Luxury Design alla Triennale di Milano

luxury design

Si è aperta oggi, presso La Triennale di Milano, la mostra Luxury Design. Neocodici del lusso & design del gioiello, a cura di Denis Santachiara illustra le tappe attraverso cui il gioiello valenzano si è evoluto.

Nella prima parte del percorso espositivo, denominata Back Up, dedicata al prestigioso passato del distretto orafo Valenzano, sono presentati alcuni modelli di alta gioielleria, portati alla ribalta da grandi premi e riconoscimenti internazionali, come le creazioni di Antonio Giè e il Bestiario di Rino Frascarolo. Una sezione è riservata anche al gioiello del periodo bellico.

La sezione intitolata Codici e neocodici costituisce il cuore della mostra e si concentra sull’attualità: artisti e creatori contemporanei si misurano sul terreno del gioiello di design con l’invenzione di nuovi codici dell’ornamento e la creazione di oggetti espressionedi un neo-lussodi matrice high tech, a tema libero, da indossare: dai gioielli, al piercing, all’MP3.

I prototipi sono stati prodotti sulla base di progetti di designer famosi ed emergenti, sia con esperienza in campo orafo sia provenienti da altri settori. I modelli prototipati, appositamente realizzati da aziende orafe del Distretto valenzano, si caratterizzano per concept e tecnologie originali. Un esemplare di ogni prototipo sarà poi conservato per esposizioni future nel Museo dell’Oreficeria a Valenza.

In esposizione le creazioni di Matalì Crasset, Kazuyo Komoda, Alberto Meda, Claudio Caramel, James Irvine, Nucleo Italia, Marco Ferreri, Marta Dell’Angelo, Tatiana Naoumenko, Loretta Baiocchi, Enrico Manfredi, realizzate da alcune tra le più prestigiose aziende orafe del valenzano: Teorie, Stilnovo, Milano, Antonio Ponticello, Vito Lapadula, Angelo Spinelli, Carlo Ricci, Emmeti, Dirce Repossi, Gilberto Cassola & C, Ferraris gioielli e Carlo Barberis.

Accanto ai lavori pensati da questi maestri, all’interno dell’esposizione sono stati predisposti degli spazi per i prototipi progettati da studenti degli istituti di formazione del distretto orafo (Istituto d’Arte orafa Benvenuto Cellini, IAAD di Torino e Istituto FOR.AL).

È infine prevista un’ulteriore sezione, intitolata Lusso on demand, dedicata alle ipotesi futuribili della produzione del lusso, dove è allestito un piccolo laboratorio operante in rapid manufacturing, per esporre le innovazioni in atto nel campo della produzione orafa e mostrare direttamente al pubblico come da un’idea iniziale, con l’ausilio di una semplice scannerizzazione, si possa realizzare in tempo reale un gioiello.

Via | Triennale.it

  • shares
  • Mail