), le pitture di Antonello Gagini e Ignazio Bongiovanni. La collocazione alla base della rocca è una gradevole sorpresa per i turisti.

Quanti raggiungono la piazza antistante vengono rapiti dal bombardamento di emozioni che la perla architettonica regala ai fortunati osservatori, estasiati dal suo splendore, denso di stile e spiritualità. Il corpo centrale è affiancato da due torri con apice diverso. Anche questo è un segno delle molte etnie che si sono alternate alla guida della cittadina. Una tendenza che si è ripetuta anche negli anni successivi. Di epoca normanna sono pure il lavatoio, l’Osterio Magno, la chiesa di San Giorgio e il chiostro della Cattedrale. Quest’ultimo è stato portato all’antico splendore e, dal 2007, è fruibile dai visitatori, che possono ammirarne le colonne binate con capitelli figurati di aulica fattura.

Al 1348 risale il dominio dei Chiramonte, poi rimpiazzati dai Ventimiglia, conti di Geraci Siculo, il cui controllo venne acquisito con l’investimento di mille fiorini. Durante il loro dominio Cefalù conobbe una fase di evoluzione urbanistica. Nello stesso secolo passò nelle mani del Vescovo Sarzana? Che la ricomprò, ma è l’avvio di una fase che nonostante le buone intenzioni non fu particolarmente prolifica. I nuovi dominatori spagnoli non riversarono molte attenzioni su Cefalù e più in senso lato sulla Sicilia. Una visibilità più elevata venne recuperata nel XVIII secolo, quando la città riuscì ad accogliere il General Parlamento (nel 1774).

Dopo l’Unità d’Italia Cefalù torna a recuperare quel fermento culturale e artistico che le era appartenuto nelle epoche più felici. Il merito di questo rinnovato dinamismo è di Enrico Piraino di Mandralisca al quale si devono, fra l’altro, la nascita del liceo e del museo che portano il suo nome. Nella pinacoteca campeggia in bella vista il “Ritratto d’Uomo” di Antonello da Messina. Tra gli edifici di culto di Cefalù meritano di essere menzionati le chiese di San Giorgio, dell’Annunziata, della Madonna della Catena e di San Sebastiano o del Purgatorio, che si raggiunge attraversando l’arteria più nobile del nucleo storico. La sua splendida facciata fu completata nel 1668. Di grande interesse il palazzo vescovile, con l’annesso seminario. Ormai prossima l’apertura del Teatro Comunale, di proprietà dei baroni di Bordonaro, la cui storia travagliata dovrebbe essersi conclusa con i recenti lavori di restauro.

(In memoria del prof. Domenico Portera, grande amico e storico di Cefalù)

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