Penna dell'Anno 2016 di Graf von Faber-Castell

L'azienda tedesca coltiva una tradizione di strumenti di scrittura preziosi. Alcuni rendono omaggio a personaggi famosi della storia.

La Penna dell'Anno 2016 di Graf von Faber-Castell è un tributo all'Impero di Maria Teresa d'Austria. Questo modello si ispira all'arte cinese della laccatura che decora la celebre Stanza Vieux-Laque nel Castello di Schönbrunn, Vienna, voluta dalla regnante, per fissare il ricordo permanente del compianto marito Francesco Stefano di Lorena.

Nello strumento di scrittura di cui ci stiamo occupando si coglie un tocco d'Oriente, unito alla migliore artigianalità tedesca.

Per realizzare il disegno della Penna dell'Anno 2016 sono stati coinvolti due nomi di spicco: Silvia Miklin, la restauratrice della Stanza Vieux-Laque, e Tomizo Saratani, artista giapponese specializzato nella tecnica Maki, una tradizionale tipologia di laccatura. Dalla loro collaborazione è nato un motivo decorativo diviso in tre parti che, una volta unite, danno vita ad un solo decoro.

Attraverso un impegnativo procedimento manuale, ognuna delle tre placchette di onice nero è stata rivestita con numerosi strati di lacca nera, lucidata e cotta. L’artista ha poi dipinto con cura il motivo sulla lacca e cosparso più volte il disegno ancora umido con polvere d’oro a 24 carati in diverse tonalità.

Il decoro della Penna dell’Anno 2016 nella variante platinum-plated è ispirato in modo originale al design della Stanza Vieux-Laque. Incastonate nel fusto rivestito platino, le placchette di onice nera creano un piacevole contrasto con la venatura naturale dell’acero. La penna stilografica è disponibile in un’edizione limitata di 500 pezzi numerati, la roller di 50 pezzi.

Strumento di scrittura di rara eleganza, quest'opera di Graf von Faber-Castell è riposta in un elegante cofanetto di legno nero laccato lucido. Al suo interno, un certificato autografato dal gemmologo del laboratorio di pietre preziose Herbert Stephan di Idar Oberstein in Germania è garanzia dell’autenticità della pietra onice utilizzata. L’artista nipponico Tomizo Saratani ne attesta inoltre l’incisione in oro 24 carati.

Via | Press Office

  • shares
  • Mail