Torna l’assenzio, il liquore che stregava gli artisti

assenzio absinthiumDa qualche anno l’assenzio ha ripreso a sedurre le sue romantiche vittime néo-bohémiennes o semplicemente coloro che lo gustano convinti che si tratti dell’ultima tendenza trasgressiva.

Il liquore dei poeti maledetti e degli artisti francesi, proibito dal 1915 con l’accusa di aver provocato immensi disastri sociali, è tornato nei bicchieri d’Italia in una versione più leggera.

Nel nuovo liquore la percentuale di alcol non supera il 45 per cento contro il 70 della bevanda originaria, sono state eliminate le parti più dannose per la salute dell’organismo, senza compromettere il fascino di un mito senza tempo.

L’aperitivo di colore verde, dal gusto aromatico, i cui vapori salgono velocemente alla testa dando un certo senso di euforia, di lontananza dalla realtà, è un liquore antico, forte, inebriante. Oltre ad essere molto alcolico contiene grandi quantità di anice e tujone, alcaloide responsabile delle allucinazioni e dell’assuefazione.

Esistono diversi modi per berlo (alla francese, flambé, liscio), ma la bevanda viene tuttora preparata con un rituale vagamente iniziatico che ne aumenta il fascino, un’alchimia tra assenzio, zucchero, acqua e fuoco.


Gli effetti dipendono dalla quantità di acqua e, ovviamente, dalla quantità di bicchieri,
ma in genere l’assenzio induce uno stato di vaporoso stordimento, una rigida estasi che Alfred Delvau descriveva così: “L’ubriachezza che dà non assomiglia a nessun’altra di quelle conosciute. Non è l’ubriacatura pesante della birra, né quella feroce dell’acquavite e neppure la gioviale ubriachezza del vino... No, l’assenzio vi fa girare la testa al primo bicchiere, vi salda sulle spalle un paio di ali di grande portata e si parte per un paese senza frontiere e senza orizzonti, ma anche senza poesia e senza sole”.

Pare che negli Stati Uniti venga ancora venduto l'assenzio nella sua formula originale cecha, con prezzi che si aggirano attorno ai 200 dollari a bottiglia. Sarà sul serio vero assenzio? Se lo avete provato, fatecelo sapere!

Via | Orvietonews.it

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