Damiani al Montecarlo Film Festival de la Comédie 2017

Il cinema è un mondo glamour, che richiama i marchi della gioielleria. Damiani è presente.

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Damiani è stato protagonista del Montecarlo Film Festival de la Comédie 2017. Il celebre marchio da oltre 90 anni accompagna il fascino femminile di regine e star del cinema che scelgono i capolavori della maison per dare luce alle occasioni più importanti dello loro vita.

Portano la sua firma i premi che sono stati consegnati nel Principato a celebrities internazionali come Monica Bellucci, cui è stato assegnato un trofeo alla carriera, Riccardo Scamarcio, John Landis, regista del film cult The Blues Brothers e presidente onorario della giuria dell’evento, Michael Radford, regista de Il Postino.

Una collaborazione che nasce dal rapporto di reciproca stima e amicizia che lega Giorgio Damiani a Ezio Greggio, promotore e organizzatore del Festival; lo stesso Giorgio Damiani è stato presente alla cerimonia di premiazione come rappresentante della maison e dell’eccellenza creativa e manifatturiera che hanno reso l’azienda ambasciatrice del lusso “Made in Italy” nel mondo.

Tornando al Festival, filo conduttore dell'evento, come sempre, è stato l’umorismo: non una comicità fine a se stessa, che esaurisca la sua missione nella sola risata, ma l’espressione di una capacità intelligente e sottile di rappresentare l’aspetto comico della realtà.

La commedia, in tutte le sfumature, suscita grande interesse nel pubblico. Non è un genere per specialisti, ma è un’arte di altissimo livello, se viene interpretata bene, perché racconta in modo leggero cose spesso molto profonde. Anche quando si limita alla ricerca del solo divertimento, non è banale, perché far ridere è più difficile che far piangere.

Lo spiega Ugo Dighero in un’intervista a Commedie Teatrali Italiane: “Comicità e ironia hanno bisogno di uno spostamento del punto di vista ed è un meccanismo che non possiamo controllare come fruitori di comicità. C’è qualcosa che scatta dentro e al di là della nostra ideologia ci muove lo stomaco e ci fa ridere, mentre la seriosità è meno eversiva e spesso si può appoggiare su clichè, condizionamenti culturali. E’ più difficile far ridere perché bisogna azzeccare il meccanismo al di là di tutto”.

Poi aggiunge: “La comicità è probabilmente la cosa più seria che ci sia in circolazione. E’ una forma di comunicazione che riesce a passare sopra pregiudizi e preconcetti e parla dritto all’anima delle persone”. Condivido la sua riflessione e colgo l’occasione per riportare una frase simpatica che circola in rete: “Ridere è una cosa seria. Non puoi farlo con chiunque”. Anche questa merita un’analisi.

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