Un sogno chiamato Lamborghini Miura

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E’ una delle auto più belle concepite dall’ingegno umano. Un vero capolavoro, destinato a sconfiggere i segni del tempo. La ricerca meccanica estrema, condotta da Gianpaolo Dallara e Paolo Stanzani, produsse dei risultati di matrice corsaiola, esaltati dalla collocazione centrale del motore. Questo permise a Marcello Gandini, giovane e valoroso stilista al servizio di Bertone, di definire un nuovo gioco di volumi, nitidi e fluenti, in cui l’aggressività si mesceva poeticamente all’eleganza sportiva. Il prodotto finale, davvero sbalorditivo, eliminò i confini, netti e decisi, che separavano le dream car da salone dalle auto destinate al mercato.

Ancora oggi il suo fascino è vivo e nessuno sa resistere al richiamo ormonale di questa icona del design e della tecnica. Molti ritengono la Miura come il capolavoro assoluto di Ferruccio Lamborghini. Sicuramente è il modello che ha permesso il salto d’immagine alla piccola azienda di Sant’Agata Bolognese, conducendola verso i piani alti del settore.

Nelle aste se la contendono i collezionisti di tutto il mondo, desiderosi di arricchire il garage con un’opera d’arte di indubbio valore, concepita più di quarant’anni fa (sic!). Per acquistarla occorre preventivare una spesa di almeno 130 mila euro, che salgono a 150 mila per una “S” e a 170 mila per una “SV”. Neppure troppi, se si considera l’esclusività dell'auto e i nobili concetti che incarna. Molto più impegnative e pressoché impossibili da comprare le rarissime versione Jota e Roadster.

Immagine | Fca-houston.org

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