Viaggio in Ladakh, ai piedi delle montagne più alte del mondo

Da maggio a settembre, intense esperienze di viaggio in una regione quasi sospesa nel tempo.

Montagne del mito, luoghi fantastici, paesaggi mistici che si materializzano in un’oasi di pace ad alta quota. Quasi come lo Shangri-La di Orizzonte perduto, eden dove natura e spiritualità sembrano fondersi. Ma, a differenza del luogo vagheggiato dal romanziere James Hilton, il Ladakh, che in lingua locale significa “terra degli alti valichi”, esiste davvero.

Incastonato tra le catene montuose del Karakorum e dell’Himalaya, nell’estremo nord dell’India, il Ladakh è da sempre conosciuto come il “Piccolo Tibet”, anche per la presenza di antichi monasteri buddhisti. E non è difficile capire come le caratteristiche di questa regione si compenetrino appieno nella religione: vette altissime, fiumi impetuosi, laghi dal colore indescrivibile, albe e tramonti trasfigurati da un cielo limpido, paesaggi dove si alternano valli deserte e sconfinati pascoli punteggiati da miriadi di stupa bianchi e dai gompa dai tetti color porpora.

Così l’opportunità di un incontro ravvicinato con una cultura e uno stile di vita che da sempre affascina il mondo occidentale, si può cogliere al meglio in questa regione dal fascino misterioso che solo da alcuni decenni si è aperta al turismo. Vivendo consapevolmente il piacere della scoperta di una terra dai forti contrasti, dove da una parte si respira la pace e la tranquillità che traspare nei volti del popolo ladakho, dall’altra si possono provare avventure a stretto contatto con una natura vergine e selvaggia.

Esperienze da vivere, proposte da Shakti Himalaya, compagnia di luxury travel che propone itinerari off the beaten track, dove non esistono hotel: si soggiorna in case tradizionali di charme, magnificamente ristrutturate con l’utilizzo di materiali locali. Costruite con mattoni essiccati al sole e travi di legno di pioppo e salice, queste abitazioni hanno muri intonacati con un misto di calce e acqua, che dona loro il tradizionale colore bianco. Tutte hanno una terrazza sul tetto, con poltrone per il relax, e stufe a legna nelle camere, per scaldarsi nelle notti più fredde. Le case possono solo essere affittate da privati, o date in esclusiva a un gruppo.

E la novità di quest’anno, che va ad aggiungersi alle 8 dimore già “targate” Shakti in Ladakh, è una nuova struttura con 4 camere da letto, che si affaccia proprio sul più lungo fiume del subcontinente, l’Indo.

È proprio la valle dell’Indo il focus degli itinerari proposti da Shakti Ladakh: culla spirituale della regione, è ricca di antichi monasteri, che spiccano nel paesaggio con le loro sagome vermiglie. Qui le piccole comunità religiose, appartenenti alle varie scuole del buddhismo tibetano, accolgono molto volentieri i turisti: tra i gompa più interessanti, Thiksey, con una statua di Buddha alta ben sedici metri, Phyang, con la sua lunga teoria di stupa e Likir, con la scuola di piccoli monaci. Ma qualsiasi itinerario non può tralasciare naturalmente Leh, la minuscola capitale della regione, a 3.486 metri di quota: un microcosmo fatto di case in mattoni di fango, impreziosito da un antico palazzo che ricorda l’arcinoto “Potala” di Lhasa e da un orizzonte dominato dallo Stok Kangri, il “seimila” che veglia sulla città.

Ma per chi predilige l’avventura, Shakti propone rafting sui fiumi Indo e Zanskar o escursioni verso il Pangong Tso (magnifico lago himalayano) o nella Nubra Valley: una conca maestosa, con villaggi che regalano un vero e proprio salto indietro nel tempo. Per arrivarci si valica il Khardung-La, il passo carrozzabile più alto del mondo (5.359 metri di quota).

I pasti? No problem! I viaggiatori riescono ad assaporare al meglio la magia di un viaggio lontano dai grandi hotel e dal lusso omologato: Shakti mette infatti a disposizione dei viaggiatori un personal chef, per un tuffo nei sapori e nei colori della cucina indiana e ladakha.

Nel caso di pernottamenti in campi tendati, vengono utilizzate invece tende a cupola, con materassi, lenzuola, cuscini e piumini di alta qualità. A disposizione anche bagni in stile occidentale, oltre a tende per la doccia e lavandini con acqua corrente: in questo caso la semplicità degli alloggi è compensata dalla qualità del cibo, del servizio e naturalmente dai panorami mozzafiato.

Altro punto di forza sono le guide di Shakti, che accompagnano i viaggiatori per l’intera esperienza e possono soddisfare qualsiasi esigenza specifica legata al viaggio. Parlano tutti un ottimo inglese e hanno una profonda conoscenza e passione per l’Himalaya.

Sono disponibili anche attività come tiro con l’arco, lezioni di cucina, visite ai monasteri e seminari sul Buddhismo.

Il periodo migliore per affrontare questo viaggio va dall’inizio di maggio fino alla fine di settembre circa (variazioni sull’apertura possono essere causate dalle condizioni climatiche).

Via | Pizzinini Scolari ComunicAzione

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